L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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raccolto_pomodoriLa riqualificazione del palazzo ex-Ina e di piazza San Giovanni a Ragusa

Tesi di laurea di Saverio Nicastro
Relatore Marina Pia Arredi
Correlatore Eugenio Arbizzani

nicastro_tLa tesi di laurea nasce dall’esperienza del concorso internazionale di architettura bandito dal Comune di Ragusa nel 2009; il bando di concorso si apriva riconoscendo la difficile situazione di degrado e decadimento funzionale in cui versa il centro storico di Ragusa superiore e riguardava, in sintesi, la ri-funzionalizzazione a struttura ricettiva di lusso di un edificio a carattere direzionale eretto negli anni ’60 in piazza San Giovanni, nonché la valorizzazione della piazza stessa e dell’immediato intorno.

 


Il tema del recupero del patrimonio edilizio esistente di carattere non monumentale è quanto mai attuale nella realtà delle città italiane; la richiesta di alloggi, di servizi, di edifici e spazi pubblici per la collettività aumenta e la risposta, se non nulla, è troppo spesso rappresentata dalla semplice e cieca espansione della città “nuova”, con conseguenze negative visti i costi di urbanizzazione necessari all’espansione stessa, la mancanza di identità dei nuovi quartieri, l’abbandono e il decadimento funzionale dei centri storici che ne deriva.
Antecedentemente all’elaborazione della proposta progettuale e considerando la posizione centrale dell’area oggetto dell’intervento, la prima parte del lavoro di tesi si è concentrata su approfondite analisi urbanistiche, socio-culturali ed economiche della città e in particolare del quartiere San Giovanni.
L’intervento progettuale ha risposto alle indicazioni del bando proponendo però una diversa destinazione d’uso per l’edificio preesistente, convinti che la creazione di un albergo di lusso non rappresentasse la soluzione più efficace per far fronte al degrado e ai problemi del centro storico di Ragusa superiore.
Se è vero che la città di Ragusa sta vivendo in questi anni un vero e proprio “boom” nel settore turistico, è altresì vero che sono già presenti, in questa parte degradata del centro storico, diverse strutture ricettive di alto e medio livello, strutture attente più al confort dell’ospite che non agli interessi della collettività.
Ragusa manca oggi di una biblioteca “attiva”, di una mediateca, di un centro culturale e di socializzazione per i giovani, di spazi pubblici dedicati agli anziani, di un centro di promozione turistica adeguato alle  potenzialità dell’area e, non ultimi, di spazi di socializzazione e integrazione per la sempre più numerosa comunità straniera.

ri_medi@ … un’occasione di rinascita per il quartiere San Giovanni attraverso la creazione di un centro culturale e di una mediateca

Essendoci posti come obiettivo principale la creazione di un luogo pubblico capace di attirare e coinvolgere un target ampio ed eterogeneo di persone, si è così pensato di trasformare il preesistente palazzo ex-Ina in un centro culturale che potesse ospitare al suo interno diverse attività rivolte sia alla popolazione del quartiere che all’intera città ed alla comunità straniera, sia all’infanzia e agli studenti che alla popolazione anziana.
Tale ambizioso obiettivo ha posto la necessità di un attento studio dei flussi e della distribuzione funzionale in modo da permettere, all’interno dell’edificio, la convivenza armoniosa di svariate attività: uno spazio autogestito dai ragazzi per attività di tipo culturale (“officine culturali”), un auditorium da 140 posti, un punto di informazione turistica con noleggio di veicoli “verdi” per tour della città, una mediateca (ri_medi@), una caffetteria/lounge bar sulla piazza ed un ristorante panoramico.
L’intervento progettuale è riuscito poi nel recupero della corte interna oggi abbandonata (resa accessibile da via M. Rapisardi), e nel collegamento di questa con l’antica piazza San Giovanni; in particolare, per l’arredo urbano della piazza, si è operata una scelta rispettosa del contesto, prevedendo una semplice ripavimentazione in pietra, delle sedute in acciaio cor-ten e pietra (mobili ed eventualmente removibili in caso di eventi), e mantenendo i corpi illuminanti originali di inizio novecento.
Dell’edificio preesistente si è scelto di demolire, oltre che le volumetrie superiori, tutta la “fascia” posteriore che, oltre ad essere caratterizzata da una struttura assolutamente irregolare e disordinata, incombeva sul palazzo ottocentesco preesistente su Corso Italia e nascondeva la suddetta corte interna.
Entrando a livello della piazza si ha da un lato la caffetteria/lounge bar, dalla quale si raggiunge il ristorante panoramico, e dall’altro lato lo spazio di accoglienza della mediateca, gli spazi amministrativi della stessa, la sala ricerca e l’emeroteca.
Il collegamento tra la piazza e la corte interna avviene attraverso un passaggio pubblico pavimentato come la piazza ma interno all’edificio stesso: tale scelta progettuale, che “costringe” il pubblico ad entrare all’interno dell’edificio, favorisce l’interazione del centro culturale con il suo immediato intorno.

 

Il primo ed il secondo livello dell’edificio sono destinati alle molteplici attività ed aree tematiche della mediateca; al primo livello si può arrivare attraverso una rampa che, attraversando quasi per intero l’edificio in senso longitudinale, offre un esperienza “ascensionale” fatta di prospettive molteplici e di tagli di luce particolari.
I prospetti dell’edificio sono caratterizzati dalla trasparenza a piano terra, con la trama degli infissi che segue il ritmo pieno/vuoto del sagrato sulla piazza, e dall’aspetto massivo del volume della mediateca trattato con la pietra di Noto a ricorsi irregolari; il volume presenta delle aperture rade e regolari sul prospetto principale, dominato dalla grande apertura “strombata” in corrispondenza della scalinata della piazza mentre è lavorato con aperture irregolari e frequenti sul prospetto verso la corte interna esposto a sud-est.
Il tema della “strombatura” delle finestre ricorre su tutti i prospetti e, oltre ad “allargare” le viste sulla piazza e sull’intorno, richiama, con la sua finta prospettiva, la teatralità tipica del barocco ed accentua le variazioni cromatiche della bellissima pietra locale.

[...] solo la pietra appariva bella nella sua magrezza e nudità di conchiglia. Lesta, se il tramonto ci batteva sopra, a invermigliarsi come una guancia (Gesualdo Bufalino).

Marina Pia Arredi
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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