L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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recensioni_verzaLe Corbusier

Precisions on the Present State of Architecture and City Planning

Ristampa della prima edizione americana, con una prefazione di Tim Benton

Luca Montuori

lecorbusier precisionsUn insieme di testi teorici importanti e che erano fuori da tutti i cataloghi negli ultimi tempi stanno tornando negli scaffali delle librerie. É una scommessa importante che alcuni editori stanno portando avanti, e tra questi la Park Books ha finalmente ristampato l’edizione americana delle Precisions di Le Corbusier, che in italiano era stato pubblicato nel 1979, in una edizione di grande divulgazione e di poca cura grafica: Precisazioni sullo stato attuale dell'architettura e dell'urbanistica. Con un prologo americano, un corollario brasiliano, seguiti da una temperatura parigina e da una atmosfera moscovita, era un libro che si trovava usato o tra i tavoli dei remainders e che avevamo tra gli scaffali dello studio con il disegno bellissimo di Rio de Janeiro rosso e verde in una copertina dalla cornice viola.

C’era qualche tavola a colori riprodotta molto piccola all’interno, ma nell’insieme il testo si proponeva come un insieme di scritti teorici. Un giorno, più di qualche anno fa, a Parigi, entrando alla Fondation Le Corbusier, ho trovato esposti alcuni dei grandi fogli di carta da spolvero con i disegni che Le Corbusier ha realizzato in diretta durante le conferenze tenute nel suo viaggio in Sudamerica: la nuova città del XX secolo, Buenos Aires, Rio, San Paolo. Disegni grandi, con i tratti rapidi del gesso che arrivavano fino ai margini occupando tutto lo spazio disponibile del foglio, segni sintetici, saturi di colori, scritte, appunti, punti esclamativi, disegni spontanei come schizzi su un taccuino ed esuberanti al punto da evocare una lotta quasi fisica con il foglio. Ricordo soprattutto, su una parete isolata il disegno dello skyline di Buenos Aires visto dal mare, con pochi tocchi di giallo, un mare nero che si muove anche di notte e non sta fermo mai, un’intensità ipnotica per chi aveva visto sempre un francobollo nero in fondo a una pagina. La Fondation ha nel suo archivio oltre settanta disegni che fanno parte del ciclo di lezioni, tenuto da Le Corbusier nel 1929 tra Argentina e Brasile durante il suo viaggio in Sud America che toccò anche Montevideo, Mar de la Plata, Asunciòn. In occasione dei cinquanta anni della morte di Le Corbusier (27 agosto 2015), questa nuova edizione viene ampliata per la prima volta con la riproduzione, in grande formato a colori, di cinquantotto disegni che Le Corbusier ha realizzato durante le 10 conferenze a Buenos Aires per supportare il parlato con “argomentazioni visuali”. Parlare e disegnare insieme, argomentare con parole e immagini che scaturiscono dal discorso e ne sono parte integrante, come quando si discute di un progetto intorno a un tavolo, il disegno aiuta a chiarire le parole. Vedendo oggi il testo nella nuova edizione, per chi come me non è uno storico dell’architettura e quindi si è limitato a leggere il libro senza spingersi oltre il testo editato, si chiarisce la complementarietà dei testi e dei disegni, si immagina Le Corbusier dare le spalle al pubblico, disegnare, girarsi, sottolineare, tracciare segni: rendere la conferenza stessa uno spettacolo magnetico, una performance. Nell’introduzione al testo è citata una intervista del 1951 in cui Le Corbusier afferma: “Non preparo mai le mie lezioni (…) l’improvvisazione è una cosa magnifica: facevo disegni, ho utilizzato i gessi, gessi colorati sulla lavagna, dando sempre per scontato che ce ne fosse una. E quando disegni sulla base delle parole, disegni con parole utili, crei qualcosa. E l’intera mia teoria, la mia riflessione sui fenomeni dell’architettura e dell’urbanistica deriva da queste lezioni improvvisate e illustrate”. Le lezioni quindi vengono presentate come un momento di riflessione sul progetto e di creazione in diretta. La cura e l’introduzione a questa nuova edizione sono di Tim Benton, che di Le Corbusier ha realizzato mostre, tenuto corsi e soprattutto ha scritto in diverse occasioni con un approfondimento interessante nel suo libro Le Corbusier conférencier (2008), proprio riguardo le sue tecniche oratorie, le capacità persuasive e la modalità di preparare le conferenze. Il testo aiuta a comprendere la metodicità di Le Corbusier e la sua maniacale preparazione delle lezioni per le quali realizzava una grande quantità di schizzi, disegni, appunti che servivano come linee generali per i grandi disegni che poi avrebbe realizzato in diretta “improvvisando”. Le Corbusier tenne le 10 lezioni tra il 3 ottobre e il 19 ottobre del 1929 a Buenos Aires per poi spostarsi in Brasile (Brazilian corollary). Il libro fu scritto durante il viaggio di ritorno, ordinando le dieci conferenze in dieci capitoli che ne riproducono (con qualche piccola variazione) la sequenza:

1. To Free Oneself Entirely of Academic Thinking.
2. Techniques Are The Very Basis Of The Poetry.
3. Architecture in Everything, City Planning in Everything.
4. A Dwelling at Human Scale.
5. The Undertaking of Forniture.
6. The Plan of the Modern House.
7. A Man=A Dwelling; Dwellings=A City: The Plan of a Contemporary City of Three Millions Inhabitants
8. A House-A Palace: The Search for Architectural Unity.
9. The Voisin Plan for Paris: can Buenos Aires Become One of the Great Cities of the World?
10. The World City and Some Perhaps Untimely Considerations.

E a seguire: Brazilian Corollary. In appendice: The temperature of Paris e The Atmosphere of Moscow.
Nei testi, che riproducono il ritmo incalzante del parlato, si individua un percorso che rilegge e analizza i progetti sviluppati nel decennio precedente arrivando a un momento di svolta delle teorie e del metodo progettuale (il più evidente tra tutti il passaggio dai progetti brasiliani al piano di Algeri). Si ritrovano qui gran parte degli aforismi corbusieriani, del suo modo di concepire l’architettura, il problema della scala umana, la tecnica, il rapporto tra architettura e città. Tra tutti un esempio: “Le tecniche sono a fondamento del lirismo: aprono un novo ciclo dell’architettura”, in cui fa derivare tutta la sua attenzione progettuale da problemi tecnici, sociali ed economici; il problema della strada, del consumo di suolo, del miglior isolamento termico degli edifici, dell’igiene, dell’illuminazione e della ventilazione, del progetto a misura d’uomo, delle nuove esigenze degli abitanti della città. Un testo molto attuale e utile sulla necessità del superamento di alcune ideologie che affliggono la progettazione contemporanea. La lezione inizia così: “Inizio, signore e signori, col tracciare la linea che può separare, nei nostri processi percettivi, il campo delle cose materiali, degli eventi quotidiani, delle tendenze ragionevoli, dall’altro campo più particolarmente riservato alle reazioni d’ordine spirituale. Sotto la linea quello che c’è, al di sopra di essa ciò che si prova” l’obiettivo finale è di utilizzare una terminologia tecnica, legata ai dati obiettivi del progetto, per causare una reazione lirica: forma e tecnica si uniscono nel progetto, una banalità spesso dimenticata.
Oltre il piacere della rilettura dei testi e la impressionante sequenza delle tavole a colori, la nuova edizione di Precisions apre un nuovo percorso di interpretazione sul modo di comunicare l’architettura che si offre oggi a una riflessione molto attuale. E’ questo il nodo, che va ben oltre il dato filologico, che questa edizione permette di affrontare e la riflessione che ci offre grazie a una nuova serie di interpretazioni, note, disegni e schizzi inediti, riscoperta di appunti che non sempre furono trasformati in tavole per il pubblico. Nuovi elementi che permettono nuove chiavi di lettura, analisi e riflessioni metodologiche che rivelano le strategie, il progetto divulgativo, la capacità e le modalità di comunicare il pensiero. Non quindi un momento creativo con disegni improvvisati e discorsi a braccio, come lo stesso Le Corbusier voleva far pensare il suo modo di parlare in pubblico, ma elementi di un progetto integrale di cui oggi possiamo interpretare una nuova parte.

Autore Le Corbusier
Titolo Precisions on the Present State of Architecture and City Planning 
Editore Park Books
Città Zurigo
Anno 2015
Pagine 408
Prezzo € 29,00
ISBN 978-3-906027-65-4 

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
MONTUORI Luca 2016-02-24 n. 101 Febbraio 2016
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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