L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Carlo Rainaldi

Architetto e musico romano

1611-1691

In occasione del quarto centenario della nascita

Introduce e coordina
Francesco Moschini

Commemorazione
Paolo Portoghesi

Intervengono
Federico Bellini, Simona Benedetti, Richard Bösel, Christoph Luitpold Frommel, Tommaso Manfredi, Augusto Roca De Amicis

Coordinamento dell’iniziativa a cura di Ilaria Giannetti e Luca Porqueddu

Mercoledì 4 maggio 2011, ore 17.30

Accademia Nazionale di San Luca
Roma, piazza dell’Accademia di San Luca 77
tel. 06.6798850 06.6798848

rainaldiIl quattro maggio si terrà all’Accademia Nazionale di San Luca un incontro dedicato a Carlo Rainaldi - Architetto e musico romano 1611-1691. Introdotti da Francesco Moschini, dopo la commemorazione di Paolo Portoghesi sulla figura di Carlo Rainaldi, interverranno Federico Bellini, Simona Benedetti, Richard Bösel, Marcello Fagiolo, Christoph Luitpold Frommel, Tommaso Manfredi, Augusto Roca De Amicis. L’incontro, a quattrocento anni dalla nascita di Carlo Rainaldi, si propone come un’occasione per riconsiderare, attraverso le architetture e le musiche, una delle figure più rilevanti e meno studiate del barocco romano.
Nato il 4 maggio 1611, Carlo Rainaldi sebbene appartenga ad una generazione diversa de quella dei tre iniziatori del barocco, Bernini, Borromini e Pietro da Cortona, è autore di opere altrettanto sostanziali alla costruzione dell’immagine della città papale nel XVII secolo: dai primi progetti insieme al Padre Girolamo, tra cui quello del Palazzo Nuovo in Piazza del Campidoglio e il Palazzo Pamphilj a Piazza Navona, al lavoro nelle grandi fabbriche di Santa Maria in Campitelli, Santa Andrea della Valle, delle chiese gemelle di Piazza del Popolo, di Santa Maria Maggiore e di Santa Agnese in Agone.
Agli studi sull’opera di Rainaldi architetto, si affianca la recente attenzione e riscoperta per il Rainaldi musicista, legato per lo più a ricerche degli ultimi cinquanta anni. La catalogazione della sua produzione, che comprende soprattutto cantate profane per soprano e basso continuo - accanto a due Lectiones della prima Lamentatio di Geremia per la settimana Santa, ha permesso di mettere in luce un corpus delle composizioni che consta oggi di una ventina di manoscritti databili tra il 1640 e il 1670.
Accademico di Santa Cecilia, come musico, e di San Luca, come architetto, Carlo Rainaldi sovrappone l’educazione musicale, “i cimenti creativi nel campo della musica” ad una pratica architettonica che testimonia un “modo di comporre che ammette correzioni di rotta anche durante la esecuzione e considera lo spazio interno come realizzazione di un percorso psicologicamente programmato”. L’attenzione del Rainaldi musicista per la potenzialità del testo che sottolinea, nelle cantate, con effetti arditi, secondo le note modalità della retorica barocca fatta di simmetria ma anche di variatio e ripetitio, si traduce nella sua architettura,  musica muta, costruzione ante litteram della definizione Goethiana.
La contemporaneità dell’esercizio nella scrittura musicale e della pratica del costruire porta Carlo Rainaldi a definire la sua opera in una concezione artistica globale, dove l’accostamento tra l’architettura e la musica si configurano come i termini di una sola grande narrazione. Se nei duetti (Chi dice che il foco e Che dici amore?) Carlo Rainaldi musico indaga il tema del doppio attraverso la costruzione di strofe definite da una struttura data dall’alternanza e sovrapposizione delle due voci, Carlo Rainaldi architetto interroga lo spazio di Piazza del Popolo attraverso la costruzione di due chiese gemelle - Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria in Monte Santo, la cui simmetria speculare è continuamente messa in crisi da serrati e sottili scarti.
Allo stesso modo la tangenza tra composizione musicale e scrittura architettonica articola lo spazio interno di Santa Maria in Campitelli, nel suo formarsi come  luogo di un’emozione collettiva, di un’aspirazione al sacro che è impossibile restituire attraverso un’immagine precostituita. Come il suono, questa architettura, si costruisce  attraverso continue evoluzioni: si svolge e si dilata, sviluppandosi in altezza e ritornando. Le logiche della composizione musicale si inverano, qui, nella realtà della costruzione attraverso una affinità elettiva tra le “sottolineature espressive che non disdegnano le dissonanze” e “le ardite connessioni di  spazi centrali e longitudinali leggibili in un itinerario che interpreta – come scrive Paolo Portoghesi - il movimento processionale dei pellegrini”.  Di quest’opera, la più importante delle architetture rainaldiane – costruita per scongiurare la peste nel 1662, scriverà dunque Giulio Carlo Argan: “Con le forme della sua architettura mira a produrre un’emozione collettiva così come la musica che accompagna le funzioni tende a determinare uno stato d’animo collettivo: uno stato d’animo in questo caso, di liberazione da una minaccia incombente, da un incubo. Questo crediamo, a volerlo esaminare dal punto di vista della mozione degli affetti, è il pathos della chiesa di Santa Maria in Campitelli. Il mezzo della persuasione è il discorso, e per la prima volta una architettura non è sviluppata come la dimostrazione di un teorema o come la rappresentazione dello spazio universale, ma come un discorso”.
Il sodalizio tra architettura e musica – come due “modi di comunicazione umana” - trova ulteriore consolidamento nel probabile incontro, durante l’apprendistato agli studi di musica al Collegio Romano,  tra Carlo Rainaldi e Virgilio Mazzocchi. Celebre l’aneddoto che vuole il noto musicista della Scuola Romana accompagnare i suoi allievi sotto Porta Angelica ad ascoltare l’eco straordinaria e sondare la mutua dipendenza tra effetto acustico e morfologia architettonica.  In un discorso inverso, il moltiplicarsi dei suoni, che raddoppia il valore espressivo della musica, si concretizza negli spazi rainaldiani, nella sovrapposizione estetica di una continua dilatazione e nella contrazione delle masse e degli invasi, sistole e diastole di un incessante movimento ritmico sul quale scrivere l’armonia architettonica. Gli spartiti della Scuola Romana, allo stesso modo, testimoniano un’attitudine all’articolazione del canto da diverse posizioni – i diversi coretti di una chiesa – da cui  suonatori e cantanti fanno pervenire il loro suono, in un gioco di rimandi nello spazio che la musica moderna ha cercato ripetutamente di replicare.

Ilaria Giannetti, Luca Porqueddu
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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