L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Biblioteca Jaume Fuster – de 10 a 21 h...

Gennaio 2008 – Barcellona

Manuela Pattarini

Assaporando ancora le sensazioni generate dallo scenografico e sovraffollato Park Güell, dove, per poter avvicinare l’opera del maestro catalano, ho dovuto farmi largo fra una moltitudine di turisti “fotomuniti” e di autoctoni in gita –  ma c’era da immaginarselo, di domenica mattina non lontano da capodanno! – mi dirigo verso la fermata della metro L3 “Lesseps”. Il quartiere Gràcia, dove si trova il Park Güell, era un vecchio borgo di pescatori inglobato dalla Barcellona di Cerdà e il suo tessuto irregolare è ancora ben riconoscibile nella maglia ordinata dell’Eixample. È un quartiere molto frequentato dai barcellonesi, poco turistico (se non si considera il parco modernista e le sue immediate vicinanze) e per lo più occupato da studenti e giovani, visto il prezzo ancora accessibile degli affitti rispetto alla Ciutat Vella o ad altri quartieri più noti come la Barceloneta. Seguendo le indicazioni “M – L3 Lesseps”, sono costretta a percorrere uno stretto passaggio pedonale, delimitato da rete da cantiere su entrambi i lati, abbastanza alta da non permettermi di vedere l’intorno. Improvvisamente il passaggio si allarga e la fila indiana di chi torna come me dal pellegrinaggio ad uno dei luoghi “imperdibili” di Barcellona, si sparge in uno slargo indistinto. Mi imbatto in uno dei tanti cantieri che si trovano nella capitale catalana, aperto per la creazione di un passaggio carrabile in una enorme piazza-parco restituita ai pedoni.

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Fulcro di questo spazio urbano sarà la biblioteca “Jaume Fuster”, opera dell’Arch. Josep (Pep) Linàs – lo stesso progettista della biblioteca “Vila de Gràcia” e di altri edifici culturali di Barcellona – che ora, in quel vuoto sventrato ed informe sembra una cattedrale nel deserto, se non fosse per un interessante edificio residenziale ad essa adiacente, in fase di completamento. Ma in questa città dove anche le colonnine per legare i cani sono disegnate, dove nessun componente dello spazio pubblico è lasciato al caso e il progetto và realmente “dal cucchiaio alla città”, ho la certezza di poter presto tornare e trovare questo edificio collocato nel contesto adeguato. Mi avvicino al fabbricato che da lontano richiama le linee espressioniste di Behrens o Van de Velde. Il piano terra è nettamente diviso dai livelli superiori, pur ricalcandone fedelmente la planimetria, tramite una pensilina “decostruita” fortemente aggettante. Si viene a generare uno spazio intermedio fra la piazza e l’interno dell’edificio, la cui funzione di filtro fra l’ambito pubblico e quello privato è palesato dalla scelta del progettista di ricoprire con pannelli lignei l’intradosso della pensilina e di interromperne saltuariamente la continuità materico-superficiale con tagli in vetro strutturale che lasciano intravedere gli spazi interni superiori e riflettono al contempo l’intorno - generando un certo spaesamento. Il piano terra è per lo più costituito da vetrate, dunque quasi interamente permeabile alla vista. Accoglie la sezione dedicata ai libri per l’infanzia, la sala riviste, una sala esposizioni, uno spazio multifunzionale e l’ingresso all’auditorium sottostante. I due piani superiori, dedicati agli spazi lettura delle diverse sezioni di studio sono caratterizzati da una maggiore chiusura rispetto all’esterno, per agevolare la concentrazione, ma un sapiente utilizzo delle superfici vetrate consente alla luce naturale, fondamentale per il comfort visivo, di raggiungere le zone lettura. Essendo domenica, devo limitarmi ad osservare dall’esterno questa biblioteca, ma soffermandomi sulla targa degli orari, mi accorgo che solo poche ore prima sarei anche potuta entrare, perché in questa città, oltre che a progettare ogni cosa, rendono accessibile a tutti ciò che progettano. Le biblioteche, pubbliche o private che siano, sono aperte tutti i giorni fino alle 20.30 – 21.00 e la domenica fino all’ora di pranzo, e la gente le utilizza! Torno a seguire le indicazioni “M – L3 Lesseps”, pervasa dall’energia generata dalla buona progettazione. 

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
PATTARINI Manuela 2008-02-19 n. 5 Febbraio 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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