L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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FOTOGRAFIA Come fatto mentale

fotografie e un libro di Giorgio Stockel

A cura di Carlo Severati

Inaugurazione: giovedì 18 marzo 2010, ore 18:30
Da giovedì 18 marzo 2010 – a venerdì 26 marzo 2010. Orario: 18:30 – 20:30, chiuso la domenica.

giorgio_stockel__borromini_sancarlino.jpgA partire da giovedì 18 marzo, lo Studio-Galleria Embrice propone la mostra, curata da Carlo Severati, Fotografia come fatto mentale: fotografie e un libro di Giorgio Stockel, dedicata al fotografo e architetto, milanese di nascita ma romano d’adozione, Associato di Percezione e Comunicazione Visiva presso la Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni, alla Sapienza.
Il lavoro di Giorgio Stockel è esposto attraverso un percorso articolato in quattro diversi momenti logici: tre diversi temi espositivi che raccontano brani della carriera ormai quarantennale del fotografo, e un’occasione di riflessione teorica, la presentazione del volume dello stesso Giorgio Stockel, Fotografia come fatto mentale, che si terrà il 26 marzo, con interventi di Humberto Nicoletti Serra, Francesco Galli e Carlo Severati.
L’itinerario si snoda a partire dagli esordi, con immagini inedite, risalenti al 1967, nelle quali Giorgio Stockel ridisegna – più che rilevare – alcune architetture borrominiane. In queste prime immagini lo spazio sembra stranamente e ostentatamente bidimensionale. Le prospettive, ricostruite sulla stampa, sono qui puro pretesto per un’indagine che è volta alla superficie e alle possibilità della sua ri-costruzione attraverso il segno grafico. E anche laddove la luce prospetta la profondità, i vuoti e i pieni sono ridotti alle campiture nette del bianco – che è sempre abbagliante – e del nero uniforme, per ricondurre l’attenzione sulle geometrie astratte delle linee del barocco borrominiano. Anche il pieno possente di un pilastro rilevato al Palazzo Farnese del Sangallo a Caprarola, è la scusa evidente per rilevare i giochi dei delicati chiaroscuri disegnati dal tempo sulla superficie in una specie di trompe l’oeil naturale.
Ed è proprio al tempo – kronos - che è dedicata la seconda e importante tappa dell’itinerario. La scoperta suggerita all’osservatore è che è il tempo a determinare la forma. Poiché, se l’essere di un oggetto è determinato dalla sua identità nel tempo, è anche vero che la sua immersione nel divenire ne determina la trasformazione. Kronos agisce come un acido dirompente sulla realtà, scava le superfici e ne fa emergere le crudezze della materia: ne troviamo traccia su cipressi millenari poggiati tra le erbe levigate di giardini cinesi; sui ruderi slabbrati di architetture che, stentiamo a immaginare, siano state regolate da precise e ordinate geometrie; sul volto stesso del genere umano. Qui, il lavoro del fotografo è – contraddittoriamente – cogliere l’attimo (il kairos), che mostra il lavoro incessante di kronos. Un cortocircuito semantico operato dalla percezione, per cui si ferma per sempre un processo attraverso la sua rappresentazione, introducendolo nella dimensione circolare del sistema, solo apparentemente, chiuso di un’opera d’arte.
L’ultima e terza sezione di immagini in esposizione è un omaggio all’Aquila. Città fotografata a lungo nel 1982, della quale il terremoto del 2009 ha messo a nudo la fragilità registrata nelle immagini attuali.

Studio-Galleria Embrice – Roma, Via delle Sette Chiese, 78 - Tel. 06.64521396 – www.embrice.com
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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