L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Artearchitettura. Editoriale Febbraio 2008 PDF

Artearchitettura

Le due parole congiunte, a formare un unico nome artearchitettura, hanno come fine quello di mettere in evidenza la duplice condizione del fare architettonico ed artistico contemporaneo che, stante la loro storica convergenza, sembrano essere giunti, nel loro secolare cammino, ad un punto (provvisorio) d'arrivo, in cui i confini d'appartenenza non appaiono pi? chiaramente distinguibili, come diversamente era sempre avvenuto nel passato.
Quello che ha caratterizzato la relazione tra le due discipline, nel corso dei secoli a partire dalla nascita della civilt? dell'uomo, ? stata la continua tensione a mantenere un vicendevole rapporto di confronto, di scambio d'esperienze, di curiosit?, d'incisivi giudizi, di ricorrenti consacrazioni/dissacrazioni. Tutto questo ha portato ad un libero transito di concetti, espressioni, linguaggi e quant'altro.
La mutua interazione tra i manufatti artistici e architettonici ha sempre prodotto una specie di valenza supplementare, un'espressivit? coinvolgente di tipo "ambientale": un effetto emozionale/comunicativo che nessun'opera separatamente, ? lecito supporre, sarebbe mai in grado di raggiungere. Di tutto questo, un esempio emblematico ? dato da Piazza della Signoria a Firenze: un luogo in cui magicamente confluiscono in un ineffabile equilibrio, urbanistica, architettura ed arte; e nella fusione di tali pur distinguibili apporti, quello che si percepisce ? una realt? superiore che ? quella dell'ambiente, appunto, dello spazio vissuto, affollato o deserto, assolato o sotto la pioggia, poco importa.
L'architettura non sempre ? partita come protagonista, pur tornando ad esserlo subito dopo l'intervento artistico e diventando, anzi, suo elemento essenziale, condizione ambientale imprescindibile, spazio cavo fisico e cerebrale, indispensabile per entrare, idealmente e percettivamente, nell'impalcatura concettuale e visiva dell'opera. Com'? il caso dello spazio dell'ex sagrestia di Sant'Agostino a San Sepolcro la cui presenza risulta essere imprescindibile per orientare, inquadrare visivamente, "concertare" i minimi movimenti del corpo necessari per l'osservazione/riflessione e, infine, per la lettura della folgorante immagine dipinta da Piero: la Resurrezione di Cristo.
E' chiaro che le varianti di questo rapporto relazionale di trasmissione biunivoca di tipo emotivo, prima che logico/mentale, che pittura e architettura hanno saputo insieme tessere nel lungo tempo della civilt?, sono pressoch? senza numero; e la collaborazione tra Paolo Veronese e Palladio a Villa Barbaro a Maser ne rappresenta in qualche modo la sintesi o uno dei momenti pi? alti, luminosi e particolarmente aderenti ad illustrare tale condizione di serrato interscambio, di compenetrazione di un'opera nell'altra: l'affresco, infatti, si pone come una decorazione aperta su spazi illusori che ora richiamano il paesaggio circostante ed ora gli spazi architettonici interni e la loro vibrante luminosit?.
Questa premessa per osservare che, differentemente, oggi sussiste una condizione del tutto diversa nel percepire il momento in cui viviamo: una realt?, che ? stata definita "gassosa", in quanto si manifesta come una nebbia; e in essa non si distinguono pi? i confini tra le cose e non sono pi? chiaramente definite le singolarit? degli apporti delle discipline artistiche. Yves Michaud, autore del saggio L'arte allo stato gassoso, afferma l'eccesso di estetica che ha investito ormai la quotidianit? della nostra esistenza, producendo un effetto simile a quello di un pulviscolo; per cui, una realt? senza pi? distinzione della sua essenze sembra legarsi ad altro (a qualsiasi "altro") e cos?, alla fine, qualunque cosa pu? divenire arte o pu? non esserlo.
Tale vaporizzazione dell'arte ? il prodotto dell'estetizzazione diffusa che ha determinato una modificazione generalizzata del comportamento estetico. In questo modo l'utente, l'abitante urbano, risulta essere sempre pi? famelico d'idee, di sensazioni, di emozioni, al fine di evadere dalle esperienze del quotidiano o trasfigurarle; e questo s?, per riconoscersi, identificarsi, pur nella mutevolezza incessante scandita dalla moda.
Questo porta a non distinguere, come si diceva, tra arte e architettura e tra architetti e artisti, al punto che molte costruzioni recenti appaiono nel panorama urbano come delle enormi presenze iconiche o/e viceversa delle sculture per la loro insinuante presenza nello spazio urbano sembrano tendere a porsi come delle vere opere architettoniche. Com'? il caso del ponte di Vito Acconci a Graz che ha una sua connotazione architettonico/funzionale, ma ? anche un grande oggetto estetico una voluminosa e complessa scultura che si pu? ammirare da molteplici punti di vista: percorrendolo e sostando in essa, osservandola dal lungo fiume o direttamente dall'acqua stando in barca e lasciandosi sospingere dalla sua corrente. Si potrebbe aggiungere che ci sono molti edifici, questa volta progettati da architetti, che pongono uguali interrogativi circa la loro reale essenza: dal famoso attico di Coop Himmelb(l)au a Vienna, alla Wind Tower di Toyo Ito a Yokoama, dalla Kunsthaus di Peter Cook, a Graz, alla Torre Agbar di Jean Nouvel a Barcellona. Ma anche in questo caso l'elenco rischierebbe di non avere fine.
A tale stato di "ambiguit?" della proposta architettonico-artistica, di sospensione interpretativa che chiaramente si riscontra nel suo modo di porsi, si contrappone, ? interessante considerare, un tipo di ricerca in cui la compenetrazione tra arte e architettura ? un tema esplicitamente perseguito, come interesse programmatico. Com'? il caso di Juan Navarro Baldweg, le cui tematiche progettuali, hanno sempre teso, in senso formale e spaziale, al raggiungimento di un "punto magico" d'integrazione/fusione tra arte e architettura, facendo s? che il risultato dell'elaborazione fosse sempre la trasfigurazione d'entrambe.

MC
Febbraio 2008

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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