L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

PDF

Incheon, Corea

Ville radieuse o Pizza Hut dell’urbanesimo?

Federico De Matteis

Per la gran parte del mondo, il nome Incheon dice ben poco: solo alcuni, ben addentro alla storia del ventesimo secolo, la ricordano come il luogo dello sbarco del generale MacArthur nel 1950, all'inizio della guerra di Corea. A tutti gli effetti, Incheon é oggi poco più di una città satellite di Seoul, nota soprattutto per ospitare il grande aeroporto internazionale della capitale coreana.
Nei fatti, questa città di circa 2,5 milioni di abitanti, situata a 40 km a ovest da Seoul, direttamente sulla costa del Mar Giallo, sta attraversando già da vari anni una fase di fortissimo sviluppo, promosso sia dal governo centrale coreano, sia dall'amministrazione dell'area metropolitana. Dopo Seoul e Busan, Incheon é oggi la terza città della Corea del Sud, con un tasso di crescita di gran lunga più alto delle due principali metropoli.


Visualizzazione ingrandita della mappa

Con un portentoso dispiego di capitali ed energie, la città di Incheon sta portando avanti numerose iniziative per collocarsi sulla mappa delle grandi città asiatiche del XXI secolo. In primis attraverso i grandi investimenti sull'aeroporto internazionale, di recente realizzazione, ma già oggi secondo scalo al mondo per i trasporti cargo e decimo per numero di passeggeri. L'aeroporto sfrutta la sua posizione geografica strategicamente favorevole, dato che il bacino di utenza entro le tre ore di volo supera il miliardo di abitanti ed il 20% dell'intera economia mondiale. La crescente potenza economica della regione, trainata soprattutto dalla Cina, garantirà dunque in futuro il costante afflusso di passeggeri e merci.
In secondo luogo, Incheon dispone di moderne infrastrutture portuali, che intendono competere con quelle di Busan, uno dei porti con maggiore traffico merci al mondo.
Infine, é opportuno osservare che Incheon si trova a pochissima distanza dal confine con la Corea del Nord. Nella prospettiva di una prossima riunificazione del paese, il comune di Incheon ha investito nel complesso industriale di Gaesung, subito in prossimità del confine, a dimostrazione della volontà di creare delle sinergie tra Nord e Sud Corea nell’ottica di un comune sviluppo economico.
Per sfruttare al meglio infrastrutture e rendite di posizione, la città di Incheon sta mettendo in atto un ambiziosissimo programma di sviluppo, iniziato con la creazione di una zona franca (IFEZ - Incheon Free Economic Zone), nella quale vengono offerti speciali incentivi fiscali alle società straniere che vi si stabiliscono, oltre ad una semplificazione delle procedure burocratiche ed amministrative. Già molte società internazionali hanno stabilito a Incheon delle sedi: tra queste HP, DHL e varie altre del settore logistica, molte industrie attive nelle biotecnologie e anche Fiera Milano, che insieme al Comune di Milano ha coordinato un gruppo di istituzioni culturali milanesi per la creazione della "Design City" sull'isola di Yeongjongdo.
In contemporanea viene sviluppato un programma di sviluppo infrastrutturale, urbano ed edilizio di enormi proporzioni. Per collegare l'isola di Yeongjongdo, che ospita l'aeroporto, all'area di Songdo, nella quale avverrà la gran parte della nuova costruzione, é in corso di realizzazione un ponte, lungo più di 18 km, per consentire il rapido attraversamento della baia di Incheon, evitando il passaggio attraverso il centro urbano. Il ponte, che sarà il sesto al mondo per lunghezza, é ormai in fase di completamento, e si prevede l'inaugurazione durante la seconda metà del 2009.

incheon_bridge_1.jpg
incheon_bridge_2.jpg
In alto, rendering del ponte di Incheon. In basso, vista del ponte in costruzione (novembre 2007). Il completamento è previsto per la seconda metà del 2009.

I due maggiori poli di sviluppo sono concentrati nelle aree di Cheongna e Songdo. In particolare quest'ultima ospiterà la nuova "città internazionale", futuro polo terziario dedicato a società multinazionali, centri di ricerca per settori chiave quali telecomunicazioni e biotecnologie, università, ecc. Tutte queste funzioni saranno corredate da un vasto numero di luoghi e strutture per il tempo libero, destinati ai circa 250.000 abitanti - in gran parte stranieri - che si stabiliranno in questo nuovo "hub" del nord-est asiatico: Incheon come Dubai, Doha o i molti altri centri dell'Asia che si stanno candidando a diventare nuove capitali al principio del millennio.
Per aiutare Incheon a comparire sulle mappe del nuovo millennio, la città ospiterà numerosi eventi di forte rilievo nell'area asiatica, a partire dal Global Fair and Festival e dall’Asia Pacific Cities Summit, entrambi nel 2009, sino ai Giochi Asiatici del 2014.
Dietro a quest'enorme dispiegamento di forze si trova la figura del sindaco dell'area metropolitana di Incheon, Sang-soo Ahn, ora nel corso del suo secondo mandato. Figura carismatica ed energica, il sindaco attribuisce un valore "personale" agli ambiziosi progetti messi in atto dalla città.

ahn_nicklaus.jpg
Il sindaco di Incheon, Ahn Sang-soo, ritratto insieme al golfista Jack Nicklaus all'inaugurazione del cantiere del campo progettato dall'ex campione

L'intero programma di sviluppo di Incheon prevede un investimento di circa 30 miliardi di dollari tra il 2004 ed il 2020. La parte più impressionante dell'intero programma consiste nella realizzazione del nuovo quartiere subito a sud di Songdo, su un'isola artificiale. L'investimento su Songdo é completamente privato, guidato dall'americana Gale International, che ha incaricato uno dei grandi studi di architettura corporate di New York, Kohn Pedersen Fox, di progettare il masterplan per l'intero complesso.

songdo_masterplan.jpg
Vista aerea del masterplan per Songdo, progettato dallo studio statunitense Kohn Pedersen Fox

Il piano per Songdo si presenta come un articolato pastiche di soluzioni urbane, quale si addice ad una ville nouvelle asiatica. Canali veneziani, un central park in stile Olmsted, boulevards parigini, un convention center vagamente ispirato all'Opera di Sidney ed altre amenità derivate dall'antica tradizione delle città di tutto il mondo forniranno il carattere (o almeno una sua versione Ersatz) ad un centro progettato a tavolino e realizzato in tempi rapidissimi. Non può certo mancare il grattacielo più alto del mondo (151 piani per 610 metri di altezza) ed opere progettate da vari star-architects. Tutti gli edifici, come anche il piano urbano di Songdo, saranno sottoposti alle verifiche secondo lo standard LEED, protocollo statunitense per la qualità ambientale. A completare il quadro, scuole internazionali e ospedali a gestione americana, casinò (solo per stranieri), ed un campo da golf progettato da Jack Nicklaus.

Incheon_Towers.jpg
songdo.jpg
A sinistra, rendering delle Incheon Twin Towers, progettate per raggiungere un'altezza di 151 piani e 610 m, dal consorzio Portman. A destra, viste del centro di Songdo

Songdo é un mixed development su scala urbana, quasi un esperimento in vitro per verificare l'attendibilità di questo modello di sviluppo su una dimensione tanto vasta.

songdo_panorama_s.jpg
Edifici in costruzione nell'area di Songdo, dicembre 2008

Non si può non rimanere meravigliati di fronte alla grandiosità di questi progetti, che stanno già prendendo forma sulle terre da poco emerse dal Mar Giallo. Impiantare un programma di questo genere significa prevedere una crescita costante e sostenuta per molti anni, tale persino da poter assorbire gli effetti della crisi finanziaria globale, che anzi potrebbero favorire, con la riduzione dei costi delle materie prime, le economie degli innumerevoli cantieri aperti a Incheon.
Altrettanto difficile risulta tuttavia liberarsi dalla sensazione che uno sviluppo così accelerato e inevitabilmente artificioso non possa che sortire effetti difficilmente controllabili riguardo alla qualità urbana complessiva di un intervento di tale portata. Come anche altre città asiatiche fortemente globalizzate, Incheon (o più propriamente i suoi quartieri internazionali) acquisirà quel carattere cosmopolita che si incontra in ogni luogo sul quale sia stato imposto uno sviluppo "neutrale", privo di riferimenti locali. James von Klemperer, partner di Kohn Pedersen Fox a capo del progetto, afferma che il quartiere di Songdo, benché risultato del collage di numerosi "pezzi" presi in prestito dalle città storiche, sarà comunque caratterizzato da "un'atmosfera tipicamente coreana" (1). Se con questo si allude ad una certa propensione - non solamente coreana bensì riscontrabile in buona parte dell'Asia - ad interpretare con grande libertà le forme, immagini e stili di vita dell'occidente, fondendoli con alcuni sporadici fattori locali fino ad ottenere un irriconoscibile quanto originale miscuglio, allora si può dare ragione al blasonato studio di New York. Ma se si tratta di comprendere ed interpretare veramente quelle che potrebbero essere le peculiarità della cultura urbana coreana di oggi, non sembra che Kohn Pedersen Fox sia in grado di farlo meglio di quanto Pizza Hut interpreti la cucina locale. Se da un lato il controllo di un'operazione di tali dimensioni richiede inevitabilmente il sostegno di una struttura professionale fortemente organizzata, sembra piuttosto singolare come il mondo professionale locale, fatte salve le grandi imprese di costruzione, sia stato del tutto estromesso dalla progettazione delle nuove architetture. Questo esaspera il distacco che i nuovi quartieri stabiliranno rispetto alla realtà locale, rendendoli del tutto alieni ed asettici - una specie di grande aeroporto, solo con qualche occasionale immagine olografica a ricordare a chi transita a Songdo che si trova, dopotutto, in Corea.
Incheon, dunque, con i suoi grandiosi progetti di crescita e acquisizione di uno status di world city, si trova di fronte ad una sfida ancora più grande di quanto non potesse immaginare: riuscire nel tentativo di dare forma ad una ville radieuse asiatica, simbolo nel nuovo millennio nel continente intero, oppure fallire, creando una mesta Pizza Hut dell’urbanesimo contemporaneo.

Viste della zona in costruzione nell'area di Songdo. Novembre 2007



Note
(1) A. Cortese, "An Asian Hub in the Making", The New York Times, 30.12.2007

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
DE MATTEIS Federico
2008-12-31 n. 15 Dicembre 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack