L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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raccolto_pomodoriUna struttura ricettiva per giovani

Nuovo ostello della gioventù al Quartiere Ostiense, Roma

Tesi di laurea di Marianna Fagiani
Relatore Marina Pia Arredi

fagiani_tIl progetto si inserisce nello scenario del Progetto Urbano Ostiense Marconi, delineato all’interno del nuovo Piano Regolatore di Roma. Lo scopo del Progetto Urbano, avviato nel 2000, è quello di fare di quest’area in radicale trasformazione una Centralità urbana, valorizzandone i punti di forza, come la presenza di luoghi ricchi di memoria e di identità, l’accessibilità al trasporto su ferro, la possibilità di trasformazione dei luoghi, il definitivo assetto delle nuove sedi universitarie, una spontanea vocazione culturale e ricreativa proiettata verso una realtà “giovane”.


 Tale obiettivo è perseguito attraverso il recupero e la riconversione delle numerose aree industriali distribuite lungo via Ostiense, viale Marconi e le due rive del Tevere, comprese tra ponte Testaccio e Valco San Paolo. Allo stato attuale sono numerosi i progetti già decollati tra cui il recupero dell’ex-Mattatoio con l’inserimento di una nuova sede del MACRO e la realizzazione della “Città dell’Altra Economia”, il progetto di recupero degli ex-Mercati Generali con la realizzazione della “Città dei Giovani”, il progetto per il nuovo Mercato Rionale di Testaccio e per il Parco Urbano di Monte dei Cocci.
In tale scenario, racchiusa tra il fiume Tevere e la via Ostiense, connotata dalla presenza dei grandi impianti industriali dismessi dell’ex Officina del Gas, era prevista la realizzazione della “Città della Scienza”, progetto che non ha poi trovato esito se non nella realizzazione di un ponte pedonale, attualmente in via di completamento. L’area delle ex Officine del Gas è dotata di una forte identità e un grande valore figurativo, rappresentato soprattutto dalla struttura del Gazometro. Rappresenta tuttavia una frattura tra i due quartieri, che non può essere sanata se non attraverso un lavoro di ricucitura, mediante la “bonifica” del sito e l’inserimento di nuove funzioni catalizzatrici, capaci di immettere il sito nel circuito delle nuove numerose attrazioni previste nell’ambito del Progetto Urbano e di farne un punto di snodo fondamentale che riapra il dialogo tra i due quartieri.
Il progetto prevede quindi da un lato la bonifica dell’area attraverso il disegno di un nuovo scenario urbano articolato in piazze, spazi attrezzati e ambiti verdi, che ripristini l’accessibilità al sito da entrambi i quartieri; dall’altra la realizzazione del nuovo Ostello della gioventù come funzione principale e caratterizzante dell’area.
Nel progetto l’edificio dell’Ostello diventa il cuore del nuovo disegno dell’area, il punto focale di percorsi e piazze che articolano il lotto in modo da creare una trama che si riconnetta al tessuto circostante e che dialoghi con l’altra sponda del Tevere.
L’edificio si compone di due parti: una piazza coperta, accessibile da ogni lato, sotto la quale si concentrano una serie di servizi (ristorante, shop e sala conferenze) usufruibili sia dagli ospiti dell’Ostello che dai fruitori dell’area, mentre la struttura ricettiva è articolata in un edificio di nove piani che si innesta direttamente sulla piazza coperta che ne costituisce il basamento. Il piano terra e il primo piano dell’edificio sono dedicati agli ambienti che ospitano i servizi accessori utilizzati dagli ospiti e necessari al soggiorno (sale comuni, cucine comuni, lavanderia, spazi per lo svago e l’intrattenimento), ambienti che dialogano direttamente con la piazza coperta, mentre i piani superiori ospitano le camere e gli appartamenti.
Nel progetto si cerca di indagare a fondo le esigenze del tipo di utenti ospitati nella struttura e di metterle in relazione al contesto in cui l’intervento viene realizzato. L’intento è quello di soddisfare le esigenze funzionali e di comfort richieste dal tipo di struttura, tenendo conto dei differenti livelli di privacy richiesti di volta in volta in relazione alle molteplici attività svolte nella struttura. Dalla funzione più individuale del riposare a quella collettiva dello stare insieme e socializzare, concependo l’ostello non solo come un luogo dove trovare riparo e accoglienza ma come un luogo di scambio e conoscenza.
Lo studio affronta quindi differenti scale di approfondimento: dall’inserimento della struttura nel contesto urbano si passa alla definizione di una zona filtro (piazza coperta) per poi concentrarsi sulla struttura ricettiva, dall’articolazione degli ambienti che ospitano i servizi comuni fino ad arrivare allo studio di differenti tipologie di camere e degli spazi di distribuzione.
Marina Pia Arredi
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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