L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Concreto/Astratto. Editoriale Dicembre 2007 PDF

Concreto/astratto


Concreto/astratto, nell'architettura del presente, definisce uno specifico modo di porsi della figura architettonica nei confronti del mondo circostante. Più precisamente, la duplice e contrastante aggettivazione tende a sottolineare l'essenza del rapporto tra la configurazione materiale dell'oggetto e lo spazio ambientale di cui, necessariamente, è parte. Tale questione, in sé problematica, mette in evidenza un aspetto concettuale che prende forma esclusivamente nella relazione tra due soggetti della realtà: la costruzione e il contesto; la cui particolarità è quella di volersi "paradossalmente" esprimere attraverso la doppia verità dell'ossimoro.
Questo singolare effetto, che inizialmente si percepisce come una forma di "oscillazione della sensibilità" o di "risonanza mentale", si manifesta quando un edificio si pone in maniera distaccata, critica nei riguardi del luogo. Un atteggiamento, bisogna subito aggiungere, che corrisponde ad un individuale, soggettivo modo di elaborare la nozione di affermazione/negazione della propria presenza.
Tale condizione dell'oggetto architettonico corrisponde ad un fenomeno, caratteristico della contemporaneità, conseguente alle mutate condizioni di luogo e identità, e alla progressiva perdita di senso dell'ambiente costruito, nonché alla crescente erosione del significato di spazio; tutti elementi questi che si riverberano sulla tematica dell'indipendenza dell'architettura, della sua  interna esigenza a non radicarsi in un ambiente fisico.
Ad imporre alla società tale trasformazione, come pure, a generare tale distacco o indebolimento percettivo nei confronti dell'oggetto costruito e della spazialità urbana, in buona parte ha contribuito la visione dinamica del reale ed un conseguente diverso approccio al fare progettuale.
Per definire tale diverso approccio nei confronti della presenza architettonica, Jean Nouvel, utilizza il termine "deviazione", che è lo spostamento della «[...] percezione del sensibile dal materiale all'immateriale» (1). E, più avanti, prosegue, portando l'esempio della Fondation Cartier in cui volontariamente mescola immagini reali e virtuali, «[...] tutto questo si traduce nel fatto che non so mai se sullo stesso piano vedo l'immagine virtuale, oppure l'immagine reale. Se guardo la facciata, dato che è più grande dell'edificio, non so se vedo il riflesso del cielo oppure il cielo in trasparenza» (2).
Un secondo aspetto, pure portatore dell'effetto di estraneità dell'edificio dal contesto, è dato dal fenomeno della transculturalità che impone all'architettura codici riduttivi; esso rappresenta il tramite dell'espressione di un sapere fuori dai confini nazionali, caratterizzato da una pluralità di identità possibili che quasi inevitabilmente sembra condurre a un impoverimento dell'ambiente urbano.
Le grandi città metropolitane sono sempre meno riferibili al paese d'appartenenza e rappresentano i luoghi fisici in cui la diversità culturale s'incontra. Si potrebbe osservare che la loro peculiarità stia proprio nella perdita d'identità.
Quello che viene perseguito, in questo modo, è l'abolizione dei tradizionali confini dettati alla forma, nella spasmodica ricerca della seduzione, dell'effetto singolare, dello stupore dato dall'imprevedibilità della proposta progettuale; e questo, attraverso l'impiego di diverse modalità espressive che vanno dall'enorme, dall'inestetico, alla tabula rasa, all'assemblaggio, alla contaminazione, alla replica dell'identico, e a quant'altro.
Sulla spinta di questa libera definizione dell'immagine, la nuova architettura si fa carico di rappresentare tale processo di modificazione attraverso la costruzione di mondi solitari, di microcosmi urbani, di unità spaziali chiuse in sé. In questo modo, viene altresì a determinarsi, come suo dato caratteristico, quella frattura tra materia interna dell'organismo e configurazione esterna dell'oggetto che, sempre più, tende a contraddistinguere il panorama della città contemporanea.
Il progetto di SANAA per la Zollverein School of Management and Design, qui presentato, opera interessante per i significativi esiti raggiunti nella sua particolare ricerca spaziale e formale, può essere considerato  un'indicativa e concreta manifestazione della tendenza "astrattiva" dell'architettura contemporanea.

MC
Dicembre 2007

Note

(1) Cfr. Jean Baudrillard, Jean Nouvel, Architettura e nulla. Oggetti singolari, Electa, Milano 2003, p. 11.
(2) Ibidem, p. 12.

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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