L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Alessandro Nieddu intervista: Ellelab, SCIATTO produzie.

Presentiamo due nuove interviste realizzate dall'arch. Alessandro Nieddu a: Ellelab (Maria Teresa Bruca, Sara Braschi), e a SCIATTO produzie (Valerio Bindi, Cecilia De Biase, Francesca Iovino), due noti studi d'architettura italiani che svolgono importanti ed apprezzate indagini teoriche ed altrettanto interessanti proposte e realizzazioni architettoniche.

Le domande rivolte ai gruppi di ricerca, come nelle interviste precedenti, sono organizzate con il duplice intento di delineare, da un lato, la loro attività, i loro interessi culturali e, dall'altro, il loro rapporto critico con il "movimento situazionista".

Intervista a Ellelab

Fate un'autopresentazione

E: Un gruppo di due "architette", nato a Roma nel 2003. Il gruppo lavora sull'osservazione e la conoscenza delle pratiche, l'uso dello spazio, la capacità degli abitanti di trasformare i posti dove vivono. Ellelab usa la progettazione partecipata e tenta di essere il tramite in un dialogo fra la pubblica amministrazione e gli abitanti per portare a galla tutte le idee, i potenziali, le invenzioni, i desideri e le relazioni che tessono il territorio

Perchè questo nome?

E: Il nome vuole sottolineare il fatto che si tratta di un gruppo tutto al femminile (elle in francese indica femminile) e sottolineare con questo anche il tipo di approccio.

Cosa significa per voi fare architettura?

E: Fare architettura per noi è un agire politico di trasformazione e uso del territorio…vedi autopresentazione

Ci sono integrazioni disciplinari continue nel vostro progettare? Quali?

E: Le integrazioni progettuali ci sono senza dubbio e questo lo dimostra il fatto che abbiamo collaborato per tre anni con il gruppo Stalker e con loro abbiamo portato avanti i progetti Immaginare Corviale ed il progetto Egnatia, inoltre facciamo parte di un laboratorio interdisciplinare RomaLab. Per noi l'interdisciplinareità è un ingrediente fondamentale per lavorare e per arricchire e completare la ricerca.

Di cosa vi occupate ultimamente?

E: Negli ultimi due anni siamo state impegnate in un lavoro di progettazione partecipata a Corviale, cominciato tre anni fa con il progetto Immaginare Corviale e continuato poi attraverso la progettazione sperimentale all'interno del contratto di quartiere di Corviale.
Siamo, inoltre, attivamente impegnate nel laboratorio di ricerca RomaLab con cui abbiamo intrapreso uno studio su Roma e sul suo cambiamento negli utimi 15 anni. Con loro abbiamo organizzato un'esplorazione di alcuni immobili occupati presenti a Roma, e stiamo curando una ricerca sulla città informale (campi nomadi, occupazioni e "altri ab/usi"... presenti all'interno della città di Roma.

I lavori a cui siete più legate?

E: Il lavoro a cui siamo più legate è, senza dubbio, il lavoro ancora in corso con gli occupanti di Corviale, perché ci ha permesso di mettere in atto le pratiche del nostro modo di fare architettura e perché può essere considerata, oltre che una esperienza lavorativa, anche un'esperienza umana che ha cambiato il nostro modo d'intendere la professione

Giudicate attuale il Situazionismo? Qual è il vostro rapporto con queste tematiche?

E: Sotto alcuni aspetti si. Avendo lavorato per tre anni con Stalker ci sentiamo vicine a queste tematiche… non siamo estranee a derive, ecc

Ditemi cosa sono per voi oggi, la deriva, il detournement e la psicogeografia.

E: Sono un approccio diverso per la scoperte, la conoscenza di un territorio. Esse rappresentano la capacità, ancora attuale, di scoprire altri aspetti delle nostre città non immediatamente leggibili attraverso, ad esempio, una mappa.

Debord diceva di voler ricreare dei luoghi, delle città, in cui fosse possibile il libero dispiegamento delle passioni. E' un obbiettivo comune al vostro lavoro?

E: Si senza dubbio l'aspetto ludico è un elemento fondamentale dei nostri progetti, come per esempio nel progetto per la piazze di Catania dove l'intento era quello di trasformare uno spazio quasi abbandonato in uno spazio domestico (con l'inserto di divani in piazza).

L'idea di New Babylon, di una città in divenire, realizzata, costruita dagli stessi abitanti? La trovate reale, un ipotesi attuale o un  semplice sogno?

E: L'idea di un progetto aperto, non completamente definito, ma che lasci uno spazio e pratiche d'appropriazione e di identificazione da parte di chi lo vive è fondamentale.

Il modello partecipativo di New Babylon potrebbe essere un modo possibile di contrasto alla città del XX secolo? Questa metropoli moderna che viene definita da alcuni come la principale catastrofe del XX secolo?

E: È' difficile dare una risposta unica perché New Babilon è un progetto utopico nel cui confronto con la realtà entrano in campo variabili diverse.

Nello studio delle città negli ultimi anni si sono indagati concetti quali il margine, gli spazi di risulta, i cosidetti non luoghi. Quali sono ora i veri spazi da indagare, creare, costruire per capire e cambiare la città del futuro? Siamo già ad un livello successivo in cui altri sono i parametri?

E: Questi luoghi rappresentano ancora tanto le contraddizioni della città contemporanea.

Quali sono le parole guida nel vostro modo di progettare?

E: Gia dette nella presentazione. 

A proposito dei discorsi sulla quarta dimensione, sulla temporaneità del fare. Il concetto di tempo è essenziale nei vostri progetti?

E: Si è un elemento fondamentale della progettazione, non riusciamo a pensare all'architettura senza il tempo e tutto ciò che questo comporta.

Alcune realtà progettuali lavorano in stretta simbiosi con gruppi sociali emarginati, ne studiano la cultura, ne indagano le abitudini e con esse cercano di operare. Mi riferisco in particolar modo al gruppo Stalker, al lavoro nel Campo Boario di Roma. Anche voi ponete maggiore attenzione verso un'esperienza diretta del reale come approccio alla progettazione, più che al sapere istituzionalizzato?

E: La risposta a questa domanda sta nelle precedenti e nella storia del nostro gruppo che ha collaborato con Stalker, pensiamo che lavorare con gruppi sociali emarginati studiandone la cultura, indagandone le abitudini e operando con essi sia molto importante. Con Stalker infatti, oltre al lavoro di Corviale di cui abbiamo parlato, abbiamo lavorato ad un progetto sui rom a Roma in occasione della festa della memoria.
Le biblioteche di Roma hanno messo a disposizione un camper, una biblioteca mobile, come strumento di raccolta delle memorie. Questa è stata un'occasione per fare una mappatura dei campi nomadi. Inoltre in occasione di un workshop organizzato con la facoltà di Roma 3 abbiamo anche elaborato, con Stalker, una mappatura dei sistemi di convivenza del Campo Boario che poi, peraltro, dopo pochi giorni è stato in parte sgomberato.

Un altro movimento d'avanguardia a cui vi considerate vicine per affinità creativa, temi proposti, ipotesi artistica, oltre ai situazionisti?

E: L'arte relazionale.

A proposito di Internet e la computer graphic in particolare. Il rapporto con i nuovi media e strumenti multimediali cosa ha rappresentato e rappresenta per voi?

E: Sicuramente costituiscono tutti strumenti molto importanti d'indagine e di comunicazione, ma consideriamo altrettanto importante il lavoro sul campo.

Cos'è necessario fare oggi per realizzare della buona architettura?

E: Magari ce la facessero realizzare l'architettura….!

 



 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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