L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Falso-vero. Editoriale Luglio-agosto 2008 PDF

Falso-vero

Nel corso di oltre due millenni della nostra civiltà, le contrapposte asserzioni sul vero e sul falso si sono sempre intrecciate, manifestandosi, pure in questo garbuglio, come una sorta d'orizzonte estremo della ricerca ontologica: una meta dello spirito la cui esatta distinzione è anche un costante punto di riferimento della ragione dell'uomo, nonché del suo interno equilibrio. Su tale mutevole, intricato rapporto, come osserva Carlo Ginzburg in, Il filo e le tracce. Vero falso finto, l'umanità ha sempre basato non solo la propria visione storica, ma anche il suo modo di stare nel mondo.
La relazione tra queste due nozioni, che nel platonismo dell'idea e della copia ha radici ben piantate, nel tempo presente risulta essere in sé elusiva, sfuggente: un gioco di specchi tra autentico ed inautentico che, paradossalmente, può essere "evitato" soltanto se viene accettato. Per cui, da una forma di sistematico conflitto di tipo etico/teorico, di reciproca negazione/annullamento, nella pratica quotidiana del vivere è facile giungere ad una forma di scambievole compensazione. Dimodoché, è possibile che sia lo stesso falso ad aiutare il vero a rivelarsi o, ancora, in altre situazioni, proprio il falso sia chiamato a proteggere il vero, nella sua espressione materiale.
Nel campo del restauro architettonico ad esempio se, da un lato, l'ingiuria del tempo o altro accadimento traumatico dovuto ad una guerra o ad un terremoto, può trasformare un edificio in rudere (operando, in questo, una duplice falsificazione, sia nei confronti della sua immagine originale, ossia modificandola in una presenza materica pressoché informe, sia rispetto al valore aggiuntivo dell''aura che la rovina acquisisce e che corrisponde ad una costruzione sociale), dall'altro, l'intervento di risarcimento risulta essere esso stesso una forma di falsificazione dello stato di fatto della rovina che, tuttavia, punta a ricercare, attraverso gli interventi aggiuntivi, la verità storica-estetica-figurativa della costruzione.
E questo, anche nei casi più controversi, come il progetto di rifunzionalizzazione del teatro romano di Sagunto realizzato da Giorgio Grassi (1985-93), che è stato sul punto di essere demolito (o ricondotto allo stato precedente all'intervento), in quanto il tentativo d'integrazione in chiave moderna dell'impianto architettonico originario dell'opera non è stato accettato dalla sensibilità di parte degli abitanti della cittadina spagnola.
Scrive Grassi, prima della realizzazione dell'intervento "ricostruttivo" della scena teatrale: «Attualmente il teatro di Sagunto si presenta, in larga misura, come una rovina artificiale» (1). E questo, a seguito di una serie d'interventi, tutti mirati a consolidare e a ricostruire i reperti archeologici al fine di rimanere fedeli alla rovina stessa piuttosto che all'antico teatro romano. «Questa scelta di fondo fa sì che l'aspetto attuale del monumento sia, tutto sommato, infedele». Sulla base di questa riflessione, l'intervento del progettista punterà alla «[...] ricostruzione di quelle parti essenziali del manufatto [...] che sono necessarie per una restituzione chiara dello spazio architettonico del teatro romano [...] nella sua completezza» (2).
Un secondo esempio utile per stimolare nuove riflessioni sul senso del "falso-vero" e sulle conseguenze del loro "indicibile" rapporto, è la ricollocazione (avvenuta nel settembre del 2007), della copia del dipinto del Veronese, le Nozze di Cana, all'interno del refettorio benedettino di San Giorgio Maggiore a Venezia progettato dal Palladio. L'opera era stata espressamente dipinta da Paolo Caliari (detto il Veronese) per quella sala, tra il 6 giugno del 1562 e il 6 ottobre del 1563. La riproduzione fotografica della tela, che ha una superficie di 70 metri quadrati, è stata realizzata da Adam Lowe per la Fondazione Cini.
L'opera era stata asportata dai commissari di Napoleone nel 1797 e successivamente ricollocata al Louvre. Tra le molte considerazioni critiche che sono state espresse a proposito di questa operazione risulta interessante quella di Carlo Bertelli, il quale osserva che la pur discutibile operazione ha comunque risolto un fondamentale problema -stante l'impossibilità della restituzione del dipinto da parte del Louvre- che è quello del dialogo interrotto, all'interno dello spazio del refettorio, tra Palladio e Veronese. Non scuote, afferma lo storico dell'arte, la perdita dell'aura dell'originale, del resto in ambito scultoreo si sostituiscono gli originali con le copie per preservarli. Inoltre, la tela originale "è entrata ormai a far parte del Louvre e non avrebbe senso portarla via". Per quanto problematica possa essere l'impiego della copia, si deve considerare il fatto che il dipinto originale "combinava perfettamente con l'architettura; quella che c'era sino adesso, di Tintoretto e scuola, non c'entrava nulla [...] si trattava di rivedere insieme Palladio e Veronese e si è rimediato a una ferita. Poi valuterei caso per caso".
Un ultimo esempio è l'operazione portata avanti in Francia per salvare le pitture delle grotte di Lascaux, in Dordogna, in pericolo di degrado a causa della presenza eccessiva dei visitatori. Nel 1983 è stato realizzato un doppione della grotta, una Lascaux II, situata a 200 metri dalla originale: una replica della "grande sala dei tori" e della "galleria dipinta". All'inizio del 2008, a causa della ricomparsa di funghi che tendono, pericolosamente, ad aggredire le pitture, le grotte sono state definitivamente chiuse all'accesso dei turisti per cui, da ora in poi, non si possono che ammirare delle copie.
Un'analoga operazione è quella realizzata da Juan Navarro Baldeweg per la grotta di Altamira, un interessante progetto che induce alla riflessione sul tema della replica, presentato questo mese come corrispettivo del tema dell'editoriale. Si tratta di un intervento realizzato con particolare attenzione, sia nei confronti dell'aspetto culturale/informativo, relativo all'approccio del visitatore alla nuova struttura, che di quello architettonico/conservativo, rivolto all'inserimento del manufatto architettonico nell'ambito di un paesaggio che vuole mantenere una sua capacità "evocatrice".

MC
Luglio 2008

Note

(1) Giorgio Grassi, Scena fissa. Progetto per il teatro romano di Sagunto, «Lotus» n. 46, aprile-giugno 1985.
(2) Ivi.
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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