L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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raccolto_pomodoriModulo Abitativo Reversibile Autocostruito Minimale Ecologicamente Ottimizzato

Tesi di laurea di Marilisa Cellurale
Relatori Federico De Matteis, Paolo Franchin
Correlatori Carola Clemente, Alfonso Giancotti, Francesca Giofré, Luca Reale

cellurale tL’architettura può rispondere alle esigenze abitative rapidamente e per un tempo limitato?
Se il tempo non declina più la qualità della durata e la capacità di trasmettere valori nei secoli, ma le invarianti di urgenza e reversibilità del manufatto, che architettura si configura?
La questione, che in due secoli ha prodotto una quantità esponenziale di casi e ipotesi, ad oggi è tradizionalmente legata a contesti emergenziali, ma intercetta, nella realtà contemporanea, molteplici ambiti di applicazione in cui i processi costruttivi tradizionali non risultano idonei.

Il progetto del Modulo Abitativo Reversibile Autocostruito Minimale Ecologicamente Ottimizzato, sviluppato nell’ambito di un progetto di ricerca finanziato da Sapienza, tenta di formulare una risposta soprattutto di metodo. La dimensione contenuta di queste architetture ha fornito l’occasione di sperimentare la misura dell’interazione tra l’utente e il progetto, dall’ideazione alla realizzazione.
I vincoli temporali, la conseguente reversibilità, l’autocostruzione, la necessità di contenimento dei costi ed elevate prestazioni ecologiche e tecnologiche sono i limiti e le risorse con cui si è confrontato il progetto.
L’articolazione delle problematiche connesse alle “regole” della ricerca ha richiesto un ripensamento della tassonomia tradizionale delle risposte.
La complessità dell’obiettivo richiede soluzioni semplici e controllabili: il sistema costruttivo in legno rappresenta il più alto livello di rispondenza ai vincoli di progetto.
Il materiale, di forte carattere espressivo, ha imposto un esercizio misurato tra tecnica ed estetica, in un processo iterativo di verifica della fattibilità di ogni singolo componente.
Si può descrivere il sistema come una serie di profili scatolari, ognuno composto da 4 pannelli strutturali dotati di nodi tipici della tecnologia del legno, accostati e connessi a secco, montabili in autocostruzione da 3-4 persone in un giorno con attrezzature non professionali. Anche le dotazioni impiantistiche proposte sono pensate per essere montate da personale non specializzato e predisposte per l’allaccio ad una rete. Al termine dei due anni previsti, il sistema permette lo smontaggio completo, incluso dell’attacco a terra, e la possibilità, dopo poco più di una manutenzione ordinaria, di essere nuovamente in esercizio in un altro luogo, garantendo le stesse condizioni prestazionali del precedente uso.
I moduli, in quanto tali, sono aggregabili e configurabili in modalità che consentono sufficienti gradi di libertà da rispondere ad esigenze d’uso e condizioni differenti.
Una risposta di metodo, si diceva, perché l’esito formale è soggetto a variazioni, pur mantenendo la riconoscibilità dell’oggetto, sottoposte a una verifica di congruenza con le necessità che ne sono la sostanza.
Un sistema aperto, bilanciato tra la componente industriale e il disegno architettonico in un processo di costruzione partecipata.

Federico De Matteis, Paolo Franchin
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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