L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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raccolto_pomodoriLandform Architecture

Progetto per un centro sportivo polifunzionale

Tesi di laurea di Valentina Esposito
Relatore Marina Pia Arredi

espositoDalle posizioni e dai linguaggi caratterizzanti l'architettura contemporanea si va progressivamente delineando una tendenza alla ricerca di relazioni armoniche fra lo spazio architettonico, l'uomo ed il contesto, capaci di coinvolgere in un intimo legame l'esterno con l'interno, l' edificio con la natura. Si supera così l'idea di un'architettura intesa come oggetto a sé, costretto entro rigidi confini geometrici e avulso da qualsiasi possibile connessione con l'ambiente naturale. Questa tendenza, conosciuta con il nome di Landform Architecture, rappresenta una modalità di concepire l'artificialità del manufatto nel suo rapporto con l'ambiente, pensando all' involucro edilizio non come separazione, bensì come punto di contatto tra due diverse realtà.


Comprendemmo che non ci saremmo mai più confrontati e che avremo potuto allontanarci dalle convenzioni standard della figura-sfondo, edificio-sito. Iniziammo a considerare il sito come il centro del nostro lavoro. Ci trovammo a lavorare contemporaneamente sul sito e sull'oggetto dal momento in cui iniziammo a considerare il sito come condizione dinamica, parte di un flusso, in opposizione all'idea di un oggetto dinamico contro lo stabile sfondo di un sito statico.                                                    
Morphosis Buildings and Projects 1993-1997, Rizzoli, New York 1999

Il progetto, un ampio centro sportivo polifunzionale di circa 20.000 mq, si vuole inserire in questo tipo di sperimentazione architettonica: modificando con tagli, pieghe e roofscapes la natura circostante, realizza non un oggetto autonomo, quanto piuttosto un paesaggio nuovo. Questo si caratterizza per il susseguirsi di piani verdi posti a quote diverse e messi in relazione tra loro da una passerella-promenade, elemento architettonico principale perché connettivo, copertura, piazza, belvedere, percorso naturale e luogo di incontro.
L'intero complesso prevede un'area esterna per le attività sportive e tre livelli di ambienti coperti dove si alternano diverse attività: centro sportivo, caffetteria, bookshop, laboratori ricreativi, sala conferenze, nell'intento di creare quella mixitè funzionale indispensabile per realizzare un  polo socio-culturale di forte aggregazione. Il tetto dell'edificio, interamente coperto da vegetazione, funge da camminamento e sono i visitatori stessi a decidere liberamente quali ambienti scegliere per sedersi, stendersi o fare una passeggiata, sono loro che “danno vita” all'architettura.
Si è ritenuto di sviluppare un progetto che sia il più possibile in armonia con il contesto, dove  la conformazione del terreno influenza l'intervento: da qui la scelta di una Landform Architecture: una struttura ipogea, chiusa totalmente verso i venti freddi provenienti da nord, dove natura e costruito si fondono a creare un paesaggio nuovo, un grande parco e un'alternativa urbana, culturale e ricreativa per i cittadini.
Marina Pia Arredi
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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