L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Prefazioni

Ogni giardino pubblico o privato, degnamente manutenuto, esercita su noi tutti una sorta di attrazione e curiosità, di fascino che non sfuggì nemmeno agli antichi, se si pensa che in un giardino fu immaginato l'Eden, il primo paradiso, e che nei giardini furono spesso luoghi di culto ed origine dei miti.
D'altronde ogni epoca della storia concepisce a propria immagine i suoi giardini, talvolta privilegiando la spontaneità della natura scapigliata e selvaggia, talaltra addomesticandola a fini di ordine e linearità. Così come ogni età della vita vi trova una rispondenza alle proprie esigenze: nel chiaroscuro degli alberi il bambino sbriglia la sua immaginazione, l'adulto cerca rifugio dallo stress quotidiano, l'anziano un impegno all'aria aperta. Né deve sfuggire che, oggi, il giardino viene usato persino a scopo terapeutico per persone diversamente abili.
Non possiamo inoltre dimenticare che il giardino si sposa bene all'arte figurativa, cui fornisce sfondi per le opere scultoree, alla musica, cui presta le sue atmosfere per audizione di concerti (ad es. i Giardini di Villa Rufolo a Ravello), alla letteratura poetica o narrativa e persino alla cinematografia, cui offre singolari ambientazioni (Il giardino segreto di Agnieszka Holland e L'anno scorso a Marìenbad di Alain Resnais).
Per tutte queste ragioni, il giardino necessita di una progettazione artistica mirata in armonia con il paesaggio, di una scansione scenica di forme, colori, profumi, suoni e giochi d'acqua, ma abbisogna altresì di un continuo lavoro che tenga conto dell'ambiente e del ritmo delle stagioni.
L'Università degli Studi della Tuscia ospita dal 2001 un Master di II livello per la formazione di Curatore di Parchi, Giardini ed Orti Botanici.
Nel quadro delle attività del Master sono stati avviati, in collaborazione con l'Assessorato all'Ambiente del Comune di Roma, dei tirocini con lo scopo di arricchire le possibilità formative e la preparazione professionale dei discenti. Tali attività forniscono inoltre per l'Amministrazione Pubblica la possibilità di acquisire una serie di approfondimenti scientifici e tecnici relativi ad aree di straordinario interesse storico e paesaggistico.

Prof. Francesco Saccardo
Direttore del Master ‘Curatore di Parchi, Giardini e Orti Botanici’

Il ruolo dei Cantieri Studio nella formazione della figura del curatore

L'acquisizione di una preparazione nell’ambito della realizzazione e gestione degli spazi verdi presuppone un approccio integrato a diverse discipline che ne costituiscono gli ambiti di intervento. Solo l'apprendimento di una metodologia interdisciplinare consente di raggiungere la capacità di giudizio e di operatività indispensabili a qualificare la propria competenza professionale. In tale ottica, nel percorso formativo della figura del Curatore degli spazi verdi, assume significato l'alternanza delle lezioni accademiche con l'operatività sul campo. L'esperienza dei Cantieri Studio ha trovato nella collaborazione tra il Comune di Roma (Assessorato alle Politiche Ambientali e Agricole, Assessorato alle Politiche Culturali, Dipartimento X Servizio Giardini e Sovraintendenza Comunale ai Beni Culturali - Servizio Ville e Parchi Storici) e l'Università degli Studi della Tuscia una delle sue più profique espressioni.
Il Cantiere Studio può essere realizzato in aree verdi, giardini e parchi contemporanei urbani e periurbani, giardini storici e alberature, gestite prevalentemente da Enti pubblici dove sono condotti interventi ordinari e straordinari  di gestione  ritenuti di rilevante interesse per arricchire le conoscenze specifiche dei curatori. Il Cantiere Studio permette il confronto tra diverse tipologie di intervento nelle fasi di recupero, riqualificazione e gestione, consentendo di condurre presso questi siti esercitazioni collegiali sugli aspetti pratici e concreti di intervento, che possono spaziare dall'ambito agronomico a quello della gestione manageriale. I Cantieri Studio, inoltre, offrono opportunità di tirocinio individuali o di gruppo, momenti formativi particolarmente utili al fine del completamento di una competenza professionale in cui arte, scienza e cultura trovino la loro espressione incentrata su una continua capacità di relazionarsi con figure professionali diverse.
L'obiettivo proposto viene raggiunto unicamente garantendo l'accesso a ambiti di attività diverse. In particolare viene  ritenuto di primaria importanza il confronto sugli aspetti progettuali del restauro vegetazionale dei giardini, rappresentando la capacità di composizione e gestione delle architetture vegetali, inquadrata in un preciso contesto storico e culturale, una delle caratteristiche peculiari del Curatore. Inoltre, altri ambiti di attività riguardano le problematiche di gestione del patrimonio vegetale, che naturalmente coinvolgono aspetti tecnici di diversa natura, agronomica, fitopatologia, economica e sociale. Infine, la discussione collegiale delle problematiche e delle esperienze individuali completa la filosofia della frequenza del cantiere studio che porta spesso alla formulazione di nuove e migliorative proposte di intervento basate su criteri integrati.
Lo studio di riqualificazione del 'Giardino dei Cedrati' di Villa Doria Pamphili, presentato in questo volume, esprime il risultato di armoniosa  integrazione e sinergia di competenze e creatività.

Prof.ssa Rita Biasi e Prof. Gabriele Chilosi
Coordinatori delle attività dei Cantieri Studio

Un giardino nel giardino: questo il carattere proprio del Giardino dei Cedrati di Villa Doria Pamphilj, adibito alla collezione di agrumi, la più nobile e preziosa delle coltivazione di frutti. Ancor più, nel caso degli agrumi, le tecniche di lavorazione e di manutenzione condizionavano i metodi di impianto e di conseguenza le varie tipologie progettuali che comprendevano serre e ripari per l'inverno.
Opportunamente i Corsisti del Master hanno ricercato con coerenza i modelli produttivi delle varie epoche storiche per riproporre una collezione di agrumi dove già si coltivavano i melangoli nei pressi della Villa Vecchia.
Le pratiche orticole ed agronomiche hanno infatti contribuito a creare i modelli che sono di riferimento per l'arte del giardino. Villa Doria Pamphilj infatti, come altre Ville del suo tempo e dei periodi successivi, è stata in alcune zone definite campo di sperimentazione orticolturale e luogo di gestione economica. La composizione e l'articolazione degli spazi e delle funzioni corrispondeva ad una tipologia dei luoghi che avevano un nome, un uso riconosciuto, per utilità, per diletto o per rappresentanza. Alla fine del XVII secolo, scrivevano i cronisti, a Villa Doria Pamphilj si trovavano boschi, piantate di pini, conserve per gli animali e siti ameni per cacciare, fontane di ogni tipo, giardini di fiori rari, collezioni di agrumi e piante esotiche.
Il sistema delle Ville che faceva corona dentro e appena fuori le mura di Roma, tra paesaggio urbano e semiurbano, era riconosciuto come una delle peculiarità maggiori della città eterna. La rete dei collegamenti viari, i muri di cinta con i grandiosi portali, i giardini di delizia e le raccolte antiquarie, gli acquedotti, gli squarci panoramici, i resti delle antichità che emergevano dal suolo, la campagna e le vigne fin dentro la città, costituivano lo scenario della vita urbana.
Nei giardini cinque e seicenteschi ambiti naturali ed ambiti coltivati erano presenti gli uni accanto agli altri ed entrambi destavano ammirazione e piacere; erano attraversati da viali, arricchiti da splendide fontane e da collezioni di sculture. Come a Villa Borghese, l'avvicendarsi piacevole del colle e del piano, del selvatico e del domestico, rendeva gradevolezza all'ambiente anticipando, attraverso il linguaggio usato dai cronisti dell'epoca, il modello del “giardino-paesaggio” che già si rivelava nel carattere stesso dei luoghi e nell'inselvatichire del patrimonio vegetale.
Da qui l'importanza di studiare e di recuperare questo spazio da sempre adibito a giardino di delizia, il Giardino dei Cedrati, come luogo di coltivazione e di riproduzione, amplificato dalla ricca simbologia legata agli agrumi.
Il lavoro puntuale per l'accurata analisi ambientale, biologica e storica, interpreta la continuità del giardino con una coerente soluzione di base che, lascia aperta più di una possibilità progettuale, nella consapevolezza dei problemi di gestione e di manutenzione che dovranno essere affrontati e che corrispondono alla vita e alla continuità stessa del Giardino.

Arch. Sofia Varoli Piazza
Docente Master ‘Curatore di Parchi, Giardini e Orti Botanici’

Il Giardino del Paradiso tra passato e futuro

Il Giardino dei Cedrati della Villa Doria Pamphilj rappresenta un caso straordinario ed esemplare della vita di un giardino storico: realizzato nel Settecento, con una carica simbolica degna di un hortus conclusus medioevale e rinascimentale, coniuga l’amore per gli agrumi, coltivati in vaso, a terra, su pergola e spalliera, con una notevole capacità architettonica nell’uso di strutture lignee per cocchi e ricchi apparati, con composizioni inserite in prospettive e rimandi che le collegano alla villa ed alla città.
Giardino di Venere e di produzione agricola raffinata, trova i suoi aspetti peculiari nella “delizia” di colori e profumi, nella trasparenza di grate in ferro battuto e di cancelli eleganti, nell’uso sonoro e vitale dell’acqua, nel rapporto con l’antico dell'acquedotto Traiano Paolo.
Ampia è quindi la materia su cui esercitarsi per l’individuazione dei diversi elementi che lo costituiscono ed i vari ambiti disciplinari che compongono il Master hanno avuto terreno propizio di confrontarsi e di concorrere ad una conoscenza approfondita del bene. Il risultato presenta diversi aspetti originali, piuttosto rari nella diffusa bibliografia sui giardini: l’indagine storica ha spaziato dallo studio sull’origine degli agrumi in Italia alla selezione della vasta bibliografia sulla Villa Doria Pamphilj, alle fonti archivistiche, fino ai trattati sugli stessi agrumi, soprattutto Hesperides di Giovanni Battista Ferrari (1646) e Traité du citrus di Giorgio Gallesio (1811); l’analisi pedologica, degli esemplari esistenti, delle variazioni climatiche, dell’indagine a tutto campo sul campo, ha fornito i dati integrati tra loro con l’uso di GIS e di altri sistemi contemporanei.
Tutta l’indagine ha visto la collaborazione proficua tra il mondo universitario e l'Amministrazione Comunale, consentendo ai giovani professionisti di costituire gruppi di lavoro integrati, di mettere a frutto esperienze già condotte e metodologie apprese, di confrontarsi “sul campo”; d’altra parte, l’apertura della struttura comunale ad una collaborazione attenta e entusiasta ha portato a sperimentare diverse ipotesi progettuali di recupero e valorizzazione del giardino, tradotte infine dalla stessa Amministrazione in un reale progetto di restauro del giardino, ottenuto selezionando i dati acquisiti alla luce dell’obiettivo di recupero e gestione del bene ed applicando il principio del “minimo intervento”, funzionale alla migliore gestione. Il progetto, predisposto dal Servizio Giardini, è stato approvato dalle competenti autorità, finanziato ed andato in gara pubblica di appalto. In tale modo, il capace gruppo di lavoro avrà l’opportunità di seguire l’intero percorso conoscitivo, di restauro e tutela di un giardino storico, fino alla sua gestione: esperienza esaltante finora unica nel panorama romano, può costituire un valido modello per una formazione didattica che trova esiti professionali adeguati, al servizio del cittadino e di privati che intendano salvaguardare un giardino storico, come un “giardino del paradiso”.

Dott.ssa Carla Benocci
Sovrintendenza Comunale ai Beni Culturali del Comune di Roma

 



 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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