L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Nanda Vigo: il disegno della luce

una produzione Ultrafragola Channels

a cura di Didi Gnocchi

Mercoledì 8 luglio 2009 ore 20.00
Casa dell'Architettura, Piazza Manfredo Fanti 47, Roma


nanda-vigoUna ricerca che parte dalla luce, dai giochi cromatici dell'architettura della Casa del Fascio di Como. La luce, per Nanda Vigo, è la “struttura portante della filosofia del progetto”, materia degli oggetti che la restituiscono in modo essenziale e magico, vetro e neon.
Nata a Milano, Nanda Vigo si è laureata all'Institute Politechnique di Lausanne. Dal 1959 inizia ad esporre le sue opere in gallerie e musei, in Europa e in Italia (più di 400 le mostre collettive e personali). Ha collaborato con Gio Ponti, Lucio Fontana e Piero Manzoni e ha partecipato alla XIII Triennale del '64, alla XV del '73 e alla 40a Biennale di Venezia dell'82.
Opera in modo interdisciplianare tra Arte, Design, Architettura, Ambiente. Ha insegnato all'Institute Politechnique di Lausanne, all'Accademia di Macerata e all'Istituto Europeo del Design a Milano. Dagli anni Settanta Nanda Vigo disegna lampade di produzione (collabora in particolare con Arredoluce), come Osiris del 1971, in lamina di vetro e luce alogena, utilizzata per la prima volta nella produzione industriale. Altri esempi sono la lampada Iceberg e la lampada Cronotopo in metallo bianco e luce lineare (Arredoluce 1970).
Lavora a Milano e vive in East Africa. Tra i premi che ha ricevuto, ci sono l'Award New York Industrial Design nel 1971 (per la lampada Golden Gate) e Primo Premio St. Gobain per il design nel 1976.

Dice della Sua arte Silvana Annicchiarico (Triennale di Milano): Pochi altri “artisti” del nostro tempo hanno saputo usare la luce come ha fatto Nanda Vigo in quasi mezzo secolo di attività: a cavallo fra arte, architettura e design, fautrice di quella “integrazione delle arti” che certi conservatorismi avrebbero voluto mantenere ben distinte e separate, Nanda Vigo ha sempre perseguito un’idea del fare artistico progettuale capace di coinvolgere l’utente/spettatore in una ridefinizione esperienziale del proprio vissuto. Tra riflessi e trasparenze, Nanda Vigo lancia sulla scena razionale del progetto la provocazione di un melting pot linguistico ed emozionale che viene da lontano (forse, anche, dalla sua personale frequentazione con grandi maestri dell’arte novecentesca come Piero Manzoni e Lucio Fontana) e che contamina il feticismo funzionalista di certi progettisti con ibridazioni e meticciati mai ovvi, mai prevedibili, mai risaputi. Il design ne guadagna, non ne esce imbastardito. E l’arte ritrova nel gesto di Nanda Vigo il sapere e il sapore antico dell’artigianato d’alta scuola, e il rumore del lavoro di bottega e del trucco di officina.

Dice di Lei Dominique Stella (Curatore): "Nanda Vigo è un personaggio unico nella storia dell’arte contemporanea. A partire dagli anni sessanta ha influenzato una generazione di artisti e di designer con l’esemplarità del suo lavoro, scegliendo la costante originalità e il rinnovo continuo, lontano dagli stereotipi e dai marchi di fabbrica. All’applicazione sistematica di formule di successo ha sempre privilegiato la sperimentazione, estendendo la sua curiosità a una ricerca profonda che, per il suo approccio e le sue radicali prese di posizione, la identifica come artista: performance, installazioni, happening fanno parte del suo linguaggio artistico, parallelamente a un’attività di architetto che l’ha portata naturalmente verso il design.



Organizzazione e Comunicazione: Maria Cristiana Costanzo +39 333 2683341 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Addetto stampa: Luca de Angelis +39 328 0659197 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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