L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Il packaging e l'architettura. Editoriale Gennaio 2008 PDF

Il packaging e l'architettura

Nel corso dei decenni passati si è andata, via via, delineando una tendenza ad "avvolgere" la struttura dell'edificio con una "pelle" che propone, dal punto di vista formale, un'immagine perlopiù arbitraria rispetto alla sua logica spaziale: per il carattere iconico dell'immagine, per le peculiarità dei materiali impiegati, per la specificità della tecnologia adottata, e per quant'altro. «E' un fenomemo assai diffuso nella metropoli contemporanea», osserva Daniela Colafranceschi, «la proliferazione di volumi edilizi che affidano appartenenza ai luoghi e significato soprattutto al loro 'involucro' come elemento autonomo dalla spazialità interna dell'edificio e dal contesto urbano in cui come 'frammenti', meteore di altre galassie, si collocano. Con essi, mentre si registra la perdita comunicativa dei temi assegnati tradizionalmente dall'architettura al rivestimento esterno degli edifici, emerge come maniera di significare, quella per immagini 'parlanti', per figure grafiche, la cui realizzazione è incalzata dai business tecnologici e multimediali» (1).
La questione è stata oggetto di riflessione da parte di numerosi studiosi che hanno cercato di circoscrivere teoricamente il fenomeno, spiegandone le ragioni, dando ad esso un nome.
Per Hams Ibelings, tale indirizzo, che chiamerà Supermodernism, è direttamente connesso alla globalizzazione e al processo d'internazionalizzazione che ha subito l'architettura a partire dagli anni Ottanta. Questa nuova sensibilità non si manifesta esclusivamente nella leggerezza, nella trasparenza, nella facciata liscia, nel monolito, nel minimalismo. «Più in generale, può essere descritta come sensibilità al neutrale, all'indefinito, all'implicito, qualità che non si limitano alla sostanza architettonica, ma trovano, altresì, una maggiore possibilità espressiva in un nuovo modo di sentire lo spazio» (2).
In tempi più recenti, si è manifestato un secondo indirizzo concettuale/espressivo -questa volta non più sull'onda di una tendenza omologante dei linguaggi, ma dettata dal sempre più serrato rapporto tra marketing e cultura- che, per certi versi, è lo sviluppo del precedente, ma con delle modalità configurative più esplicite e coinvolgenti. Si tratta di un passaggio dallo stato bidimensionale, superficiale, epidermico dell'involucro, a quello tridimensionale del packaging: ossia, di un oggetto-scatola che contiene in sé l'organismo architettonico, nascondendolo; e questo, per mettere in evidenza, per mostrare una immagine architettonica che ha specifiche funzioni, a un tempo, comunicative e pubblicitarie.
"L'industrializzazione della visione nel mondo moderno", osserva Paul Virilio, "ha portato, nella nostra società, all'iper-proliferazione e alla supremazia delle immagini". Tale tendenza, che l'urbanista-filosofo francese segnala, è uno degli effetti dell'imperativo consumistico imposto dalla ferrea logica dello sviluppo produttivo; essa ha contribuito al determinarsi del cortocircuito che ha messo in crisi la canonica relazione tra prodotto estetico, utente e parametri di giudizio in precedenza applicati al fare artistico.
Sembra, in questo modo, che non esista più alternativa all'accettazione del fatto che, nel presente, le due entità marketing e cultura si sono fuse, e che sia omai estremamente arduo (se non impossibile) uscire da questo circuito culturale/commerciale.
Nel settore architettonico tutto questo ha portato ad una sorta di scissione nell'oggetto, tra organismo funzionale e suo involucro. Nella contemporaneità, l'edificio (ovvero la sua immagine esterna), tende a presentarsi come un'entità autonoma, sia rispetto alla sua spazialità interna, che al contesto urbano; e tale assoluta libertà acquisita, finalizzata alla comunicazione e indirizzata al consumo é, dunque, deputata a generare nel paesaggio urbano, provvisorietà, discontinuità, instabilità, nonché la perdita, in senso comunicativo, dei temi assegnati all'oggetto architettonico dalla tradizione. Tutto questo, come nota ancora Virilio, è ben rappresentato dall'idea del packaging, che "ha il duplice ruolo di facilitare il trasporto e semplificare il messaggio".
Così, questa nuovo modo di risignificare la figura architettonica si pone, ora, come un intervento iper-tecnologico che, dopo aver perduto il contatto con l'insieme della città, tende a recuperare un diverso rapporto attraverso il suo volume-involucro, come puro strumento di comunicazione, in grado di competere, nella sua dimensione virtuale, con quella, altrettanto virtuale, del cinema e della televisione.

MC
Gennaio 2008

Note
(1) Daniela Colafranceschi, Architettura in superficie, Gangemi, Roma 1995, p. 13.
(2) Hans Ibelings, Supermodernismo, trad. it., Castelvecchi, Roma 2001, p. 55.

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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