L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Progetto di riqualificazione nell'area di San Lorenzo a Roma

Tesi di laurea di Francesca Modugno

San Lorenzo, nel cuore della città di Roma, è da alcuni anni al centro di un processo di trasformazione e riqualificazione urbana che vede attualmente il succedersi di concorsi per lo sviluppo ed il rinnovo dell’area con interventi di demolizione, costruzione, recupero e conservazione dell'esistente.
Il lotto oggetto di studio, con un’estensione di circa due ettari, è compreso tra Via dei Lucani, Via di Porta Labicana, Viale dello Scalo S. Lorenzo e Largo Talamo; rimasto per anni abbandonato a se stesso e mai progettato, risulta un vuoto urbano degradato e colmato nel tempo da edificazioni spontanee scomposte.
Situata dunque in un punto nevralgico della città e favorita dalla presenza ravvicinata della Città Universitaria, delle mura di Via di Porta Labicana e del grande nodo di scambio costituito dalla retrostante stazione Termini, l’area presa in analisi costituisce un’importante occasione di valorizzazione e riqualificazione a scala locale e urbana, sia attraverso l’innalzamento della qualità morfologica, sia attraverso l'inserimento di funzioni strategiche che possano innescare un processo sinergico.
Ad una prima analisi il quartiere risulta suddivisibile secondo una griglia parallela alle Mura Aureliane e attraversata diagonalmente dal solco dell’antica Via Collatina, primo percorso storico all’interno dell'area, oggi oggetto di riqualificazione (primo livello di memoria storica).
Il progetto mira a riqualificare l’area cercando di inglobarla all’interno del tessuto del quartiere al fine di attivare una relazione reciproca che possa dargli nuovo slancio.
A partire dall’identificazione di una possibile estensione della maglia regolare che contraddistingue la struttura del quartiere, in accordo con l’andamento trasversale dell’antico tracciato che la taglia, vengono creati due attraversamenti del lotto. Questi sono due segni curvi e trasversali che congiungono i due lati lunghi dell’area e che configurano con l’antico tratturo un’ideale ellisse aperta, tracciato che riconnette formalmente il lotto al tessuto del quartiere.
Da questi percorsi, cuore organizzativo del progetto, sfruttando la naturale pendenza che caratterizza il sito (10m di dislivello da un capo all’altro dell’area), si generano tre piastre e tre funzioni dell’area (commercio e incubatore d’impresa, centro espositivo, area residenziale), ognuna a sua volta integrata con un sistema caratteristico a verde.
Il criterio con il quale sono state introdotte le funzioni è caratterizzato dalla scelta di localizzarle secondo un andamento proporzionale al loro grado di accessibilità (nel senso di pubblico-privato):
avvicinandosi al lotto a partire dal cuore del quartiere, si  è immessi direttamente in una piazza, che altro non è che la copertura della prima delle tre piastre costituenti il progetto.
Questa, trovandosi ad una quota superiore rispetto alle altre due, funge da belvedere, permettendo di abbracciare con lo sguardo l’intera area, che ad una prima occhiata sembra essere destinata quasi interamente a verde.
Scendendo attraverso le due grandi aperture che forano la piazza (e che riecheggiano i vuoti lasciati nel quartiere dalle bombe “alleate” del 1943 -secondo livello di memoria storica-) si accede ai giardini interni sui quali affacciano gli spazi destinati al commercio, altresì raggiungibili dal percorso che collega il quartiere all’area e che divide le piastre.
La seconda piastra, destinata a centro espositivo, termina con un giardino delle sculture fruibile anche indipendentemente dal museo nel quale sono collocate una caffetteria connessa ad una sala lettura ed un ristorante.
Distanziato da un secondo percorso, si sviluppa poi la terza area.
Qui il rumore si attenua, lo spazio si allarga, lasciando il passo ad un piccolo complesso residenziale immerso nel verde, nel quale è possibile trovare la calma e la privacy necessaria a mantenere elevato lo standard qualitativo degli alloggi inseriti.
Gli alloggi, studiati nel progetto in modo approfondito, partono dall’analisi delle necessità della società attuale, che vede nuclei familiari più piccoli rispetto al passato e nuove tipologie lavorative spesso svolte all’interno della stessa abitazione. Si configura così la necessità di concepire alloggi di taglio ridotto (senza però rinunciare ad uno spazio-studio/lavoro), che massimizzino la funzionalità degli ambienti e che siano facilmente riconfigurabili al variare delle esigenze.
Viene così a configurarsi un luogo pubblico e protetto, a scala domestica, che collega i margini dell’area ricucendo il tessuto che seppur frammentato restava impenetrabile.
L’area divenuta una cellula autosufficiente rispetto al tessuto e contemporaneamente luogo d’incontro e di scambio culturale nel più ampio contesto del quartiere, getta le basi per lo sviluppo di un ambiente fertile per la crescita intellettuale e produttiva dell’individuo.

Marina Pia Arredi 

 

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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