L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Archeologia e natura. Editoriale Maggio 2009 PDF

Archeologia e natura

Archeologia e natura sono due termini che fanno riferimento a realt? tra loro assolutamente dissimili, che Rosario Assunto, in Estetica del paesaggio, vede soprattutto contraddistinguersi nella differente forma di temporalit? che esse esprimono. Tuttavia, nella stretta convivenza in territori naturali pi? o meno densamente stratificati da permanenze storiche esse mettono in atto una singolare capacit?, che ? quella di generare una nuova realt?, indipendente dai caratteri che definiscono i loro stessi distinti soggetti che la costituiscono. L?interna dialettica che viene a svilupparsi in essa, tra tali due entit? a un tempo reali e concettuali, ha alimentato, stimolato, nel corso della storia, la riflessione e lo spirito creativo di artisti, di poeti, di filosofi, di scrittori, contribuendo con questo (seppure con esiti contraddittori) all?approfondimento del pensiero, all?arricchimento della comune sensibilit? nei confronti dell?arte, dell?ambiente, alla definizione del suo intimo carattere e, pi? in generale, all?avanzamento della cultura.

Nel Settecento, in particolare, il rapporto tra paesaggio e presenze archeologiche (soprattutto se riferito al territorio italiano) porter? a configurare uno specifico ideale dell?arte e della vita estetica; e sulla base di tale nuova consapevolezza il paesaggio, come l?arte, diventer? una categoria del pensiero e dell?attivit? umana, disegnando in questo modo una complessa architettura del fare e dell?immaginare.
Questa variet? di percezioni e di sentimenti che il paesaggio naturale arricchito da presenze storiche trasmette, muove dal tema dello sdoppiamento dell?immagine e dall?enigma che ne consegue. Come afferma Giacomo Leopardi, a tale proposito, questa condizione favorisce l?estensione, l?ampliamento della mente di coloro che la percepiscono. Si tratta di un?immagine seconda, in grado di mettere il riguardante in condizioni di cogliere orizzonti pi? ampi e pi? profondi. In questo modo, nota il poeta, egli vedr? ?[...] con gli occhi una torre, una campagna; udr? con gli orecchi un suono d?una campana; e, nel tempo stesso, con l?immaginazione vedr? un?altra torre, un?altra campagna, udr? un altro suono. In questo secondo genere di obiettivi sta tutto il bello e il piacevole delle cose. Trista quella vita (ed ? pur tale la vita comunemente) che non vede, non ode, non sente se non che oggetti semplici, quelli soli di cui gli occhi, gli orecchi, gli altri sentimenti ricevono la sensazione? (1).

Nel corso dei secoli, ma soprattutto a partire dal Novecento, l?aspetto del territorio e la rappresentazione del paesaggio sono cambiati notevolmente. Si sono osservati grandi mutamenti in corrispondenza delle profonde modificazioni della conoscenza e della sensibilit? umana. Tutto questo, ? avvenuto tra le pieghe della cultura e della storia, tra le immagini del simbolo e della critica, tra i valori della tradizione e dello sviluppo. Teoria ed esperienza si sono fuse nel tempo delle trasformazioni e delle memorie; tuttavia ? sempre quest?immagine seconda che s?afferma in un disegno di verit?. Il paesaggio, inteso come realt? e come rappresentazione, mira a valorizzare l?incontro tra la natura e la vicenda umana attraverso i segni, le presenze che rinviano a passati eventi. E in questo percorso la varia bellezza del paesaggio naturale e del paesaggio costruito ? letta nell?ambito di un?arte quale risultato del fare, del sentire e dell?immaginare. Le trasformazioni del paesaggio sono, altres?, il risultato dell?incessante adattamento da parte delle popolazioni all?ambiente fisico e naturale: frutto della necessit? di delimitare e di ordinare le cose intorno al proprio habitat. Poi, attraverso l?evoluzione dei sistemi abitativi e produttivi, degli scambi e delle comunicazioni i territori originari sono sempre pi? andati modificandosi, depositando e stratificando nel paesaggio innumerevoli tracce fisiche, biologiche e storiche che, in questo modo, pu? essere assimilato a un palinsesto, i cui frammenti vanno riconosciuti, decodificati e studiati e, quando ? possibile, conservati e valorizzati. Gli elementi del paesaggio antropico sono stati faticosamente costruiti dal lavoro umano: ciglioni, terrazzamenti, gradoni, muri a secco, arginature, sistemi di regimazione delle acque, sistemi di irrigazione, sentieri, mulattiere, tratturi, strade, ponti, cave, boschi cedui, suddivisione dei campi, seminativi e vari tipi di colture, vigneti, uliveti, agrumeti, frutteti, orti, parchi e giardini.
In contrapposizione a questo paesaggio, che ancora possiede radici culturali arcaiche, a partire dal XIX, secolo iniziano a sorgere le citt? industriali. Molte di esse, come osservava Thomas Hardy nel lontano 1886 in, The Major of Casterbridge, appaiono alla vista come dei ?[...] corpi estranei caduti come massi nella pianura di un mondo verde con il quale non hanno nulla in comune? (2). E l?immagine e la sensazione che ne consegue di estraneit?, si ? andata sempre pi? diffondendo e moltiplicando per tutto il Novecento. Rispetto a tale visione delle cose nasce allora l?interrogativo circa l?entit? della modificazione prodottasi nel paesaggio contemporaneo rispetto alle precedenti epoche o all?antichit?. Di fronte allo stato attuale dei luoghi e alla loro memoria ? lecito chiedersi se, tra l?ansia dell?innovazione e la necessit? della conservazione, possa esistere e in che modo prender forma, un piano in grado di salvaguardare le molteplici bellezze esistenti. E questo interrogativo potrebbe, soprattutto, essere indirizzato al paesaggio italiano, estremamente delicato, fragile, soggetto a un?incuria generalizzata, e all?avidit? speculativa/distruttiva dell?uomo, ma anche all?inclemenza della natura.
Dal punto di vista progettuale, tutto questo significa riuscire a cogliere i transiti, nei paesaggi tra la memoria e la necessit? del nuovo, per un diverso equilibrio tra passato e futuro, al fine di affermare un?ipotesi realizzativa, allo stesso tempo, conservativa e inventiva, volta a collegare le diverse funzioni e utilizzazioni del territorio.
Si tratta d?immaginare interventi in cui il paesaggio sia il prodotto di un trattamento compositivo della natura; considerando che il paesaggio ?, a un tempo, reale, prodotto del fare e dalla cultura di un popolo, e mentale, legato alla rappresentazione e alla visione del mondo.
In questo senso, come afferma Georg Simmel, il paesaggio esprime la natura che si rivela esteticamente.
Il tema del paesaggio archeologico, pur considerando nei caratteri che lo contraddistinguono, non pu? che essere parte della pi? ampia visione di ambiente e di paesaggio antropico; e la conservazione/gestione di tale realt? (con le sue specifiche testimonianze) non pu? che articolarsi in modelli di organizzazione museografica dove sono particolarmente tenute in conto le testimonianze relative al rapporto tra cultura e natura e quelle delle aree naturali e paesaggistiche d?interesse multiculturale.
Parchi naturali, parchi tematici, siti archeologici all?aperto, ecomusei, musei diffusi, sistemi museali e network fra parchi, rappresentano interessanti, unitarie risposte alle istanze della conservazione insieme a quelle dell?educazione a conoscere e riconoscere il proprio heimat, da parte delle comunit? degli uomini.
Il patrimonio archeologico ? in questo senso un importante fattore di sviluppo economico-intellettuale e non pi? soltanto vestigia di una tradizione. Il settore dell?imprenditoria, della pianificazione e dello sviluppo dovr? affiancarsi ad esso confrontandosi, in termini collaborativi, con quello della ricerca e della tutela.
Corrispondono a tale visione alcune importanti e consolidate realizzazioni gi? da tempo attive in Italia, in Europa, ? in aree extraeuropee. Com?? il caso del sistema dei Parchi della Val di Cornia inaugurato nel 1998, che comprende diversi settori dell'antica citt? etrusca di Populonia, le necropoli di ?San Cerbone?, di ?Casone e Le Grotte? e le cave di calcarenite. Nel parco ? inserito anche un laboratorio di archeologia sperimentale. Del medesimo complesso fa parte il Parco archeologico di Baratti e Populonia, presso il comune di Piombino che ? tra i candidati per il Premio Paesaggio del Consiglio d?Europa 2009. Sono, altres?, da segnalare Saalburg in Assia e l?Arch?odrome de Bourgogne, il Parco nazionale del Qumran presso il Mar Morto, il Parco nazionale del Peak District nel Regno Unito, il Centro Archeologico Europeo di Bibracte. Tra tali numerosi interventi, particolarmente significativa ? la soluzione attuata da Gigon e Guyer per il Parco di Bramsche-Kalkriese 1998-2002), la cui peculiarit? ? quella d?ampliare il concetto di architettura come oggetto a favore di un?azione progettuale di pi? vasto respiro, allo scopo di far rivivere ai visitatori, attraverso un sistema di segni diversi, ordinati in una suggestiva sequenza, la memoria della celebre battaglia di Varo tra Romani e Teutoni, di cui quel luogo fu teatro nel IX secolo. L?insieme degli elementi che caratterizzano il sito dal punto di vista paesaggistico e i ritrovamenti legati all?evento storico, sono considerati elementi di progetto e ricomposti in un complesso di relazioni basate sul sistema dei percorsi e su alcuni episodi architettonici disposti nei punti chiave del nuovo parco, che sono: la creazione di tre diversi tipi di sentieri; la riproduzione del tracciato del terrapieno difensivo della battaglia; la ricostruzione parziale del paesaggio originario e la realizzazione di tre padiglioni, di un museo e di un centro di accoglienza. Le costruzioni sono realizzate con un unico materiale, l?acciaio cor-ten, scelto come segno unificatore dell?intervento per la sua capacit? autoprotettiva dalla corrosione elettrochimica mediante la formazione di una patina superficiale compatta dalla colorazione bruna.
Ulteriori progetti in corso includono: il Museo di Nuova Acropoli di Atene, in Grecia, realizzato da Bernard Tschumi; un museo e centro interpretativo presso il Parc Archeologique d'Al?sia, in Al?sia, Francia (progettato anch?esso da Tschumi e presentato questo mese su ?hortus?); un centro culturale e sala da concerto a Bordeaux-Cenon, Francia e il Grote Markstraat, ad uso misto, nel centro di Den Haag, Paesi Bassi; sono in corso di studio un masterplan ed alcuni edifici chiave per il Centro finanziario delle Americhe a Los Llanos, Repubblica Dominicana.
Tutte queste realt? non corrispondono ad una Weltanschauung unitaria, ma offrono piuttosto un panorama composito delle possibili soluzioni organizzative, tutte in larga misura eccentriche rispetto a quelle tradizionali.
Questo tema legato al binomio archeologia e natura, raccoglie in s? sia la storia di un territorio, che del suo ambiente; e deve essere affrontato attraverso molteplici chiavi di lettura che guardano ora al sistema delle acque (fra idrologia naturale e intervento antropico), ora alla sempre pi? difficile sopravvivenza del paesaggio, ora alle ipotesi di salvaguardia della memoria dei luoghi, individuando nelle iniziative di protezione e di tutela un elemento di primaria importanza nel processo di recupero e di restituzione di significato a quel ?libero spazio di vita configurato dalla storia della natura e dalle generazioni umane che vi hanno lasciato la propria impronta interpretativa? (Ezio Raimondi).
Tale forma di paesaggio ? un sistema di sistemi, ossia una trama di molteplici forme e relazioni fisiche, biologiche e antropiche che interagisce con l'uomo. Il paesaggio ? la manifestazione visibile e sensibile, percepita dall?osservatore, dell?ambiente che storicamente ? stato l?ambito accogliente, protettivo per l?umanit?, consentendo ad essa di esistere e di riprodursi. Gli elementi del paesaggio naturale e del paesaggio antropizzato sono stati, e sono tutt?ora, riferimenti e modelli d?inesauribile significato simbolico, letterario ed artistico.
In definitiva, il paesaggio osservato, vissuto, sognato dall?uomo pu? essere considerato un grande contenitore di tutte le arti e gli eventi della storia.

MC
Maggio 2009

Note
(1) Giacomo Leopardi, Lettere, Mondadori, Milano 1997, pp. 2077-2078.
(2) Thomas Hardy, The Major of Casterbridge, Rizzoli, Milano 1984, p. 72.

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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