L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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scritti_broccoliLa via italiana al paesaggio

Attualità della lezione di Emilio Sereni

Alessandro Camiz

sereni_tQuando ero piccolo mia nonna, Elena Tagliacozzo, mi raccontava le gesta eroiche della famiglia Sereni alla quale era legata da antica amicizia e parentela. Nel mio immaginario infantile Enzo Sereni, fratello di Emilio, socialista e sionista, co-fondatore del kibbutz Givat Brenner, partigiano della brigata ebraica morto a Dachau nel 1944, aveva assunto addirittura le sembianze di un eroe omerico. “Avevano deciso di realizzare il socialismo in Israele” mi raccontava sempre e le rocambolesche avventure di Enzo in Europa e in Israele, la sua partecipazione alla resistenza in Italia, assumono oggi un aspetto ancor più interessante se messe a confronto con il lavoro profondamente riformista del fratello Emilio.


Nato a Roma nel 1907, Emilio aderisce insieme al fratello Enzo al movimento sionista. Si laurea in agraria all'Istituto Superiore Agrario di Portici nel 1927 con una tesi sulla Colonizzazione agricola ebraica in Palestina: a Portici entra in contatto con Manlio Rossi-Doria e poi a Londra con Carlo Rosselli. È al termine degli studi universitari che Emilio, forse per il contatto con il tessuto sociale agricolo campano, sceglie di aderire al Partito Comunista Italiano. Sin dal 1928 partecipa alle attività del Partito ma viene arrestato dal regime fascista nel 1930. Condannato a 15 anni passa il tempo della prigionia dedicandosi allo studio, fino a quando, beneficiando dell'indulto, riesce ad essere liberato nel 1935. Dall'Italia fascista si sposta a Parigi dove continua l'attività politica, messo sotto accusa di trozkismo da Giuseppe Berti, viene arrestato dalla polizia di Stalin durante un viaggio a Mosca nel 1937: solo un atto di sottomissione gli consentirà di essere liberato; una lettera di autocritica indirizzata a Stalin forse suggerita dallo stesso Togliatti. É chiaro come questo episodio abbia condizionato fortemente la rigidezza di certe sue successive posizioni politiche. Nel 1940 con l'arrivo dei tedeschi a Parigi Mimmo, come viene amichevolmente soprannominato, si trasferisce a Tolosa. Nel 1941 fonda il Comitato d’azione per l’unione del popolo italiano insieme a Nenni, Saragat, Trentin e Fausto Nitti. Pochi anni dopo nel 1943 viene nuovamente arrestato dalle milizie italiane e condannato a 18 anni di reclusione. In custodia presso le SS riesce a scampare in modo rocambolesco alla fucilazione nel 1944 quando viene liberato dai suoi compagni. A Torino entra a far parte del CLN per conto del Partito Comunista e partecipa attivamente alla liberazione di Milano. Nel 1946 diventa membro del Comitato Centrale e della Direzione del PCI. Il 2 giugno è eletto membro dell’Assemblea Costituente della Repubblica e diventa ministro dell’Assistenza postbellica nel II governo De Gasperi. Nel 1947 è ministro dei Lavori Pubblici nel III governo De Gasperi e l'anno successivo viene eletto senatore della Repubblica per la I legislatura. In Senato s'impegna soprattutto sui temi dell'agricoltura e della difesa dei contadini. All’ottavo congresso del PCI propone di dare la proprietà privata della terra anche a chi la lavora, come base della costruzione di una «via nazionale» italiana al socialismo. Nel 1955 la direzione del PCI lo nomina presidente dell’Alleanza Nazionale dei Contadini, in questi anni si concentra l'attenzione di Sereni sull'agricoltura italiana. Nel 1957 pubblica il volume Note per una storia del paesaggio agrario emiliano: l'anno successivo è rieletto al Senato. Nel 1961 pubblica la sua fondamentale opera Storia del paesaggio agrario italiano, ancora oggi un caposaldo scientifico della disciplina. Nel 1967, in occasione della guerra dei sei giorni prende apertamente posizione contro la politica israeliana, suscitando vivaci reazioni nella comunità ebraica. Nel 1968 è rieletto deputato e su Critica Marxista, di cui dal 1966 è direttore, interviene nel dibattito politico. Nel 1972 ispira la fondazione dell’Istituto Alcide Cervi. Muore a Roma il 20 marzo 1977.

Nel 2007 è stato celebrato il doppio anniversario del centenario della nascita (Roma 13 agosto 1907) e il trentennale della morte (Roma 20 marzo 1977) con numerosissime iniziative tra le quali occorre ricordare: il 24 marzo, al Museo Cervi di Gattatico, il seminario Una Biblioteca come biografia. La biblioteca e l'archivio di Emilio Sereni: patrimonio della cultura italiana. Il 28 giugno a Napoli, alla Facoltà di Architettura dell'Università Federico II, il convegno Emilio Sereni 1907-2007: La storia del paesaggio agrario italiano. Il 26 e 27 Ottobre a Portici, alla Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, il convegno Emilio Sereni 1907-2007. Gli atti di questo ultimo sono stati recentemente pubblicati nel volume Emilio Sereni ritrovare la memoria, a cura di A. Alinovi, A. Santini, E. Buondonno, F. Soverina, L. Volpe, con in appendice l'inedita tesi di laurea La colonizzazione agricola ebraica in Palestina. L’archivio personale di Emilio Sereni si trova oggi in parte presso l'Istituto Gramsci, mentre la parte sull'agricoltura e il paesaggio è depositata nell'Archivio Sereni presso l'Istituto Alcide Cervi a Gattatico, accanto alla residenza dei fratelli Cervi, martiri della Resistenza.

La Fondazione Cervi ha recentemente istituito una Summer school dedicata alla memoria di Emilio Sereni. La prima edizione nel 2009 si è occupata del Paesaggio agrario italiano protostorico e antico. Nella seconda edizione del 2010 la scuola, diretta dal Prof. Antonio Brusa, era dedicata al Paesaggio Agrario Medievale, con la partecipazione dei più importanti storici del medioevo e oltre 100 studenti provenienti da tutta Italia. La terza edizione della Summer school Emilio Sereni si svolgerà presso la Biblioteca Archivio Emilio Sereni a Gattatico (Reggio Emilia) dal 23 al 28 agosto 2011, con il titolo La costruzione conflittuale dei territori  Pratiche, poteri e rappresentazioni nella lunga Età moderna, con la direzione scientifica di Biagio Salvemini e il Patrocinio della Provincia di Roma. Pertanto suggeriamo vivamente a tutti coloro che si occupano attivamente di paesaggio di frequentare la Summer school. "Emilio Sereni".
Il rapporto costante tra politica militante e studio, soprattutto lo studio della storia del paesaggio agrario, porta quindi Sereni a intravedere con grande lungimiranza un paesaggio inteso soprattutto come luogo di produzione agricola e quindi come traccia visibile dei rapporti di produzione e dei conflitti tra classi. Secondo la nostra interpretazione orientata del pensiero di Sereni, egli suggerisce una via materialista per lo studio del paesaggio italiano, il paesaggio non è quello che l'uomo percepisce, non è quindi una sovrastruttura ma sostanzialmente è piuttosto un insieme organico di strutture, ovvero quello che l'uomo, lavorando, trasforma, o meglio "quella forma che l'uomo, nel corso ed ai fini delle sue attività produttive agricole, coscientemente e sistematicamente imprime al paesaggio naturale" (Sereni 1961). L'attualità del pensiero di Emilio Sereni sta nell'aver invocato una via italiana al socialismo basata sulla piccola proprietà agricola, ma soprattutto nell'averci chiaramente indicato la via italiana al paesaggio.

Annotazioni bibliografiche: Emilio Sereni e la storia del paesaggio

La questione agraria nella rinascita nazionale italiana, Torino 1946.
Il capitalismo nelle campagne (1860-1900), Torino 1947.
Il sistema agricolo del debbio nella Liguria antica, “Memorie dell'Accademia Lunigianese di scienze, lettere ed arti Giovanni Capellini”, 1953, pp. 11-29.
Città e campagna nella storia d'Italia, Roma 1954.
La comunità rurale e i suoi confini nella Liguria antica, Bordighera 1954.
Comunità rurali nell'Italia antica, Roma 1955.
Vecchio e nuovo nelle campagne Italiane, Roma 1956.
Note per una storia del paesaggio agrario emiliano, Milano 1957.
Storia del paesaggio agrario italiano, Roma-Bari 1961 (ristampa 2010)
Per la storia delle più antiche tecniche e della nomenclatura della vite e del vino in Italia, Firenze 1965.
Strutture e “blocco storico”. Città e campagne nell'Italia preromana, “Critica marxista”, n. 3, 1966, pp. 73-100,
Prefazione a Max Weber, Storia agraria romana dal punto di vista del diritto pubblico e privato, Milano 1967, pp. 9-21.
Città e campagna nell'Italia preromana, in: Atti del Convegno di Studi sulla città etrusca e italica preromana, Imola 1970, pp. 109-128.
Agricoltura e mondo rurale, in Storia d’Italia. Vol.I. I caratteri originali, Torino 1972, pp.135-252.
Terra nuova e buoi rossi e altri saggi per una storia dell'agricoltura europea, Torino 1981.


Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
CAMIZ Alessandro 2011-07-04 n. 46 Luglio 2011
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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