L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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raccolto_pomodoriHelen. Prise de possession d'un lieu. Mémoires de vies

ScenArchitettura sul Canal de L'Ourcq a Parigi, un evento site-specific liberamente ispirato al romanzo Jules et Jim, di Henri-Pierre Roché

Tesi di laurea in scenografia di Annachiara Eliseo
Relatore Andrea Moneta  

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Protagonista della Scenografia è stato a lungo lo spazio “interno” del teatro, quello spazio che non poteva essere rappresentato compiutamente in nessuna forma, che non poteva essere appreso e vissuto se non per esperienza diretta. Ma ormai da più di mezzo secolo l'esperienza spaziale propria della scenografia invade gli edifici, si prolunga nella città, nelle strade e nelle piazze, ovunque l'opera dell'uomo ha limitato dei "vuoti", ha cioè creato degli spazi racchiusi.


Quando la Scenografia invade gli spazi dell'Architettura parliamo di ScenArchitettura: essa si attiva proprio quando il teatro esce dagli "spazi deputati" per diventare teatro-architettura, teatro "urbano". In questo caso il Luogo, inteso come complesso di relazioni spaziali e sociali, non può essere considerato solo un semplice "contenitore" (Teatro di Strada), né ridursi a soggetto/oggetto della scena (Teatro dei Luoghi). Il Luogo deve assurgere a elemento drammaturgico fondante, necessario oltre che unico, animando e caratterizzando la sostanza di un testo teatrale.
La ScenArchitettura in questa particolare accezione viene definita come un complesso di azioni progettuali volte a trasformare uno spazio architettonico e/o urbano per comunicare un contenuto preesistente col quale instaurare un rapporto dialettico.
In questa direzione nasce e si concretizza il progetto di messa in scena "Helen. Prise de possession d'un lieu, Mémoires de vies”.  É uno spettacolo ispirato alla vita di Helen Hessel, Henri-Pierre Rochè, Franz Hessel e alla storia dei loro alter ego letterari, Jules, Jim e Kathe. Si snoda lungo il percorso del Canal de l'Ourcq a Parigi raccontandone i luoghi caratteristici, ma anche quelle  stesse architetture ex-industriali che presto verranno distrutte per sempre dall'ennesimo progetto di “rinnovamento” urbano.
In questa rappresentazione, per molti versi irripetibile, le memorie dei luoghi si animano attraverso le memorie dei personaggi che hanno ispirato il film di Truffaut, in un continuo rimando fra realtà celate e fantasie svelate.
Andrea Moneta

"Il teatro e l'architettura stanno in una relazione originaria [...] essi hanno in comune il linguaggio dei corpi, il quale precede la parola e va oltre il dicibile" 
G. Consonni


Il progetto fa riferimento agli studi che promuovono l'integrazione tra le pratiche della progettazione dello spazio e le discipline delle arti sceniche, nella piena convinzione che tra essi esistano delle inequivocabili affinità e che la creazione di un evento drammatico in un determinato contesto locale sia in grado di rinnovarne l'identità e la percezione.
La ricerca ha per oggetto la progettazione di una messa in scena in ogni suo aspetto e in ogni sua fase:

- analisi del materiale narrativo
- analisi del contesto urbano
- lineamenti di regia e coreografia
- trasposizione scenica
- progettazione esecutiva delle strutture sceniche

L'evento concepito nasce dalla fusione dell'analisi dei luoghi e dei testi prescelti, si inserisce fluidamente nel paesaggio urbano sottolineandone tratti e caratteri simbolici, estetici e  formali.
L'indagine sulla relazione tra testo e rappresentazione, tra luogo e senso, tra corpo e spazio, è punto chiave della ricerca, che ha carattere espressamente multidisciplinare.
Avvalendosi degli strumenti metodologici e pratici dell'architettura, della scenografia, delle arti visive, del teatro e della danza, essa si propone come possibile interpretazione del paesaggio postindustriale del Nord-Est parigino.
Nel caso specifico la scelta del Canal de l’Ourcq a Parigi quale teatro della messa in scena, risponde alla volontà di salvaguardarne l’immagine e la memoria. L'area infatti muterà aspetto e carattere nei prossimi anni con l’attuazione di progetti architettonici ed urbanistici che prevedono la demolizione di alcuni edifici di valore paesaggistico, storico e simbolico, testimonianze di un recente passato industriale.

Un percorso nella Memoria

Il nuovo impianto drammaturgico concepito per la messa in scena nasce dalla fusione di tre testi: Carnets: les années Jules et Jim di Henri-Pierre Roché,  Journal d'Helen, Lettres à Henri- Pierre Roché di Helen Hessel, e Jules et Jim, di Henri-Pierre Roché. Tuttavia esso si avvale dell'apporto di diverse e numerose testimonianze, prima fra tutte la versione cinematografica di Jules et Jim di François Truffaut, che ne rivela l'anima profonda:  "Jules et Jim è un libro sulla memoria [...] ogni immagine è raccontata con la dolcezza del ricordo".
Le intuizioni di Truffaut, che si propose di girare il film "comme un album de souvenirs", hanno suggerito la forma ed il luogo dello spettacolo, che è stato pensato come un viaggio,  nella duplice accezione di viaggio nella memoria dei protagonisti e percorso reale lungo il Canal de l'Ourcq, filo conduttore materiale della narrazione.
Lungo questo corso, come in un album di ricordi, si aprono le scene: ogni momento della narrazione incontra il suo spazio.
L’immagine evocativa del canale aiuta a restituire  la “douceur du souvenir” di cui parla Truffaut e a ricreare la durata dell’esperienza del ricordo.

La messa in scena

L'evento è stato pensato alla scala urbana e teatrale: alcune scene sono visibili ad un pubblico ampio e godibili anche a grande distanza.
Le 20 scene, che prendono forma lungo un percorso predefinito, si distinguono per il loro carattere statico o dinamico in relazione alle azioni del pubblico che “segue” fisicamente lo spettacolo lungo le rive, o su una zattera-palco che scorre sul canale.
Lo spettatore-viaggiatore, coinvolto nel processo di lento approfondimento nella memoria dei personaggi, viene guidato attraverso un paesaggio mutevole di spazi di volta in volta dilatati o raccolti ed è invogliato a correggere continuamente il fuoco del suo sguardo, avvolto da più direzioni dall'azione scenica.
Il luogo di ogni scena è stato scelto per affinità concettuale con il significato e le atmosfere suggerite dal materiale narrativo, ed è stato poi modificato virtualmente attraverso la progettazione scenografica.
Per  rendere tangibile l’esperienza della memoria, tema centrale della messa in scena, si è fatto ricorso all'ampliamento  delle prospettive (con la visione contemporanea di più eventi e più punti di vista in scena) e allo sdoppiamento dei personaggi (che consente la presenza simultanea di azione e ricordo narrato, nonché l'intervento di più coscienze narranti che dialogano tra loro).
Si è privilegiato un teatro fisico, fatto di immagini e corpo, una narrazione suggestiva più che descrittiva.

Annachiara Eliseo

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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