L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Lo spessore della città. Editoriale Luglio 2012 PDF
La verità è una. I saggi le attribuiscono molti nomi.
Rig Veda
 
La rivista Hortus ospita, questo mese, un numero "monografico" dedicato ad una rete di ricerca formatasi nell’ultimo anno tra un gruppo di giovani studiosi provenienti da vari atenei italiani. Il tema centrale che questa rete ha formulato per l’inizio della sua attività è quello dello “Spessore della città”: indagine che, attraverso un tentativo di dialogo interdisciplinare, cerca di superare l’idea ormai consolidata e largamente condivisa di “densificazione” come strumento di riqualificazione degli spazi della città.

Il concetto di “spessore”, che in ciascun saggio viene diversamente declinato per generare un glossario trasversale e condiviso, vuole ricapitolare, al di là dei semplici aspetti quantitativi, anche la coerenza strutturale e funzionale che un efficace spazio urbano, a tutte le diverse scale, deve possedere.

L’idea di mettere a confronto – pur nella diversità a volte notevole di tematiche quali il progetto architettonico e la dimensione urbana, il paesaggio o i temi della costruzione, l’estimo o il diritto ecc. – nasce dall’istanza sempre più urgente di disinnescare i confini disciplinari che il mondo accademico si è artificiosamente imposto negli ultimi decenni, creando, soprattutto nel campo dell’architettura, un preoccupante scollamento rispetto al mondo reale della trasformazione e gestione del territorio. Come se la cura del territorio fosse ormai cosa da delegare interamente ad altri, ai tecnici e ai burocrati, quasi fosse un’attività indegna di entrare nei sempre più sofisticati compound culturali delle facoltà di architettura, la ricerca scientifica ha progressivamente perduto la sua capacità di relazionarsi con la reale complessità delle cose, concentrandosi – anche per aver ricevuto in questo senso una sorta di mandato – su sezioni sempre più anguste e verticali della conoscenza.

Chi segue questa rivista sa che, nel suo piccolo, il tentativo di rincorrere al contrario un’integrazione tra campi diversificati del sapere è stato sempre al centro del suo progetto culturale. Questo risulta essere tanto più vero quando l’ambito di studio è la città, il più complesso e stratificato artefatto umano: qualsiasi tentativo di riduzione non può che risolversi in approssimativo schematismo e la sovrapposizione di più ottiche e focali è indispensabile per restituire un’immagine quanto più fedele per effettuare l’anamnesi.

Altrettanto importante ci sembra che il mondo della ricerca torni a porsi a servizio del reale, contribuendo attivamente a quella trasformazione in positivo di cui i territori italiani hanno disperatamente bisogno. Non significa, questo, fare dei dipartimenti universitari italiani dei “centri progetto” dove si elaborano, in alternativa agli studi professionali, soluzioni “cantierabili” per lo sviluppo urbano: il contributo di un gruppo di ricerca non può che porsi a livello strategico, elaborando linee generali di indirizzo prima ancora che proposte capaci di concretizzarsi in esiti reali. Laddove questo avviene, è bene che si tratti del risultato sperimentale di un’indagine a carattere deduttivo.

“Lo spessore della città” è, esattamente in questo senso, una rete tematica che mira a delineare strategie prima ancora che singoli interventi, nell’ottica di introdurre, prima nel dibattito e poi auspicabilmente nella pratica, alcuni strumenti a nostro avviso di fondante importanza per il futuro delle città italiane. Strumenti che, come spesso avviene, sono già largamente implementati e condivisi in altri contesti ma che invece, nella complicata realtà delle città italiane, sono ancora in gran parte assenti. In questo senso la proposta di un ambito tematico che capitalizzi la stratificazione nella sua più ampia accezione – una delle maggiori risorse delle città del nostro Paese – vuole lanciare una risorsa specifica, non semplicemente importata da culture urbane più “virtuose” rispetto alla nostra, bensì misurata per dare risposte adeguate per il nostro territorio.

FDM
Luglio 2012

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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