L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Il paesaggio geologico di Camiz

Le Dolomiti sono scogliere coralline di un mare tropicale, antico centinaia di milioni di anni. La collisione dei continenti Europa e Africa le fa emergere dal mare per migliaia di metri durante il processo di orogenesi alpina. Oggi, scolpite come opere d’arte dagli agenti meteorici, troneggiano con picchi e creste affilate in mezzo a valli dolci e svasate, intagliate in tenere rocce vulcaniche. Non tanto per la loro particolare origine geologica, quanto soprattutto per la bellezza della loro conformazione fisica queste montagne sono state di recente dichiarate dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.
Più ad ovest, le Alpi occidentali raccontano una simile storia geologica: la collisione di due continenti, il corrugamento della crosta del fondale marino, il formarsi di una successione di falde impilate una sull'altra, la loro graduale emersione dal mare e il successivo denudamento.
Dall’altra parte del globo terrestre, l’imponente catena montuosa delle Ande, disseminata di apparati vulcanici, ha un’origine legata alla subduzione della crosta oceanica pacifica al di sotto del continente sudamericano. Lembi di fondale oceanico si immergono ad enormi profondità, fondono per le elevate pressioni e temperature, e una volta trasformati in magma fluido per la minore densità risalgono in superficie, creando la materia su cui gli agenti meteorici scolpiscono e modellano il rilievo, con risultati di straordinaria bellezza.
La geologia è essenzialmente studio di come la pressione agisce nel tempo, plasmando la materia e configurando lo spazio, è ricerca delle cause del determinismo che guida l'evoluzione di un luogo fisico fino alla sua forma attuale. Il geologo conosce il “come”, il “dove”, il “quando” una montagna si è formata, ma non sa spiegare perché quella visione, quella bellezza lo emoziona.
L'ambiente naturale, la montagna, la roccia catturati dall’obiettivo di Sergio Camiz sono elementi vivi, concreti fenomenologici specificati in un preciso tempo e spazio e insieme colti nel loro continuo divenire, in quella incessante trasformazione insita nella natura, tesa al raggiungimento di un equilibrio comunque transitorio.
Le immagini di Camiz trasmettono l'energia, la forza della Terra, nata nelle profondità del nucleo e del mantello, che plasma la materia, innalza le montagne, modella il rilievo, piccola parte di quella energia primordiale che ha dato origine a tutto l'universo, la stessa energia che fluisce in noi.
La montagna, "geosimbolo" per eccellenza, espressione del sacro e del soprannaturale, luogo di solitudine estrema, dove è facile percepire la forza spirituale ed essenziale della natura, viene fotografata da Camiz con le sue luci e le sue ombre, le superfici tormentate, gli anfratti tortuosi e i profili taglienti. Ma tutti questi elementi non sono statici, definitivamente fissati. Al contrario, esprimono tutta la dinamica del processo geologico che ha portato nel tempo alla loro formazione, comunicano il movimento inarrestabile di quella potente energia con precisa direzione, che già contiene e configura una diversa condizione spazio-temporale.
Queste immagini attivano in noi un piano percettivo che anticipa la nostra mente, che riconosce quella forza ancora prima che la razionalità fornisca la spiegazione logica e scientifica al processo naturale in atto, il piano percettivo che ci rende capaci di intuire un’intenzionalità della natura nella nostra continua ricerca di appagamento estetico.
Camiz riesce a trasmettere la bellezza della materia, l'armonia del fenomeno naturale prima che la nostra emozione venga inquadrata in percorsi di conoscenza razionale. I suoi paesaggi geologici ci emozionano, perché ci mettono di nuovo in connessione con la dinamica del tutto. Inconsapevolmente comprendiamo che l'energia che ha plasmato quella forma, che ha creato quell'armonia nella materia, è in noi, ne siamo parte, è la stessa vita presente in ogni particella dell’universo.
Camiz agevola in noi quel modo spirituale, profondo e antico di godere del bello senza filtri e sovrastrutture, senza la necessità del perché e del come. I suoi paesaggi geologici hanno memoria, conservano la storia degli eventi che li hanno modellati. Le fratture, le pieghe, le stratificazioni dei rilievi sono segni che il geologo decodifica e spiega, ma allo stesso tempo attraverso le immagini dell’Autore quei segni arrivano senza mediazioni alla nostra percezione, trasmettendoci l'emozione della forza responsabile della loro formazione.
Se le rughe fissano la fisionomia di un volto come effetto del perpetuarsi di un'abitudine espressiva che resta impressa sulla pelle, allo stesso modo le discontinuità incise nella roccia e fotografate da Camiz comunicano l'espressione del carattere di quei luoghi, la loro identità fisica. L’Autore cancella in noi l’idea di ambiente naturale come semplice realtà da sfruttare, controllare e gestire, restituendoci la nostra relazione spirituale ed emotiva con il luogo fisico, la percezione della sua identità, della sua sacralità, appagando il nostro bisogno ancestrale di stabilire un legame affettivo ed estetico con l'ambiente naturale che ci circonda, lasciandoci sospesi in momenti senza tempo.
Attraverso questo luminoso percorso fotografico, arriviamo ad intuire che esiste un'intenzionalità intrinseca della natura, una sua intelligenza estetica. Siamo stimolati ad andare oltre la convinzione che vi sia una semplice necessità fisico-chimica negli accadimenti naturali, una ineluttabilità delle forme geologiche, che le vuole create in quel modo per dare identità ad un quantico dinamico sviluppato secondo una precisa legge evolutiva. Il fiume che scava la dura roccia del suo alveo, la montagna che si solleva potentemente dal fondale marino, il rilievo che mette a nudo i suoi strati profondi, la pietra vulcanica che ostenta il suo colore rosso fuoco, fino al semplice cristallo che si accresce arrivando a divaricare la roccia che lo incassa, tutti questi elementi nelle immagini di Camiz tendono a sviluppare al massimo la loro potenzialità, occupando tutto lo spazio che devono e che possono, tutto lo spazio che gli occorre per “essere”. E in questo movimento continuo, dove è incessante la trasformazione tra energia e materia, sembra davvero che il fine sia l'armonia delle forme, dell'uno nel tutto e del tutto nell'uno.
Il valore di questa esperienza artistica sta soprattutto nel privilegiare in chi ne fruisce il riconoscimento e il godimento di questa armonia.

Silvia Peppoloni
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Roma
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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