L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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scritti_broccoliLo spazio interno della Sehzade Camii a Istanbul

Meltem Giray

sehzade_camiiLo Sehzade Külliyesi e la Sehzade Camii (complesso di edifici e moschea del principe erede) sono tra le più importanti costruzioni di Sinan, che determinò le caratteristiche generali dell’architettura classica ottomana, soprattutto di quella religiosa. È, inoltre, la prima struttura monumentale basata sul concetto di complesso a pianta centrale, prototipo della progettazione e realizzazione della Süleymaniye Camii e della Selimiye Camii.


Il Külliye e la moschea, che sono gli edifici centrali della costruzione, presentano molti elementi fondamentali e innovativi dello stile di Sinan: la creazione architettonica, la pianta, l’organizzazione acustica, la struttura della facciata. Questo articolo vuole sottolineare gli elementi che determinano le caratteristiche dello stile di Sinan, lo sviluppo del piano e il disegno della facciata. Inoltre si sofferma sull’illuminazione e sottolinea l’abilità di Sinan nel creare ambienti luminosi, colorati e vitali attraverso le giuste dimensioni di porte e finestre e il suo modo personale di usare la simmetria.
La Sehzade Camii stabilisce il rapporto fra il luogo e l’illuminazione nel periodo dell’architettura classica ottomana. L’architettura ottomana, basata sulla simmetria, sull’equilibrio e sulla proporzione dell’architettura, diviene così un modello pressoché vincolante.
Il sistema di illuminazione progettato per la Sehzade Camii usa tecniche mai viste prima, che si svilupperanno successivamente nella realizzazione della Süleymaniye Camii, ancora a Istanbul, e della Selimiye Camii di Edirne.

Ruolo e importanza della Sehzade Camii fra le opere di Sinan

Sinan ebbe un ruolo fondamentale nel progettare i capolavori architettonici rappresentativi e simbolici del potere dell’Impero Ottomano (1). Prima di diventare architetto ai massimi livelli, progettò e realizzò anche degli edifici a scopo militare. La sua prima grande opera è la Sehzade Camii di Istanbul. Questa moschea, da lui definita come opera del periodo di apprendistato, è sormontata da una cupola centrale circondata da quattro semicupole e da quattro pilastri. Sinan cercò di alleggerire l’effetto massiccio della facciata esterna creando un ambiente interno molto luminoso (2).
Con la Sehzade Camii, Sinan dette origine all’architettura ottomana classica, determinandone le linee architettoniche fondamentali (progettazione, costruzione della facciata, sistema di illuminazione). I disegni della monumentale moschea sono la sintesi di queste caratteristiche. Sinan creò un luogo armonioso che comprende una cupola centrale sostenuta da quattro pilastri con le semicupole e quarti di cupole che la circondano e con piccole cupole agli angoli delle facciate laterali; illuminò l’interno, tramite finestre poste su tre lati, utilizzando al massimo la luce del sole.
Nella Mihrimahsultan Camii di Üsküdar (il sobborgo asiatico di Istanbul), costruita subito dopo la Sehzade Camii, Sinan creò un ambiente armonioso in altro modo, ossia diminuendo il numero delle semicupole, sostituite da tre cupole situate nelle navate laterali. Sinan fu tenace sperimentatore anche riguardo alla copertura fra la struttura e il tetto. Nel tentativo di trovare la soluzione migliore, alcune volte si servì di metodi ripresi dal passato, che rivisitò cercando di creare il suo stile personale (3). A volte fece tesoro dei risultati degli esperimenti precedenti (4). Il Süleymaniye Külliyesi è il più importante esempio al riguardo (5). La Süleymaniye Camii e il Süleymaniye Külliyesi, realizzati in un periodo assai breve (sette anni), denotano la bravura di Sinan non solo in campo architettonico ma anche nella fase precedente, quella progettuale. Sinan ripropose il sistema portante utilizzato nella protoclassica Bayezid Camii poggiando la cupola su quattro pilastri con le semicupole situate nella direzione del mihrap (la nicchia in direzione della Mecca). Con ciò Sinan tentò di superare il problema della struttura apparso in Santa Sofia. La Süleymaniye Camii è situata al centro del Külliye, in cui si trovano anche la türbe (tomba monumentale) di Solimano il Magnifico, il sibyan (scuola elementare), le medrese (scuole religiose superiori), la scuola di medicina, il darülsifa (ospedale), l’imaret (la cucina pubblica), il tabhane (foresteria), le stalle, i caravanserragli (6). Le cupole e semicupole di questa maestosa moschea trasmettono i carichi alle cupole successive in un modo armonioso. La costruzione si trova su una delle sette colline di Istanbul, più esattamente una di quelle prospicienti il Corno d’Oro.
Nella costruzione di moschee come quella di Sinan Pasa Camii Sinan cercò di sistemare la cupola su un piano a forma ottagonale, ispirandosi al disegno della Üç Serefeli Cami ad Edirne. La Mihrimahsultan Camii, la cui sala principale è coperta da una cupola, fa pensare alle mosche del primo periodo ottomano (7). Uno dei più interessanti tentativi è la Piyale Pasa Camii ad Istanbul: Sinan varia il modello con una cupola ad apertura più ampia, con un minareto più alto e stretto e con tre scale, che non si incrociano, per salire ai balconi (serefe) del minareto. Tutte queste innovazioni (strettamente correlate) rivestono una grande importanza e si notano facilmente in uno dei suoi capolavori, la Selimiye Camii di Edirne (8). Per essa Sinan ebbe l’idea di sistemare la cupola su un piano ottagonale cercando di risolvere un problema che aveva già affrontato durante la costruzione della Rüstem Pasa Camii ad Istanbul (9). Così i pilastri portanti diventano stretti, gli elementi che trasmettono i carichi diventano piccoli e la cupola diviene l’elemento centrale e più importante della costruzione, con un diametro che supera i 31 metri. La Selimiye Camii è un capolavoro che rappresenta molto bene lo stile ottomano con la sua struttura, il suo spazio, le sue proporzioni e le sue decorazioni (10).
Sinan realizzò delle innovazioni in quasi tutte le sue opere, mirando a costruire sempre pianta ed edificio adatti alla loro funzione, al sistema portante, al luogo dove era ubicato e alla sua personale ricerca. I Külliye e le türbe ne sono un chiaro esempio (11).
L’architettura raggiunge qualche volta un’integrità tale che si armonizza con la società da cui scaturisce: una sintesi che coniuga le esigenze alle possibilità e che include anche i ricordi e le esperienze del passato. Con Sinan gli strumenti, i metodi di costruzione e le forme acquisite si sono armonizzati con le condizioni locali e climatiche dando origine ad un’unica architettura specifica di un luogo e di un periodo ben definito. È con la Sehzade Camii che l’architettura ottomana giunge ad una prima sintesi classica.

Lo Sehzade Külliyesi

Costruito fra il 1543 e il 1548, si trova ad Istanbul nel quartiere Sehzadebasi. Lo Sehzade Külliyesi, è fra le opere più importanti di Sinan ad Istanbul. Primo Külliye costruito a Istanbul per un sultano (12), comprende una moschea, varie medrese, un tabhane, stalle, sibyan, imaret e la Türbe del principe Mehmed. Fu costruito in asse parallellamente alla strada. Le Türbe aumentarono negli anni successivi; ci sono sei tombe, cinque nell’hazire (13) ed una nelle pareti della corte a forma quadrangolare; la türbe del principe Mehmed è tra le costruzioni più belle. La medrese, il sibyan, l’imaret e il tabhane sono situati verso nord, circondati da mura che le separano dal resto del complesso. A nord del Külliye si trova un’altra piccola moschea con un portico a tre archi.
Sinan completò il complesso in soli quattro anni, fra il 1544 e il 1548. Sinan amava definire così le fasi della propria architettura: ‘Sehzade Camii’ come opera di apprendista, ‘Süleymaniye Camii’ come opera di buon capomastro e ‘Selimiye Camii’ ad Edirne come opera di vero maestro. La Sehzade Camii dunque rappresenta la prima fase del lavoro architettonico di Sinan nel realizzare opere monumentali. Fu costruita vicino all’Eski Saray (14) fra il Fatih Külliyesi e il Bayezid Külliyesi, al centro della città. La Sehzade Camii si trova nel centro del Külliye. La moschea, circondata da un cortile esterno, ha anche un cortile interno. Al centro del cortile interno si trova una fontana con una cupola; i due minareti, ognuno con due serefe, sono posti all’estremità dove le pareti interne del cortile incontrano la moschea. Essi attirano l’attenzione per le decorazioni sulla superficie esterna e per il loro disegno originale, non esistono infatti ad Istanbul altri minareti così elaborati.
Il diametro della cupola grande è di 19 metri e la sua altezza è di 37 metri; è sostenuta da quattro semicupole e poggia su quattro pilastri. Secondo gli studiosi, la presenza di decorazioni straordinariamente ricche nella Sehzade Camii si deve alla morte improvvisa di Mehmet (15), il principe preferito da Solimano il Magnifico.

Edifici della Külliye

Medrese: situata nella parete nord-est del cortile esterno. Ha un piano asimmetrico. È costituita da un’aula e venti segmenti. Davanti all’ingresso è situata una terrazza (eyvan), ornata da pietre colorate e da una serie di palmet come nella moschea. Ha ambienti a cupola intorno al cortile rettangolare a portico. L’aula è sporgente. Al centro del cortile c’è uno sadirvan che assomiglia ad una cupola. Sulla porta d’ingresso c’è un’iscrizione. Il Prof. Dogan Kuban ci fornisce i seguenti dati (16):
La medrese, una delle costruzioni che forma la parete nord-est della parete del cortile esterno è a pianta asimmetrica. È una costruzione semplice formata da un’aula e venti segmenti di tipologia classica, un eyvan davanti all’ingresso e dei bagni. L’aula è orientata verso ‘qibla’ (la direzione della mecca) e c’è una nicchia di mihrab usata come mescit. La medrese, come la moschea, è ornata di pietra policroma e di motivi di palmet che ne completano la copertura. Nell’iscrizione sulla porta d’ingresso c’è la data dell’inizio e della fine dei lavori: 1546 e1547. Questa medrese fu uno dei centri di istruzione più noti di Istanbul, ma dopo il 1950 i suoi portici furono coperti da vetrate perché potesse essere usata come casa della studentessa.
Tabhane e Kervansaray: Il tabhane è costituito da una volta a specchio nel centro e da una volume coperto da una cupola e nei due fianchi da due volumi a due cupole. Il vero tabhane è costituito da due segmenti separati e uguali in cui l’entrata è dal cortile esterno. Le camere sono a cupola a piano rettangolare, i divani sono a cupola e luminosi. Di fianco al tabhane si trova un kervansaray (caravanserraglio), e un cortile a otto cupole costruito su tre pilastri.
Sibyan: È a sud del cortile esterno. È coperto da una sola cupola con un diametro di 7,50 metri. L’aula ha una sola cupola, ma l’originale ingresso a portico oggi purtroppo non esiste più.
Imaret: a sud della Külliye. Costituita da una cucina, una mensa ed un magazzino delle dispense, situate intorno ad un cortile.
Türbe: lo Sehzade Mehmet Türbesi fu fatto costruire nel 1543 da Solimano il Magnifico per suo figlio, il principe Mehmet, morto all’eta di 23 anni, a Manisa, mentre era governatore. Il funerale si svolse nella Bayezid Camii ma egli fu seppellito dove fu costruita la sua türbe. Solimano il Magnifico volle che l’architetto Sinan costruisse una türbe che lo ricordasse e accanto ad essa ci fosse una moschea. La türbe, tra le più belle dell’architettura ottomana, è la parte che fu completata più rapidamente. È a pianta ottagonale, coperta da una cupola scanalata con fregi con motivi di palmet che circondano la struttura. Nel segmento fra la cupola e il tamburo c’è un fregio formato da palmet.
Su ogni facciata della türbe ci sono due finestre, una sotto l’altra. La türbe è illuminata da trenta finestre. Le finestre in basso sono a stipite rettangolare, ad arco acuto, e hanno un frontone rosa. Le finestre in alto hanno una cornice rettangolare, ad arco acuto. Gli archi qui sono in pietra rossa e bianca. Fra le finestre c’è un fregio scritto in stile celi-sülüs (una scrittura speciale usata sulle pareti delle moschee) con i versi delle pregherie presenti nelle sure del Corano chiamate Fatiha, Tekasür, Ihlâs e Zümer. Le vetrate creano giochi di luce di diverse forme geometriche.
Si può raggiungere la porta d’ingresso mediante una volta a specchio ad est della türbe. Questa porta fatta di marmi colorati è disegnata da silme ed è circondata da una nicchia ad arco di Bursa. Sull’arco della porta c’è un’epigrafe rettangolare su cui è scritto:
Alla fine in questa vita mondana nessuno né i colti né i plebei rimarranno fino all’eternità come il Principe che ha fede profonda e vive in questo mondo. Dio, il potere unico, lo benedica nell’aldilà e Il Principe dorma bene e riposi in pace per volontà di Dio. La vita del Sultano sia lunga. Data della morte del Principe anno 950 (secondo il calendario musulmano 1543) per volere di Dio.
La türbe ha un ornamento molto ricco. Ci sono due lastre rivestite da ceramica sulle pareti esterne e ai lati della porta d’ingresso. Sulle ceramiche ci sono motivi botanici del XVI secolo e iscrizioni in scrittura sülüs. Sulle lastre di marmo che sono a sinistra e a destra della porta d’ingresso ci sono delle scritte in celi-sülüs e le sure Rad e Zümer. Inoltre, sulle alte finestre c’è una scritta Esma-ül Hüsna (i 99 nomi e attribuiti di Dio). Le ceramiche all’interno della türbe sono in grigio, rosso, bianco grigiastro e hanno anche vari disegni di fiori, rami intrecciati, loti e palmet.
Sul sarcofago si trova un trono intarsiato in avorio. Questo trono fu voluto da Solimano il Magnifico e testimonia che avrebbe voluto che Mehmet gli succedesse.
Nella türbe riposano anche il fratello di Mehmet, il principe Cihangir, morto nel 1553, e la figlia di Mehmet, la principessa Hümasah; un quarto sarcofago non è stato identificato.

Caratteristiche architettoniche della Sehzade Camii

Il più importante elemento tecnico della moschea è l’aggiunta di quattro semicupole alla cupola centrale.
La moschea è a pianta quadrata. È coperta da una grande cupola e da quattro semicupole intorno alla cupola centrale. Ai quattro angoli ci sono semicupole e quattro piccole cupole. Tutte queste cupole sono sormontate da quattro grandi pilastri quadrati. La cupola sostenuta dagli archi poggianti su quattro grandi pilastri quadrati ha un diametro di 19 metri e un’altezza di 37 metri. Quarti di cupole furono aggiunte alle quattro semicupole. In ogni angolo c’è una piccola cupola. Con questo disegno le pareti esterne che sopportano il carico della cupola principale producono un effetto di movimento. Nel cerchio della cupola attirano l’attenzione una serie di finestre ad arco a tutto sesto; un sistema di finestre a tre livelli, sporgenti nella facciata di Qibla, e una galleria. C’è un mahfil riservato al sultano e al müezzin.
In questa costruzione Sinan, per la prima volta, attraverso la creazione di una struttura ideale con quattro semicupole, realizzò  (17) il sogno degli architetti rinascimentali. In questo edificio permangono caratteristiche architettoniche del primo periodo accanto agli elementi classici successivamente riproposti. Furono inoltre risolti i problemi del sistema di copertura superiore. La moschea acquista una forma piramidale con le sezioni longitudinali e latitudinali e le linee verticali suscitano nei visitatori un sentimento di ascesa verso il cielo, creando un’atmosfera mistica.
Le decorazioni della moschea furono realizzate con disegni originali, lontani dalla semplicità di quelle del XV; la policromia diviene elemento di differenziazione. All’interno le decorazioni in gesso e ceramica uniscono armoniosamente diverse tecniche e diversi materiali. Il mihrab di marmo, il minber e il mahfil sono pieni di elementi che mostrano le caratteristiche comuni delle decorazioni architettoniche classiche ottomane del XVI secolo.
Il cortile esterno ha sei porte. La sua estensione è pari a quello dell’interno della moschea, e anch’esso è diviso in moduli 5 x 5. La zona all’aperto, che è equivalente per estensione a quelo dell’apertura della cupola, è diviso in moduli 3 x 3. L’altezza e la grandezza della cupola sono uguali. Lo sadirvan ottagonale situato nel centro del cortile è grande come il modulo 5 x 5. La grandezza e l’altezza delle cupole del portico sono uguali; esse hanno le stesse dimensioni delle cupole del piano della moschea. Le colonne del portico situate sui marmi e sui porfidi sono 12, mentre il numero delle cupole che coprono i portici è 16. Nel complesso, il cortile della Sehzade Camii, assieme al cortile della Bayezid Camii, è ritenuto uno dei più armoniosi cortili dell’architettura ottomana. Un’importante innovazione è data dalle gallerie lungo le facciate laterali usate per la prima volta al posto di possenti pareti massicce. Nelle facciate esterne, inoltre, furono aggiunti per la prima volta portici.
La Sehzade Camii è l’opera più elaborata di Sinan per quanto riguarda le decorazioni. La porta della moschea e i due minareti con due serefe sono le parti più interessanti. I minareti sono a rigatura, a rilievo e intarsiati di pietre sotto i serefe. La semplicità che Sinan perseguì con cura nei minareti e in generale nelle moschee successive non c’è ancora, o non vuole esserci, nella Sehzade Camii. Il mondo colorato e l’entusiasmo giovanile del giovane principe defunto è riflesso nell’architettura e nelle decorazioni architettoniche dei luoghi interni e esterni e dei minareti.



 
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Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

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peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

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