L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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La montagna incantata. Editoriale Settembre 2012 PDF
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Per sfuggire alla calura causata da anticicloni africani battezzati con nomi altisonanti da meteorologi sempre più inclini alla mitizzazione, ho trascorso alcuni giorni di questo mese di agosto nel Vorarlberg, la regione più occidentale dell'Austria, incuneata tra Svizzera e Germania. Tra camminate in quota e formaggi di ottima fattura, mi è capitato anche di visitare diverse recenti architetture: tutte, senza eccezione, di una qualità eccellente.

Benché conoscessi già il lavoro di alcuni architetti che, da questa piccola terra spersa fra i monti e i laghi, sono emersi al panorama internazionale – Baumschlager Eberle, Dietrich Untertrifaller, ecc. – quello che veramente mi ha sorpreso è stata la qualità di innumerevoli case, scuole, officine, uffici postali, stazioni dei vigili del fuoco, supermercati ecc. che costellano le strette valli alpine.
Il rigore formale di tutti questi edifici, simile per certi aspetti alle opere del vicino cantone svizzero dei Grigioni, unito però ad una sensibilità straordinaria per l'uso del legno e del metallo, fanno dell'architettura del Vorarlberg un insieme distintamente riconoscibile, sensibilmente debitore della tradizione edilizia locale, reinterpretata tuttavia con capacità progettuale ed una sapienza costruttiva sorprendente.
Infine, oltre alla qualità dei singoli oggetti, risulta eccezionale l'evidente tutela del prezioso territorio montano: non una stonatura, mai un eccesso, quasi la famosa storia della casa sul lago di Adolf Loos si fosse svolta su un altro pianeta. La consapevolezza di quanto il territorio sia un bene importante e insostituibile diventa qui palpabile. Non stiamo tuttavia parlando di un paesaggio bucolico, idillicamente congelato nel tempo o mummificato dalla gentrification: l’impressione che si deriva è, al contrario, di un sistema in movimento, dove gli oggetti moderni coesistono gentilmente con le case montane.
Ci si domanda in che modo il Vorarlberg, che con i suoi 2.600 kmq e 370.000 abitanti è grande circa un terzo dell’Umbria, sia riuscito a dare vita ad una cultura architettonica autonoma, riconoscibile, almeno apparentemente equilibrata. È facile dire che in generale – persino in Italia – le valli montane sono luogo di buone architetture, vuoi per l’antica necessità di adattarsi veramente all’ambiente naturale, vuoi per la capacità, sviluppata nel tempo, di costruire con le poche risorse disponibili nel luogo. Ma non può essere soltanto questo che è qui all’opera, perché lo stesso senso di coerente Baukultur non si evince nell’Alto Adige, né, se è per questo, nelle altre valli austriache del Tirolo, della Stiria o della Carinzia. O ancora la preziosa architettura svizzera contemporanea, osannata e pubblicata ossessivamente, sebbene capace di produrre opere di eccezionale qualità formale, è ben più distante dalla possibilità di un dialogo con il territorio antropizzato.
Certamente alcune cause vanno ricercate nella storia particolare di questa piccola regione, che nel 1918, alla caduta dell’Impero Asburgico, votò per diventare parte della Svizzera, ma venne poi da questa rifiutata per non alterare gli equilibri linguistici e religiosi della Confederazione Elvetica: da cui il soprannome di Kanton Übrig (Cantone “avanzato”) ed il forte senso di autonomia di un Land che si considera, a tutti gli effetti, una specie di “stato nello stato”, lontano assai dalla grande Vienna.
La ridotta dimensione aiuta poi certamente: la popolazione pari a quella di un quartiere di Roma, la stabilità demografica ed un’economia fortissima (il Vorarlberg è il secondo Land austriaco per produzione industriale, il primo per esportazioni) sono tutti fattori che incidono positivamente sulla possibilità di conservare le qualità del territorio: ma nessuno di questi può valere da solo se non inserito in una cultura di governance equilibrata. Parrebbe anche facile, inoltre, attribuire a questa sola caratteristica la virtù di consentire un’equilibrata gestione del territorio: sappiamo bene però che molte piccole realtà italiane sono lungi dall’essere risparmiate dal consumo indiscriminato di suolo e dall’edificazione selvaggia.
I motivi per i quali, dunque, questo territorio si rivela così felice per la buona architettura rimangono dunque misteriosi. Forse si può ipotizzare la presenza di un genius architettonico, il tramandarsi di generazione in generazione di capacità costruttive e di una sensibilità non comune per la costruzione dello spazio umano: ma come tutto questo sia riuscito a sopravvivere in buona parte inalterato all’onda dell’età moderna non è chiaro. In pochi altri luoghi del pianeta si ha la stessa, felice, impressione che la globalizzazione non abbia avuto luogo, ma che il progresso non si sia per questo arrestato.

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Settembre 2012

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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