L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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scritti_broccoliBuenos Aires

Architettura e città dal Centenario al Bicentenario

Luis Eduardo Tosoni

tosoni_00L’arco temporale compreso tra le due più importanti celebrazioni della Repubblica Argentina, il Centenario e il Bicentenario della Rivoluzione del Maggio del 1810, ha visto la città di Buenos Aires interessata da grandi mutamenti.
Il progetto politico avviato negli anni Ottanta dell’Ottocento è stato accompagnato dalla nascita di architetture fortemente rappresentative dell’idea di Stato, che hanno nel lessico eclettico internazionale un significativo punto di riferimento. In quest’ottica tra gli esempi di edifici pubblici all’interno del contesto urbano si impongono, per consistenza fisica e impatto visivo, il Palazzo del Parlamento del piemontese Vittorio Meano e il Palazzo della Posta del francese Norbert Maillart.


Il vero processo di trasformazione urbana è tuttavia associabile all’operato del sindaco Torcuato di Alvear, durante il cui mandato si procede a un sostanziale ridisegno del centro storico, attaverso la ristrutturazione della Plaza de Mayo e il tracciamento della Avenida de Mayo, primo boulevard della città di Buenos Aires. Contestualmente, su ispirazione del coevo piano di  Hausmann per Parigi, si apre un dibattito, cui partecipano anche degli urbanisti francesi tra i quali Joseph Bouvard, sull’opportunità di sovrapporre alla tradizionale e regolare scacchiera di matrice spagnola un sistema di tracciati diagonali.  
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Villalobos, “La transformación de Buenos Aires”, Caras y Caretas, 3 aprile 1913. In primo piano la Plaza de Mayo con la Avenida de Mayo e le Diagonales Nord e Sud.

Al successivo fenomeno della grande immigrazione è attribuibile la trasformazione radicale della città. Questa si sostanzia nel fenomeno dell’espansione urbana oltre il perimetro del centro storico, accompagnata dalla proliferazione di abitazioni precarie chiamate conventillos, destinate ad ospitare la popolazione proveniente dalle zone rurali. L’ascesa sociale e soprattutto economica di queste comunità favorisce, inoltre, il fiorire di un nuovo linguaggio architettonico, assai prossimo a quello adottato dai modernismi europei. Architetti italiani come Virginio Colombo e Mario Palanti, formatisi alla scuola di Camillo Boito ma allo stesso tempo attenti al rinnovamento del linguaggio artistico operato da personalità come Giuseppe Sommaruga, agli inizi del Novecento lavorano in Argentina alla ricerca di uno stile originale, che ben si adattasse ai programmi di abitazioni di Buenos Aires, una metropoli in continua espansione.
Gli anni Venti sono marcati dall’avvento delle avanguardie e, con esse, delle prime opere di carattere moderno, promosse da gruppi di intellettuali e artisti come Victoria Ocampo e Xul Solar, che operano in stretto rapporto con la cerchia di artisti di matrice europea. Contemporaneamente, giovani architetti appena laureati alla Scuola di Architettura dell’Università di Buenos Aires, come Ernesto Vautier e Alberto Prebisch, intraprendono lunghi viaggi di studio in Europa, entrando in contatto con il pensiero e visionando i lavori dei maestri europei nel periodo tra le due guerre. Attraverso le pagine della rivista Martín Fierro gli stessi architetti promuovono i principi del Movimento moderno, con particolare attenzione alle opere di Le Corbusier, che nel 1929 compie un viaggio di studio in Argentina.
Le celebrazioni del IV Centenario della prima fondazione della città segnano un ulteriore momento di grandi mutamenti urbani, che occuperà l’intera decade degli anni ’30, trascorsa sotto il governo del sindaco Mariano de Vedia y Mitre. Tra le maggiori opere di questa stagione la realizzazione della Avenida 9 de Julio, che comporta l’abbattimento dei primi isolati attorno alla Plaza della Repubblica, dove Prebisch aveva realizzato l’Obelisco celebrativo e, ancora, l’Avenida General Paz, che segna il confine fisico tra il Distrito Federal e quello della Provincia di Buenos Aires.

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Costruzione dei parcheggi sotterranei nella Avenida 9 de Julio nel 1937. Al centro l'obelisco progettato da Alberto Prebisch.

L’azione dello Stato si intensifica durante il periodo del Governo peronista, fino alla rivoluzione del 1955, attraverso una forte politica di costruzione di abitazioni per gli operai dell’intero Paese.
Nelle opere realizzate negli anni Sessanta in contributo del moderno influenza tanto i programmi statali quanto l’edilizia privata: fra le opere più importanti spicca il Teatro General San Martín degli architetti Mario Roberto Álvarez e Macedonio Oscar Ruiz, che presenta scelte di carattere tecnico e funzionale fortemente influenzate dal movimento dell’International style.
L’idea dello Stato Sociale inizia a venire meno con la caduta del regime democratico e il successivo avvento della dittatura militare negli anni Settanta. A quello stesso periodo corrispondono le prime azioni tese alla conservazione del patrimonio architettonico del centro storico, associate allo studio delle tipologie di carattere tradizionale come quella del conventillo boquense e quella della casa de patios di San Telmo.
Negli anni Novanta l’uso di politiche neoliberiste genera un modello di città fortemente frammentata, segnata dal fiorire di programmi come quelli dei barrios privados e dei centri commerciali. Alla fine della stessa decade inizia la riqualificazione urbana del Puerto Madero, l’antico porto della città, esempio sintomatico del contrasto tra l’uso pubblico del suolo e la promozione di una offerta di abitazioni riservata a una ristretta cerchia di persone.
La città del Bicentenario offre una serie di riflessioni che procedono dalla volontà di rispondere alle richieste dei gruppi più poveri della società fino alla preoccupazione per una crescita sostenibile che arrechi un futuro possibile per gli abitanti di una metropoli di dieci milioni di abitanti.

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Puerto Madero, settore con il “Puente de la Mujer” di Santiago Calatrava nella zona dei vecchi docks.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
TOSONI Luis Eduardo 2011-02-12 n. 41 Febbraio 2011
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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