L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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De urbana architectura

Lettera aperta a Francesco Rutelli

Onorevole Rutelli
desideriamo porre alla sua attenzione alcune considerazioni:
queste muovono da un quadro generale che vede, rispetto alle realtà superiori, ma astratte, di stato e regione, le città quali soggetti politicamente, culturalmente ed economicamente più significativi, dotate di identità e realtà fisica più riconoscibili, nonché    di storia e di tradizioni più antiche. E non solo in Italia, ma nel mondo. Energie, competenze, creatività e innovazione sempre più si vanno individuando non genericamente in Inghilterra o negli USA o in Cina, ma piuttosto a Londra, New York o Shangai. E' forse proprio nelle città che si vincerà o perderà la sfida italiana della competizione globale nel prossimo decennio.
Una cosa all'estero ancora ammirano e ci invidiano: le città storiche, la capacità di edificare ambienti urbani di qualità e forse anche quella più generale di produrre artefatti di pregio: "Dal cucchiaio alla città" secondo la sintetica immagine di Rogers. Su questa capacità (indubbia nei nostri predecessori) si può fondare una politica di promozione e di sviluppo. Potremmo persino pensare di esportare la nostra attitudine a creare belle città come recentemente è stato proposto nel quadro di accordi Italia Cina. Ma da qualche tempo e ormai con frequenza crescente vediamo l'attenzione del pubblico, dei media e degli amministratori polarizzata da poche grandi operazioni di rilievo e d'immagine, ma episodiche e non così incisive da riuscire ad aumentare la qualità della vita nelle città. Su queste si scatenano opinioni e polemiche, consensi e critiche, su queste si mobilitano i grandi nomi ed i grandi capitali scaricando così l'intero potenziale adrenalinico della città. Minore attenzione è dedicata al silenzioso ed anonimo processo di trasformazione che operatori pubblici e privati continuano tuttavia a produrre e che edifica - di fatto - la città contemporanea che è poi quella comunemente definita periferia. La Roma poco dentro e poco fuori del GRA - appunto - sulla cui qualità attuale non occorre soffermarsi.
Quanto tempo trascorrerà prima che all'estero ci si accorga che dalle nostre parti i figli non sono più in grado di edificare come i padri? Quanto a lungo una cultura può disattivarsi e trascurare la qualità diffusa del proprio habitat senza perdere un know how che chiede generazioni per riprodursi? Quante generazioni di cittadini dovranno crescere senza avere la più pallida idea di quanto più bello e più giusto potrebbe essere il loro ambiente di vita a parità di costi sociali? Quando la Roma che tutto il mondo ammira recupererà la propria periferia? Una città non è fatta solo di monumenti, ma soprattutto di tessuti edilizi, di architetture, magari anche modeste, ma non obbligatoriamente volgari e invivibili. Milioni di romani, la quasi totalità, vive in case costruite dal secondo dopoguerra ad oggi. Riqualificare quel patrimonio, quei quartieri, far diventare scommessa urbana il progetto della periferia e dell'edilizia diffusa. Pretendere qualità civile dai programmi di nuova edificazione (nuove centralità, zone d'espansione, ultimo PEEP...). Invertire la logica dello sguardo ravvicinato, l'amministrazione del mordi e fuggi, avviare un processo virtuoso, meno glamour ma più sostanziale e pervasivo, il cui esito si proietti oltre la scadenza dei mandati.....
Onorevole Rutelli che ne direbbe di un impegno in tal senso?

E' possibile sottoscrivere la lettera indirizzata all'On. Francesco Rutelli, redatta dal Prof. Benedetto Todaro, al seguente indirizzo web:

www.petitiononline.com/Rutelli/petition.html

pdf Testo integrale della petizione

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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