L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Atelier Tiber

Workshop internazionale sulla riqualificazione delle sponde del Tevere

Federico De Matteis

Nell'ambito dell'insegnamento dell'architettura, le speciali esperienze dei workshop rappresentano, soprattutto per la cultura didattica italiana, abituata alla lunga riflessione sui temi del progetto, una diversa modalità di affrontare i ragionamenti sull'architettura. I tempi dedicati alla speculazione teorica devono necessarimente ridursi, per lasciare spazio ad un'operatività rapida che, come sosteneva Pareyson, contiene in sé non solo il "fare" ma anche le ragioni del fare stesso.
É evidente come la progettualità potenzialmente insita in un workshop possa produrre esiti tanto creativi quanto bizzarri, delegando a successivi momenti di approfondimento l'indagine circa la fattibilità delle proposte avanzate. Rimane comunque il fatto che l'energia architettonica sprigionata da incontri di breve durata può dare luogo a scintille e, occasionalmente, innescare riflessioni di un certo interesse sul fare architettura.
La Facoltà di Valle Giulia ha svolto, negli scorsi mesi, diversi workshop che hanno coinvolti studenti internazionali, sposando appieno un progetto di didattica che possa consentire un contatto diretto con realtà universitarie e modi di progettare differenti. Dal 7 al 18 luglio 2008 si é svolto dunque il secondo workshop organizzato insieme al College of Architecture della Myongji University, Corea del Sud, istituzione con la quale Valle Giulia sta tessendo proficui e crescenti rapporti legati sia alla didattica sia alla ricerca.
Il tema scelto per quest'anno è stato il Tevere a Roma: sono state individuate due aree cruciali del percorso urbano del fiume (da Ponte Milvio a Ponte Matteotti, dall'Isola Tiberina a Porta Portese). Ciascuna di queste aree è stata analizzata con un certo grado di spregiudicatezza e operatività critica, alla ricerca non soltanto dei notissimi problemi del fiume romano, bensì anche di soluzioni possibilmente innovative e creative, in grado appunto di fornire dei "blocchi di partenza" per più approfondite ricerche progettuali da intraprendere successivamente.
Quattro gruppi di studenti misti - italiani e coreani insieme - si sono cimentati nello sviluppo dei progetti, due per ciascuna delle aree proposte. Superati gli iniziali ostacoli di carattere linguistico, per lo più attraverso l'adozione di un international English e del linguaggio universale dei segni grafici, i giovani progettisti hanno individuato famiglie di soluzion per i tratti analizzati, al fine di rispondere con strategie adeguate e sensibili alle specifiche problematiche di ciascuna porzione di fiume.


Quest'esperienza didattica, pur nel suo svolgimento di appena due settimane, è stata in grado di evidenziare una serie importante di questioni, legate sia al tema affrontate, sia al piú generale stato dell'architettura oggi.
In primo luogo, relativamente al problema del percorso urbano del Tevere, gli studenti hanno individuato nella mancanza di specificità una delle problematiche più rilevanti che conducono alla scarsa fruizione del fiume da parte della popolazione. Il Tevere rappresenta un elemento unico all'interno del centro storico di Roma, eppure nella sua configurazione attuale non offre possibilità di utilizzo maggiori rispetto a molte delle grandi aree verdi presenti nel territorio urbano. Le vere peculiarità del fiume risutano difficilmente accessibili, poco garantite sul piano della sicurezza, e pertanto non si pongono come reale alternativa rispetto ad altri luoghi per il tempo libero e lo svago più facilmente utilizzabili.
Lo scopo della maggior parte dei progetti sviluppati nel corso del workshop é stato pertanto quello di evidenziare tali specificità, senza necessariamente aggiungere elementi cospicui, nuove cubature di dimensioni significative, o altri interventi con impatti rilevanti sul percorso del fiume. Si é trattato prevalentemente di operazioni di ricucitura e di scavo: intese dunque a collegare elementi esistenti ma attualmente separati tra loro, oppure ad utilizzare, soprattutto per la percorrenza ma anche per la sosta, il volume di terra presente sotto i muraglioni ottocenteschi.
Questo secondo tema, particolarmente caro agli studenti coreani, ci consente di comprendere come essi abbiano operato un tentativo di trasporre sulla realtà romana di una pratica architettonica per loro consueta. I luoghi sotterranei sono ampiamente diffusi nel centro di Seoul, dove la rete metropolitana é affiancata da un tessuto di gallerie commerciali pressoché continuo, collegate anche con i grandi centri commerciali in superficie. La loro ipotesi di poter connettere la quota del terreno nel centro storico di Roma, benché chiaramente non priva di complessità operative, costituisce senz'altro una delle possibili strategie di intervento per creare un tessuto di effettive connessioni tra città e fiume. In alcuni casi, il carattere ctonio degli spazi escogitati dagli studenti prometteva anche di dare luogo a soluzioni di un certo interesse.
La riqualificazione dei waterfront rappresenta, in Corea, un tema caldo, a partire dalla celebrata esperienza del canale Cheong Gye Cheon (vedi articolo), fino ai nuovi sforzi messi in atto per dare maggiore risalto al fiume Han. Parte di queste conoscenze dirette sono chiaramente state trasposte nell'Atelier Tiber, proponendo anche alcune soluzioni per il tratto del fiume tra Ponte Milvio e Ponte Matteotti, dove la componente del paesaggio naturale ha tuttora una rilevanza notevole. Di fatto, le idee più interessanti sono state quelle in grado di riconoscere gli elementi specifici del fiume, il suo comportamento stagionale, la sua navigabilità e l'azione delle sue acque: considerare dunque il Tevere come un elemento naturale, piuttosto che come un canale artificiale prepotentemente imbrigliato all'interno dei moderni sistemi idrici.
Per gli studenti delle due Facoltà, il workshop ha rappresentato non solamente l'occasione per mettere a confronto idee sull'architettura, bensì un'esperienza culturale a tutto tondo, completa degli aspetti ludici della gita in battello sul Tevere, della presentazione del workshop alla Festa dell'Unità, o della grattachecca del chioschetto di Ponte Milvio.



 
Gruppo 1: Fabio Rebolini, Choi Jin Young, Lee Dong Uk, Lee Won Taek
Gruppo 2: Lee Mi Kyoung, Kim Hee Jung, Kim Mi Hee, Kong Ju Hee
 
 
Gruppo 3: Elena Caruso, Jang Eun Suk, Lee Min, Park No Hak
Gruppo 4: Nicola Specchia, Cho Sang Myung, Min Sung Sik, Yang Se Jin

Atelier Tiber

Facoltà di Architettura "Valle Giulia"
College of Architecture, Myongji University
7-19 luglio 2008

Reponsabili scientifici:
Per Valle Giulia, Prof. Claudia Cenciarini, Prof. Federico De Matteis
Per CAMU: Prof. Hye-Jung Kim, Prof. Jinyoung Chun

Tutor: Alessandro Camiz, Carlo Maggini, Gina Oliva, Anna Laura Pinto, Enrico Puccini, Tullia Ricciardi, Luca Rijtano, Francesco Sabatini

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
DE MATTEIS Federico 2008-10-12 n. 13 Ottobre 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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