L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Procedure e valenze progettuali del morfema

Tiziana Proietti

Un esercizio semplice ma allo stesso tempo articolato in una fitta rete di complessi sistemi atti a garantirne la validit?, il prof. Franco Purini lo definisce con la particolare accezione di morfema, nel tentativo di individuare quel passaggio di esteriorizzazione che servendosi del disegno e dei processi compositivi si propone di esplicare l?idea e l?io dal quale essa ? generata. Configurazioni tematiche elementari elaborate per poter in un secondo momento svolgere quell?azione catalizzatrice e fecondativa che ? alla base di ogni progetto. Tale esercizio risulta fondamentale per la sua immediatezza esplicativa garantita in primo luogo da una evidente chiarezza, afferibile ad una schematicit? il pi? delle volte riscontrabile in una gamma di elementi e simbologie elementari e appartenenti ad una memoria collettiva. All?interno del corso di Sintesi Finale tenuto dal citato prof. Franco Purini, l?utilizzo del morfema e la sua corretta esecuzione divengono uno step necessario per un consapevole avvicinamento alla progettazione. Architettura al suo stato generativo dunque, ancora bisognosa di successivi momenti indagatori ma lo stesso intrinseca di solidi supporti compositivi.
L?approccio bidimensionale all?architettura, che il morfema offre, individua in primo luogo un semplice sistema di comunicazione avvicinabile per questo ad un?ampia cerchia di persone, che possono, semplicemente grazie alla comune esperienza nel campo del reale, accompagnata dalla quotidiana visione onirica e mnemonica pi? intima ad ogni individuo, cimentarsi nella comprensione o addirittura realizzazione di questo. Operazione inoltre facilitata dall?attuale esperienza che la societ? impone ad ogni singolo individuo in un meccanismo visivo bidimensionale di immagini ripetibili offerte da schermi pubblicitari, video-games, oltre che tecnologie e media. L?esercizio arriva al suo corretto compimento nel momento in cui ogni elemento della composizione sembra interagire con i restanti componenti dell?insieme, in un equilibrio che per essere tale non pu? astrarre da alcune regole fondamentali. Del resto, affinch? l?operazione non si riduca ad un mero gesto artistico fine a se stesso, deve lasciare campo ad una continua, e per questo mutabile nel tempo, rigenerazione che necessita dunque di alcune regole fondamentali.

Il primo approccio ? molto probabilmente ispirato da immagini tratte dalla memoria, con un grado di consapevolezza molto labile, seguito da una fase di riflessione fondamentale, atta a garantire quella necessaria presa di coscienza e individuazione del proprio sistema di rappresentazione dell?esterno. Un primo intervento sul supporto cartaceo, scelto per ospitare l?elaborato, inquadra una fase di riflessione e concentrazione dove, il rapporto con l?elementare e semplice conformazione del supporto stesso, introduce l?autore in una dimensione lineare e il pi? possibile semplificativa della realt? circostante. A questo necessario rapporto iniziale segue l?imprescindibile confronto con il vuoto in attesa di essere colmato, atto a sconfinare in un? iniziale fase di smarrimento necessario alla successiva fase del ritrovamento di se stessi. Quindi dopo aver inserito la pi? vasta gamma di elementi generati da un complesso e assolutamente personale processo mentale, sembra da subito necessario procedere a quella fase di selezione e dunque purificazione in grado di sistematizzare e assottigliare quella fitta rete complessa che in ogni io tacitamente risiede. Una complessit? ordinata dunque, mediante un approccio sensibile nei confronti di forme e geometrie risiedenti nell?opera, accompagnata da una attenzione nei confronti di quel campo d?azione esercitato da ogni singolo elemento nella sua autonomia ma soprattutto nella reciproca dipendenza tra le altre parti dell?insieme. A tale processo di individuazione e rivelazione di segni e geometrie non pu? in alcun modo mancare quella sensibilit? verso la dimensione, la forma, la collocazione e dunque il peso percettivo di ogni singolo elemento in grado di conferire al tutto un carattere di necessit? proprio solo di una composizione ben bilanciata, che trova come riferimento le teorie enunciate da Kandinsky, nel suo noto ? Punto, linea e superficie?. Importante il parametro peso, il quale dipende in primo luogo dalla collocazione dell?elemento, e acquisisce tanto pi? valore se in grado di allontanarsi dal tracciato regolatore del quadro che lo ospita; per tale motivo risulta in qualche modo scorretto l?inserimento delle forme sulle diagonali o mediane e dunque, nel loro punto di incontro, il centro del quadro. Esistono dunque degli errori compositivi che ? possibile evitare per poter raggiungere una corretta sistematizzazione del singolo nel tutto, anche se l?elemento errore pu? trovare una sua validit? all?interno della composizione a patto che non si traduca in un vero e proprio sbaglio non tenente conto delle condizione elencate. L?errore se meditato pu? rappresentarsi nella figura dell?ambiguo in tutta la sua eccezionalit? catalizzatrice e innovativa.
La bidimensionalit? dell?elaborato esclude inoltre l?introduzione di un tempo storico, individuabile mediante l?inserimento di ombre e rimandi prospettici che, presupponendo la presenza di una luce e dunque di una spazialit? esterna, sembrano in qualche modo annullare l?esercizio di partenza contrapponendosi ad esso. Sar? necessario allontanarsi da ogni componente espressiva ed emozionale lasciando spazio ad un esercizio maggiormente oggettivo, rifiutando ogni elemento decorativo fine a se stesso e privilegiando quella giusta coerenza logico sintattica tra i vari elementi costituenti la composizione, equilibrio ed armonia coordinate da linee e piani.

L?opera potr? risultare nella sua completezza all?interno della cornice, oppure contrapporvisi quasi nel tentativo di sconfinare da essa, lasciando libero spazio all?immaginazione e dunque ridursi ad un frammento che, staccandosi dal suo intero generatore, ricerca una sua autonomia compositiva in grado dunque di avvalorare la correttezza del sistema di partenza. Ogni opera, ogni risultato compositivo, se eseguito con la necessaria accuratezza e dedizione potr? racchiudere in se l?entit? di un progetto seppur ancora in una prima fase gestazionale.

A conclusione di questo breve passaggio verso una chiarezza inerente la funzione dell?esercizio morfema ? forse opportuno chiarirne l?utilit? che diventa tanto maggiore quanto pi? si ? in grado di acquisirne la dovuta consapevolezza. Tale elaborato avvicinabile ad una vasta cerchia di persone, pu? essere interessante, se non addirittura maggiormente opportuno, per un primo rapporto con il mondo dell?architettura, mantenendo quel vincolante e necessario primo approccio, semplice e bidimensionale, ad una realt? che invece richiede una successiva fase indagatrice tridimensionale. Risulta allora conseguente l?applicazione di tale esercitazione nei primi anni di conoscenza della disciplina per la sua capacit? semplificativa, allo stesso tempo non mancante di una complessit? auto generativa di segni riconducibili ad un successivo sistema architettonico articolabile nelle differenti dimensioni spaziali.



Immagini tratte dal corso del 1? anno "Principi di Progettazione architettonica", Prof.ssa Lina Malfona, all'interno del corso di Laurea Triennale "Scienza dell'Architettura e della citt?", Facolt? di Architettura Valle Giulia


 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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