L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Il Giardino dei Cedrati - ipotesi progettuali

Patrizia Sterpone

Ipotesi progettuale "A"

La prima ipotesi formulata è stata quella del minimo intervento, consistente nella pulizia dei luoghi e della messa in sicurezza dei luoghi stessi.
Si propone un riutilizzo di tutte serre presenti (semi-interrate e fuori terra) non più ristrutturate completamente nelle forme originarie ma utilizzate come banchi di posa ed allestimenti per mostre di materiale di vivaio.
Saranno ristrutturati i fontanili presenti.
Si suggerisce inoltre il ripristino dei filari di agrumi e degli agrumi disposti a spalliera lungo l'acquedotto, lungo il casale dei Cedrati ed il muro perimetrale limitrofo ad esso.

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Fig. 26 - Ipotesi progettuale “A”

Ipotesi progettuale "B"

La seconda ipotesi, più suggestiva della prima, prevede la parziale riproposizione della planimetria di Bettini datata 1803 (per la collocazione del ‘cocchio’ si veda porzione disegnata in rosso della Fig. 25). Partendo sempre dalla pulizia e messa in sicurezza dei luoghi ed interventi di recupero dei fontanili si interviene ricreando un tratto della pergola di agrumi, ed esattamente quel tratto che si sviluppa partendo dalla fontana di Venere e parallelo alle esistenti serre semi-interrate.
Queste saranno oggetto di lavori di rimozione e vasi con agrumi di antiche specie accompagneranno da ambo i lati il cocchio.
Il cocchio sarà realizzato in pali di castagno, seguendo i disegni del Bettini presenti nella cartella 18 A - 11 int. 29 e le indicazioni cromatiche rilevate da «Tutti i cocchi vengono verniciati con una vernice cenerina data alle colonne ed alle filagne e con una vernice gialla a tutte le testate di tutte le suddette colonne, secondo la scelta cromatica già adottata» (da Benocci 1996, pag. 62).
Attraverso l'elemento cocchio si aprono nuovi e diversi punti di vista; il movimento nello spazio, strutturato ritmicamente, crea modi per sperimentare il giardino  attraverso i sensi.
Si ripropone sia il filare di agrumi in corrispondenza del vialetto di accesso a destra della fontana del Tevere che gli agrumi  disposti a spalliera lungo l'acquedotto, lungo il casale dei Cedrati ed il muro perimetrale limitrofo ad esso.
Le serre fuori terra verranno completamente ristrutturate ed utilizzate per esposizioni.
Le specie di agrumi che verranno utilizzate saranno, dove possibile, le medesime descritte dal Bettini (Archivio Doria Pamphilj, ms 422).
Saranno inoltre utilizzati dei "pagliericci" a copertura dei cocchi nel periodo invernale per protezione degli agrumi ed a riproduzione di tecniche colturali dell'epoca ma ancor oggi in uso.

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Fig. 27 - Ipotesi progettuale “B”

Ipotesi progettuale "C"

Anche per questa ipotesi, dopo una opportuna pulizia del sito ed una sua messa in sicurezza e recupero dei fontanili, viene riproposta parzialmente la suddetta planimetria di Bettini (per la collocazione del ‘cocchio’ si veda porzione disegnata in blu della Fig. 25). L'ipotesi risulta armoniosa e si presta bene a possibili utilizzi di fruizione.
Vengono riproposti gli agrumi a spalliera lungo l'acquedotto, lungo il casale dei Cedrati ed il muro perimetrale limitrofo ad esso, così pure si inserisce nuovamente il filare di agrumi parallelo all'acquedotto.
Le serre semi-interrate private della fatiscente struttura metallica e dei vetri rotti saranno utilizzate come base  muraria per  vasi di agrumi adibiti anche per eventuali esposizioni.
Sarà creato un filare di agrumi parallelo alle serre semi-interrate ma soprattutto sarà riproposto il cocchio di agrumi che si sviluppa attorno e nell'area limitrofa e retrostante la fontana della Palomba.
Le serre ottocentesche fuori terra circostanti la fontana retrostante suddetta verranno rimosse per ricreare il suggestivo cocchio presente nella planimetria del Bettini.
Si verrà a creare un invitante spazio, molto gradevole da fruire come spazio di ristoro o adibito a piccoli eventi musicali-culturali.
Anche in questo caso si prevede l'utilizzo di antiche specie di agrumi indicate dal Bettini (Archivio Doria Pamphilj, ms 422) e la loro copertura invernale nella struttura del cocchio tramite dei "pagliericci".

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Fig. 28 - Ipotesi progettuale “C”

Ipotesi progettuale "D"

Si ipotizza l'unione della seconda e terza ipotesi, ricreando totalmente l'ambiente descritto da Bettini nella planimetria datata 1803 e quindi l'intero cocchio con le proposte aggiuntive già descritte nella 2° e 3° ipotesi (B e C), con possibilità di ripristino di tratti di serre semi-interrate e di alcune serre fuori terra.
Sarebbe interessante inoltre proporre non solo il ripristino della base della fontana di Venere, situata all'interno del Giardino e punto di partenza del percorso del cocchio di agrumi, ma una sua lettura contemporanea.
La connotazione simbolica dell'arancio in quanto sintesi della fedeltà in amore e pertanto sacro a  Venere richiede una soluzione progettuale nuova che sia comunque atemporale per il suo contenuto riferito all'amore.
In questo "moderno Giardino delle Esperidi" di semplicità ingannevole, basato sulla griglia geometrica del cocchio, lo spazio dovrebbe divenire modus vivendi, rappresentativo dell'originaria idea del Bettini.

 

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Inquadramento ambientale e paesaggistico Descrizione analitica dello stato attuale
Ipotesi progettuali Bibliografia


 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
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Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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