L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Pesantezza contro leggerezza. Editoriale Marzo 2008 PDF

Pesantezza contro leggerezza

Una delle "tracce formali" che con maggiore incisività indica il profondo cambiamento nell'elaborazione delle idee e nel modo di esprimerle, avvenuto nel mondo dell'architettura all'incirca negli ultimi vent'anni, è la diversa interpretazione che è stata data dei materiali che ne definiscono le singole opere, attribuendo ad essi un'importanza determinante nel loro esito figurativo. E questo perché, in una società governata dalla legge del mercato e da quella della comunicazione-spettacolo, la singolatità-unicità dell'immagine ha assunto un ruolo centrale, sulla spinta di una logica diffusiva e totalizzante a cui la produzione in campo urbanistico-architettonico non è riuscita a sottrarsi.
Un diretto riflesso di tale diversa condizione -che ricerca nell'architettura (quasi esclusivamente) valori capaci di stimolare una gamma di sensazioni che vanno dall'emozione allo stupore, dal turbamento allo smarrimento e a quant'altro- è un indirizzo costruttivo basato sulla ricerca della "leggerezza", peraltro consacrato, nel 1995, al MoMA con una mostra curata da Terence Riley intitolata, appunto, "Light Construction". Quello che lo studioso americano intenderà porre in primo piano in tale esposizione, attraverso una scelta esemplificativa di 33 progetti, è il fatto che, pur nella loro diversa caratterizzazione formale e materiale, esiste un dato comune rappresentato da un linguaggio scarno e diretto che consente alla figura architettonica di assorbire in sé gli elementi che la costituiscono; e tale condizione è in grado d'innescare una nuova libertà grammaticale/sintattica. L'atteggiamento esclusivista riguardo alle scelte tecnologiche o relative ai materiali ha il fine di rendere l'oggetto leggero, fragile, transitorio alla vista e, nello stesso tempo, elusivo rispetto ad uno spettro di problematiche che contraddistinguono il presente e, forse per questo, più interessante, più intrigante.
L'impiego di certi materiali particolarmente sofisticati, nel rivestimento di un edificio, che la ricerca e il mercato mettono a disposizione e che rendono, ad esempio, certe sue parti contemporaneamente trasparenti o riflettenti, è la conferma di tale tendenza che, da un lato, si sforza di perseguire un'espressività coinvolgente, cercando di trascinare l'utente in un turbine emotivo e, dall'altro punta ad illuderlo operando sull'oggetto stesso una forma di scarto dalla realtà, in questo modo, entrando in una dimensione che oscilla tra l'onirico e il virtuale. Si tratta, infatti, di una realtà che perde la sua concretezza per entrare nel mondo del "desiderio" (com'è nella logica di una società in cui vige la cultura generalizzata del marketing). A tale proposito, nello scritto introduttivo al catalogo, Riley ricorda la metafora di Jean Starobimski, il "Poppea's Veil", in cui il concetto di trasparenza è rappresentato dal velo attraverso cui Poppea si cela allo sguardo degli astanti, non tanto per nascondersi, quanto piuttosto per stimolare il loro desiderio.
Nella condizione di temporalità accelerata che contrassegna la contemporaneità, percorsa da un processo di apparente logoramento delle idee e consunzione di valori consolidati e, quindi, da un'esigenza di continuo loro ricambio, non può destare meraviglia la particolare attenzione rivolta, in tempi più recenti, ad un'architettura della "pesantezza" e un interesse nei confronti di materiali in grado di sottolineare questa proprietà che punta alla staticità e al "radicamento" nel luogo e nel tempo (per dirla con Paul Valéry). Particolare attenzione è così rivolta al materiale lapideo, in precedenza tenuto in disparte o poco considerato.
Un rilevante significato assume, in questo senso, la citazione che Cino Zucchi fa, in una recente intervista, di una frase di Hannes Meyer, in cui l'architetto tedesco afferma: "quando progetto un'opera di architettura, i fiori e i sassi del sito mi dicono più che le persone che vi abitano"; alla quale egli aggiunge, a commento: "arrivo a pensare che, nonostante l'aspirazione alla leggerezza di questo inizio secolo, la fissità 'geografica' e la pesantezza della materia siano dei veri 'nuclei ontologici' che costituiscono l'architettura come arte specifica".  
Questa sorta di resistenza alla smaterializzazione dell'oggetto architettonico, alla perdita progressiva della sua massa, sembra essere largamente condivisa da molti giovani architetti contemporanei di diversi paesi europei e non solo, soprattutto a partire dalla Spagna, in cui tale tradizione è sempre rimasta vitale. Questo recupero dell'idea materia, in ambito architettonico, bisogna aggiungere, è anche un modo per contrastare l'idea, peraltro ancora assai diffusa, di architettura come comunicazione: una visione che ne indebolisce l'essenza, rendendola effimera, fragile, deperibile. Come osserva Rafael Moneo, in passato un edificio «[...] era costruito per sempre [...]. Ma oggi le cose sono mutate». E allora, «[...] se l'architettura è effimera, essa può essere immediata, ed è proprio ciò che avviene» (1).  
I due recenti progetti, qui presentati, di Antón García-Abril, il Centro de Altos Estudios Musicales e la Sede della Sociedad General de Autores y Editores, entrambi rivestiti di granito, marcatamente sottolineano, pur con un certa ridondanza espressiva, in tutti gli aspetti che sono propri della pietra, le valenze della luce, del colore, della grana, delle superficie e delle molteplici altre suggestioni derivanti dalla sua specificità o di quella di altri materiali naturali, nonché i rimandi mentali che può stimolare che vanno dalla stabilità, alla durevolezza, dalla pesantezza alla temporalità, dal senso magico del silenzio a quello della protezione, tutti sostantivi che sembrano colmare un vuoto interno che l'architettura sta sviluppando in sé da molto tempo.

MC
Marzo 2008

Note

(1) Rafael Moneo, La solitudine degli edifici, «Casabella» n. 666, aprile 1999.

 

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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