L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Progettare tra “Tecnica e Mestiere”

Riflessioni sull'ultimo rapporto del Cresme sulla professione di architetto

Carola Clemente

Nel febbraio scorso, nel corso del VII Congresso Nazionale al Congresso Nazionale di Palermo, è stato presentato il rapporto Il mercato della progettazione architettonica in Italia. Questo il titolo della ricerca realizzata dall'istituto Cresme Ricerche per conto del Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori che fotografa in maniera dettagliata e spiazzante la situazione del mercato della professione dell’architetto in Italia inquadrandola senza reticenze nel contesto più generale della congiuntura economica del settore dell’edilizia.
Questo rapporto ribadisce alcune delle indicazioni già delineate dal XV Rapporto congiunturale sul mercato delle costruzioni 2007-2012, pubblicato sempre dal Cresme alla fine del 2007, e conclude idealmente la lettura del mondo della professione intrapresa già da due importanti precedenti rapporti elaborati dal Censis nel 1999 e nel 2003 e ribadita dai censimenti decennali dell’Istat sull’industria e i servizi. La lettura parallela di queste ricerche porta a concludere come nel nostro paese le dinamiche di sviluppo del mercato della professione dell’architetto non hanno simili in Europa per ritmo di crescita di numero di addetti e per caratterizzazione imprenditoriale. L’Italia ha infatti in valore assoluto il maggior numero architetti di professionisti iscritti all’Ordine aventi quindi titolo ad esercitare del resto dei paesi europei. Stesso primato è anche riscontrabile per il numero degli studenti iscritti nelle Facoltà di architettura.
In base ai dati ArchiEuro (http://www.archieuro.archiworld.it/) al 2005 in Italia si avevano circa 123.000 architetti registrati presso gli Ordini e 76.000 studenti iscritti nelle nostre facoltà; dietro il nostro paese segue la Germania con appena 50.000 architetti, poi la Spagna e il Regno Unito – rispettivamente 32.000 e 30.000 – e quindi la Francia con i suoi 27.000 iscritti; questi dati messi in rapporto con la popolazione ci portano ad avere una distribuzione degli architetti sul territorio impressionante: abbiamo un architetto per ogni 470 abitanti contro una media europea di un architetto ogni 1.353 e uno studente di architettura per ogni 761 abitanti a fronte di una media europea di 2.589. Se confrontiamo questi dati nelle serie storiche ricostruite sia dal Cresme che dal Censis nel rapporto del 2003 il numero degli architetti professionisti (dati Inarcassa) ha dinamiche di crescita nazionali quasi non comparabili con le altre professioni tecniche; nel triennio 1999-2002 gli architetti sono infatti aumentati del 25,2%, distaccandosi nettamente dalle altre professioni tecniche (ingegneri +14% e geometri 5,7%).
Questi dati, se visti in una prospettiva storica più ampia, sono ancora più sorprendenti: la crescita nell’ultimo decennio supera le 5.000 unità l’anno; si passa da 8.500 iscritti del 1970 ai 25.000 del 1980 (+16.500, variazione media annua +1.650), poi ai 53.000 del 1990 (+ 28.000, variazione media annua di +2.800), per arrivare ai 70.000 del 1996 (+ 17.000, variazione media annua +2.833) per finire nel 2007 con i 131.000 iscritti attuali (+61.000, variazione media annua +5.545). Per riportare un esempio locale, la Presidenza dell’Ordine di Roma ha recentemente dichiarato di iscrivere all’ordine circa 30 nuovi architetti a settimana; a questo proposito sono attesi i dati relativi ad un censimento intrapreso proprio dall’ordine di Roma su i suoi iscritti per precisare il profilo della situazione del mercato locale.
Il grande numero di professionisti iscritti agli Ordini provinciali nell’ultimo decennio (circa il 50% del totale degli iscritti) è per contro anche sintomo di una grande quantità di giovani professionisti immessi sul mercato e di una inevitabile conseguente frammentazione delle unità produttive o imprenditoriali. Nel novero di questi nuovi 61.000 mila iscritti troviamo senza dubbio un grande numero di giovani professionisti sotto i quaranta anni che sono ancora in fase di definizione e di costruzione della loro attività professionale, parliamo di strutture con una organizzazione flessibile, molto spesso informale e non codificata da regole contrattuali e associative mature, che si confrontano con un mercato locale, se non localistico, altrettanto frammentato e difficilmente aggredibile a livello imprenditoriale.
La dimensione media italiana delle strutture di progettazione porta a ritenere che questi giovani passino molto rapidamente alla libera professione individuale transitando molto poco – se non il minimo indispensabile e quasi sempre in rapporto di collaborazione libero professionale o di stage formativo – in studi già consolidati e di medie dimensioni. La giovane età di questi professionisti e la loro struttura imprenditoriale complica sicuramente il loro accesso al credito e appesantisce notevolmente ogni sforzo da intraprendere per intraprendere gli investimenti necessari alla loro attività. La frammentazione e la piccola dimensione delle strutture di progettazione non è però un caratteristica esclusiva degli studi dei giovani professionisti.

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Queste micro organizzazioni professionali, costituite in media da 1,4 addetti, rappresentano infatti la assoluta maggioranza delle organizzazioni di settore, definendo un panorama non di piccole o medie imprese, come nel caso del settore dell’industria o dell’artigianato, ma di piccole e piccolissime imprese che non ha eguali in Europa; nei censimenti Istat Industria e servizi (2001) le uniche categorie di imprese che crescono tra gli studi di architettura sono quelle individuali (+133%) e quelle formate da due addetti (+7%) , tutte le altre forme di organizzazione tendono a diminuire con dinamiche a due cifre; in particolare spariscono gli studi con un numero di addetti compreso tra 50 e 99 (-100%) e si contraggono drasticamente, da 85 a 1 (-99%), quelli formati da 20-49 addetti.

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Questa fotografia riporta quindi l’immagine di una realtà professionale profondamente frammentata ma anche molto giovane e quindi si presuppone in grado di investire in termini di sviluppo di competenze, relazioni professionali e connettività.
Lo studio del Cresme, molto capillare sull’analisi dei dati congiunturali e degli scenari di mercato, non dedica molto spazio alla disaggregazione generazionale del dato complessivo; un’analisi più approfondita delle dinamiche di questi nuovi professionisti sarebbe molto utile per capire gli scenari futuri di evoluzione del mercato della professione. Molti di questi giovani alternano infatti alla loro attività professionale locale di piccola e piccolissima scala il confronto sui concorsi di architettura internazionali, organizzando reti anche trans-nazionali di piccoli studi o di singoli professionisti per tentare la strada del confronto internazionale sperando di guadagnare visibilità all’estero per costruire una credibilità professionale fuori dalle strette maglie del confronto professionale locale, che per la debolezza dei singoli curricula e la esiguità dei fatturati, li vedrebbe al margine della competizione imprenditoriale giocata fondamentalmente su selezioni basate sulla affidabilità tecnica ed economica degli operatori.
Nell’ultimo decennio, la forte crescita del numero di professionisti è stata in qualche modo gestibile e in un certa misura sottovalutata nell’euforia di un ciclo economico che non ha avuto eguali per estensione temporale e valori di crescita, confrontabile solo con il primo ciclo economico delle costruzioni durato ben 15 anni, ovvero quello che ha segnato il periodo del miracolo economico degli ani ’50 e ’60. Il sesto ciclo che si sta – probabilmente – per concludere è durato ormai 12 anni, ed è stato segnato da indici di crescita del settore edilizio spesso a due cifre, trainato da potenti investimenti in tutti i settori, pubblico e privato, e dalla crescita vorticosa del mercato immobiliare; si è tornati ad investire sulla nuova costruzione come non avveniva da decenni, tanto che dal 1998 ad oggi gli addetti dell’intero settore sono aumentati di 500.000 unità, valore che non ha eguali in nessun settore industriale; a questo va aggiunto anche il dato sintetico relativo in questi stessi anni circa il 30% del patrimonio edilizio residenziale è passato di mano alimentando anche dinamiche speculative insostenibili dal mercato dei piccoli proprietari. Questa generale euforia del settore ha inciso anche sul mercato della progettazione e mantenuto vivi tutti i livelli di attività, sia quello del piccolo incarico privato, concentrato nel micro-recupero o nella trasformazione residenziale o commerciale, che quello delle medie e grandi progettazioni per la realizzazione di opere e servizi pubblici e privati.

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La frenata del mercato immobiliare, dovuta anche alla congiuntura economica internazionale, e la riduzione degli investimenti pubblici porteranno tendenzialmente ad un graduale rallentamento della crescita del settore e di conseguenza ad un incrudimento dei rapporti competitivi tra professionisti; rimanere sul un mercato sarà sempre più duro ed esposto alla concorrenza esterna di soggetti imprenditoriali più forti, localizzabili sia nell’ambito delle altre professioni tecniche che nelle strutture di progettazione straniere, mediamente molto più organizzate e strutturate in forme societarie e/o associative consolidate.
Un altro elemento di competizione sarà rappresentato anche delle strutture tecniche dei grandi gruppi imprenditoriali delle imprese di realizzazione, ormai sempre più coinvolte anche nella fase di definizione progettuale delle opere che sono chiamati a realizzare.

 



 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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