L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Il Camouflage. Editoriale Dicembre 2008 PDF

Il camouflage


Il camouflage è un’espressione il cui dispositivo comunicativo presenta una complessità dovuta al tessuto di relazioni che, nel corso del tempo, è andata stabilendo con l’ambiente (ossia, con l’insieme delle condizioni esterne materiali, sociali, culturali, in cui l’uomo vive) o con i molteplici settori in cui si esplicano le sue attività (dalla scienza all’etologia, dall’antropologia alla danza, dalla musica alla poesia, dall’arte all’architettura e così via) interessati, coinvolti dalla gamma di accezioni che essa designa, dalla diversità di valori che assomma in sé, a partire dal duplice e opposto significato di invisibilità e di ostentazione.
Il primo dei due, risponde alla strategia di difesa degli animali deboli, impiegata per sottrarsi dagli attacchi dei predatori riproducendo sul loro corpo forme e colori dell’ambiente circostante, oppure è un tipo di stratagemma militare messo in atto per ragioni difensive/offensive.
Il secondo, è un artificio operato da un soggetto (femminile o maschile) per attirare l’attenzione su di sé, cosa che comporta la trasformazione delle sue sembianze; il dizionario Larusse, ad esempio, definisce tale genere di camoufage: “cacher en modifiant les apparences”.
L’origine etimologica del termine camouflage risale al XVIII secolo, il suo significato era quello di “soffiare fumo per disorientare chi si ha di fronte”. Un doppio significato anche in questo caso (peraltro ancora valido nel presente) concreto e astratto, da interpretare quindi in senso letterale e metaforico: come atto di protezione/attacco (nella strategia militare) o come atto seduttivo, rivolto alla costruzione/modificazione dell’esteriorità dell’immagine umana (come avviene con la moda, il trucco femminile, la chirurgia estetica), ma anche immagine che punta a stimolare un desiderio di possesso (come accade con la promozione di un prodotto commerciale o altro) o che genera interesse, stupore, meraviglia (come con l’arte e l’architettura contemporanea).
C’è un curioso nesso che mette in rapporto l’arte con la guerra, dato dal Cubismo, i cui principi basati sulla scomposizione delle immagini tratte dalla realtà si presteranno durante la Prima Guerra Mondiale ad una singolare e, quanto mai, negativa applicazione in ambito militare. Alcuni artisti di tale movimento d’avanguardia, infatti, (Georges Bracque, Charles Camoin, Charles Dufresne, Roger de la Fresnaye, Louis Marcoussis, Raymond Duchamp-Villon, ed altri ancora) saranno coinvolti nell’operazione di mimetizzazione, mascheramento delle macchine da guerra. A tale proposito, c’è un’interessante testimonianza di Gertrude Stein che, nel suo libro su Picasso, scrive: «Ricordo benissimo di essermi trovata con Picasso, all’inizio della guerra, sul boulevard Raspail quando passò il primo autocarro mimetizzato [...]. Picasso lo guardò sbalordito, poi esclamò: ma sì, siamo stati noi a inventarla [la mimetizzazione]. Quella è cubismo» (1).

In ambito architettonico il camouflage si manifesta quando l’immagine di un edificio tende, in forma allusiva, ad imitare o a fare, più o meno, esplicito riferimento ad una realtà appartenente ad un mondo esterno ad essa, stravolgendo con questo il proprio codice, com’è il caso del Vulcano buono di Renzo Piano a Nola (1995-2007), che «hortus» presenta questo mese; oppure, cerca di nascondersi attraverso l’impiego di “forme dialogiche” che entrano in rapporto con la fisicità del contesto (naturale o artificiale) tentando, altresì, di operare una sua mutazione, com’è uno dei dati che contraddistingue la struttura della ricerca di R&Sie(n), da Dusty relief/B-mu' a Bangkok, 2002 (un volume concepito per attrarre su di sé, onde esserne interamente ricoperto, la grigia polvere atmosferica della città), ad Asphalt Spot a Tokamashi, 2003 (un parcheggio semi-interrato per 20 posti auto) e al più recente Museum of Ice a Evoléne 2007 (una stazione alpina di ricerca sul ghiaccio ed una struttura espositiva).
Un’ulteriore e problematica forma di nascondimento è quella in cui l’involucro esterno dell’edificio viene avvolto da un struttura composta da verde arboreo o floreale, al fine di negare la propria presenza di oggetto artificiale, come’è il caso dell’ATA Hotel a Firenze progettato da Jean Nouvel, in cui involucro è interamente avvolto da una “pelle” vegetale.
Un esempio opposto è quello che punta sull’effetto della smaterializzazione, sul dissolvimento della consistenza materica della costruzione, com’è il caso di Blur di Diller + Scofidio, realizzato per l’Expo 2002 in Svizzera, che si presenta come una nuvola in sospensione sulle acque del lago di Neuchâtel.
Si tratta di una tendenza che nella sua esasperata ricerca formalista, paradossalmente, punta verso la defigurazione/rifigurazione dell’oggetto architettonico, producendo in questo modo, la trasformazione del suo impianto semantico/comunicativo. Una delle ragioni di questa aporia in parte può essere assunta dagli effetti prodotti dalla stretta correlazione che si è venuta a determinare tra cultura e mercato; «[...] the new world of nobrow taste», come nota Hal Foster, «where culture and marketing are one» (2).

Ma aldilà della perdita di profilo o della sospensione del senso che sembra mettere in crisi l’essenza della figura architettonica (mantenendo il valore di queste definizioni all’interno dei confini di quel territorio culturale dove, fino ad ora, l’architettura ha sempre operato e si è sviluppata) è possibile tessere ulteriori ipotesi, individuare sottili, inconsce ragioni. Una di queste, è il riflesso determinato dall’enfatizzazione del tema ecologico che, in alcuni casi, si traduce (come si è detto) nel camuffamento dell’edificio o del sopravvento dell’elemento naturale su quello artificiale. Questo aspetto, osserva Federica Morgia in Catastrofe: istruzioni per l’uso, rappresenta la metafora del collettivo bisogno d’esorcizzare il terrore per l’avvento di una possibile catastrofe globale.
Si tratta di una paura di tipo subdolo che rispecchia un generalizzato malessere sociale: una sorta di “peste”, com’è descritta da Albert Camus nel suo noto romanzo. Per lo scrittore francese, la malattia infettiva è, in realtà, “la” malattia della comunità umana. Si tratta di un sentimento che si può diffondere e propagare come un male; esso rappresenta il senso dell’insicurezza, della non appartenenza che porta al nichilismo, ad un fare che ha perduto il suo significato e che conduce all’autodistruzione della sua stessa ragione d’essere.
Un ulteriore, ma non definitiva, manifestazione del camouflage sta nel rapporto di rispecchiamento che si viene a stabilire con un ambito spaziale definito, come la piccola sauna costruita da Dan Hisel a Cadyville. Presentando la sauna, Hisel cita un testo di Roger Caillois, Mimicry and Legendary Psychastenia, dove lo scrittore/filosofo francese analizza il comportamento degli insetti che si mimetizzano, collegandolo alle forme di schizofrenia dove i pazienti perdono il senso della propria identità nell'ambiente. Per queste anime spodestate, lo spazio li insegue, li accerchia, li fagocita, finendo per sostituirsi a loro.
Sullo stesso tema, infine, Neil Leach costruisce il suo libro Camouflage, cercando di dare una nuova prospettiva al significato culturale di rappresentazione e del suo ruolo nella definizione dell’abitare nel mondo. Per l’architetto e teorico il camouflage è, dunque, un bisogno di avvertire uno stretto legame con un luogo e riconoscerlo come propria casa. «The desire to assimilate potentially contains within it a specifically architectural concern, in that assimilation involves a process of relating to the environment» (3). Significativamente il libro è illustrato dalle fotografie di Francesca Woodman (4) che mettono in stretta relazione (fisica e psicologica) il corpo dell’artista con lo spazio della sua casa. Nella sequenza dei suoi autoscatti, infatti, il corpo si separa dal pensiero oltrepassando il confine della propria pelle, andando ad occupare l'altro lato dei sensi, espandendosi nello spazio (cercando di possederlo) e diventando lo spazio stesso.

MC
Dicembre 2008

Note
(1) Gertrude Stein, Picasso, Adelphi, Milano 1973, pp. 20-21.
(2) Hal Foster, Design and Crime: and Other Diatribes, Verso, London 2002, p. 4.
(3) Neil Leach, Camouflage, MIT Press, Cambridge, Mass., 2006, p. 3.
(4) Neil Leach ha deciso d’inserire nel suo libro le foto di Francesca Woodman, a seguito di una sua visita alla Tate Modern dove le foto sono esposte, per la loro stretta aderenza allo specifico tema del camouflage da lui sviluppato.

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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