L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Fuori luogo. Editoriale Febbraio 2009 PDF

Fuori luogo

Fuori luogo ? un?espressione che indica la condizione di non appartenenza, in senso concreto o astratto, di qualcuno o di qualcosa ad un contesto. Si tratta, quindi, di una manifestazione di rifiuto, implicito o esplicito che pu? essere causa di forte disagio da parte di chi subisce tale forma di negazione o di ideale/reale allontanamento.
Il termine fuori luogo, tuttavia, non riesce ad essere contenuto in una definizione, in quanto la sua accezione ? in s? sfuggente poich? racchiude, per un verso, un?ampia gamma di significati circoscritti all?interno della soggettivit? dell?individuo e che fanno riferimento a giudizi, ad azioni, a decisioni, a scelte, ad opere e a quant?altro e, per l?altro, a convinzioni, a comportamenti di tipo collettivo destinati ad aprire lacerazioni nel tessuto della realt? e che conducono ad un diffuso senso d?insicurezza esistenziale, alienazione, crisi d?identit?, fino ai limiti del crollo. Fuori luogo, come il sociologo Marco Revelli intitola il suo libro (1) ?, ad esempio, la drammatica condizione d?emarginazione di un gruppo Rom, che egli descrive, scacciato dalla Romania di Nicolae Ceausescu, rifugiatosi in precarie condizioni nella periferia torinese tra corso Cuneo e via Germagnano, tra l?ostilit? degli abitanti dei quartieri circostanti.

Nel campo dell?arte contemporanea l?aspetto irritante, desituante del ?fuori luogo? agisce in modo radicalmente opposto rispetto ai drammatici risvolti sociali sopra accennati. E la tensione generata dalla ?inopportunit??, dalla ?sconvenienza? cui la locuzione allude ? positivamente utilizzata come uno stimolo, un pungolo per risvegliare l?attenzione degli utenti della citt? nei confronti dei luoghi, degli spazi in cui si svolge la loro vita quotidiana. Cos?, le installazioni realizzate nelle strade, nelle piazze, nei parchi urbani o all?interno di strutture architettoniche in abbandono o ancora funzionalmente attive, hanno come obiettivo principale quello di arricchire il pensiero e la sensibilit? del pubblico attraverso la produzione di una ideale ?scossa?. E questo, sulla base delle modalit? mediante le quali l?arte cerca, nel presente, di comunicare con il pubblico attraverso forme espressive basate sull?effetto della sorpresa, della meraviglia, dello stupore; privilegiando la strada del coinvolgimento emotivo, piuttosto che quella della tradizione: meditativa/riflessiva, che si sviluppa all?interno di una tensione narrativa che produce l?immagine, il suo impianto rappresentativo, la sua struttura simbolica.

Per quanto riguarda la situazione, oggettivamente pi? complessa, in cui si trova l?architettura contemporanea, bisogna partire dalla sua critica condizione di ?avanguardismo di consumo? (Vittorio Gregotti) che contraddistingue le sue manifestazioni costruttive pi? rilavanti che, per altro verso, mettono in mostra un diffuso impiego dei mezzi che il progresso tecnico-scientifico mette a disposizione, un esasperato uso di materiali costruttivi per enfatizzare la componente iconica e una generalizzata riduzione a oggetti di design.
Sono state prospettate diverse interpretazioni riguardo alle ragioni che hanno determinato la crisi di rappresentativit? dell?architettura contemporanea e l?indebolimento dei valori teorico-estetici che, in precedenza, avevano conferito ad essa un senso, una ragione d?essere; come, pure, sono state espresse delle riflessioni indirizzate a ritrovare il suo centro perduto facendo appello ad una volont? collettiva, ad un recupero di valori comuni.
Questa riduzione dell?impegno teorico da parte del progettista ha portato, in buona parte, alla sottrazione dell?architettura dal suo compito primario che ? quello di contribuire alla costruzione dell?ambiente dell?uomo. Come osserva Giancarlo De Carlo: ?L'ambito dell'architettura ? la trasformazione dell'ambiente fisico tridimensionale? e tale trasformazione ? cos? importante, ?[...] da contenere alcuni aspetti fondamentali del destino della societ? umana? (2).
Tale diversa visione, rispetto alle finalit? del progetto, induce molti autori ad un genere di ricerca che, come avviene anche nel campo dell?arte, tende a rivolgersi alla sfera emozionale/sensoriale del pubblico. In questo modo, dunque, l?architettura non persegue pi? la sfera della ragione, della riflessione logico/estetica, ma quella irrazionale/emotiva della percezione o, come afferma Peter Eisenman, dell?esperienza ?affettiva? che, da un lato, tende a coinvolgere la corporeit? e, dall?altro, a sollecitare sensazioni di tipo visivo e mentale.

Il mondo d?oggi, osserva il semiologo Augusto Ponzio nel suo saggio, Fuori luogo (3), si manifesta come imprigionato all?interno della realt? dell?Identico priva d?apparenti uscite, per cui ogni oggetto risulta essere omologato. Dal cibo ai vestiti, alle vacanze, il mondo appare oggi chiuso in una comunicazione stereotipata e funzionale al potere della parola dominante.
L?identit? ? la categoria egemone della ragione occidentale, afferma l?autore, ma oggi la sua ritrovata baldanza non si spiega in termini esclusivamente filosofici, quanto piuttosto con la realt? economico-sociale del capitalismo globalizzato e con la fase della ?comunicazione-produzione?, in cui la comunicazione ? parte integrante non solo dello scambio, ma anche della produzione e del consumo e il dominio ? ottenuto tramite il controllo dei mezzi di comunicazione.
In questa nuova condizione ogni alterit? appare esclusa e l?identit? sembra vivere sull?indifferenza per ci? che ? diverso o differente; la stessa societ? ? la risultante di identit? (o differenze) reciprocamente indifferenti quali si manifestano nella scissione fra comportamento pubblico e privato, fra ruoli, competenze, nell?egoismo sociale.
Si tratta di un?omologazione che concerne tutto l?agire sociale e individuale: al mercato globale corrisponde una comunicazione globale che esprime gli stessi bisogni, rivendica la stessa vita e lo stesso modo di esercitare il potere. ?Questa progettazione ? l?ideologia della comunicazione-produzione. Essa ? talmente realistica, talmente aderente all?essere delle cose da presentarsi, sbandierando la lieta notizia della fine delle ideologie, pi? come la sua logica, che come la sua ideologia. Pu? essere indicata perci? come l?ideologia della comunicazione-produzione mondializzata. Anzi, l?ideologia, funzionale alla conservazione di questa forma sociale particolare, finisce [?] col far passare tale conservazione per quella della riproduzione sociale in generale? (4).
In questo quadro, la nozione di ?fuori luogo? in architettura pu? rappresentare una via d?uscita dal dominio dell?Identico, senza con questo voler dimenticare o rifiutare i grandiosi progressi entrati ormai a far parte della vita collettiva.
Il fuori, secondo tale visione, potrebbe offrire una via d?uscita dai luoghi comuni della comunicazione, dal mondo cos? com??, dal discorso realistico della politica e dell?economia, che si riflette in una certa visione del mondo della societ?.
Fuori luogo ?, dunque, fuori dai luoghi del discorso, dalla definizione, dallo stereotipo, fuori nome, fuori dalla predicazione dell?essere, dalla pretesa di chiudere con l?altro. E? il ritorno alla parola che ascolta, che d? tempo all?altro, ? l?andare incontro all?altro.
L?architettura, in questo modo, dovrebbe essere in grado di cogliere il senso, il valore di un primo movimento verso l?altro, specialmente nella forma poetico-narrativa; cercando, altres?, di perseguire una propria radicale ridefinizione/rigenerazione.
Si tratta di ricoprire la posizione di motore d?ogni critica sociale, d?ogni rivoluzione linguistica e culturale; in conclusione, di avere il coraggio di guardare la realt? socio-economica odierna e cercare d?individuare la giusta strada per uscire idealmente da essa cercando di non lasciarsi condizionare dalla sua logica pervasiva.

MC
Febbraio 2009

Note
(1) Marco Revelli, Fuori luogo. Cronaca da un campo rom, Bollati Boringhieri, Torino 1999.
(2) Giancarlo De Carlo, La testata, ?Spazio e societ?? n. 1, gennaio 1978.
(3) Augusto Ponzio, Fuori luogo. L?esorbitante nella riproduzione dell?identico, Meltemi, Roma 2007.
(4) Ibidem, p. 272.

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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