L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Masashi Echigo. Stories

Inaugurazione lunedì 27 settembre 2010, ore 19
Galleria Extraspazio, Via San Francesco di Sales 16/a Roma

Masashi_extraspazioAccumulare oggetti significa raccogliere Storie?
Questa è la domanda che ci pone la prima mostra personale italiana di Masashi Echigo (Toyama, Giappone, 1982) a cura di Emilia Giorgi, che la galleria  e x t r a s p a z i o  inaugura il 27 settembre 2010 alle ore 19.
Un tema centrale nella ricerca dell’artista, quello della collezione di oggetti desueti o abbandonati, che ritorna anche nell’installazione presentata dal 25 settembre sulla facciata principale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna.
Un filo le collega, come tiene strette l’una all’altra tutte le opere che Masashi Echigo ha realizzato in molte città europee, dopo che, conseguita la laurea in architettura nel 2007, ha lasciato il Giappone.
Scorrendo il profilo biografico dell’artista, spicca un’attitudine fortemente nomadica che lo ha visto vivere per periodi più o meno lunghi in diverse località per borse di studio (presso l’University of Arts di Londra o l’Hisk di Ghent, in Belgio, dove è attualmente candidate laureate) o residenze d’artista. Ed è proprio durante la sua permanenza a Roma, all’interno del programma di residenze per artisti Qwatz, che Echigo ha avviato le sue ricerche per le installazioni presso e x t r a s p a z i o e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna.
Ogni esperienza approfondita o frugale offre, infatti, l’occasione all’artista di tessere l’ennesima trama di un percorso complesso ed enigmatico, alla ricerca del potere evocativo degli oggetti. Ogni oggetto, raccolto e manipolato per dar vita a nuove immagini, sembra poter raccontare la storia della persona o del luogo a cui è appartenuto.
Ogni oggetto richiama il viaggio intrapreso dall’artista, contribuendo alla costruzione di un’invisibile mappa del rapporto tra lui e la città ospitante, con la sua storia, i suoi abitanti e le sue culture.
Alcuni fogli con appunti o scontrini, trovati in strada e accartocciati, sono chiusi in sfere di vetro soffiate da un artigiano locale; una vecchia scala in legno ospita gradini di marmo, uno a terra è frantumato; le scocche di motorini prese da un deposito di rottami si incatenano l’una all’altra; gli scatti di cose abbandonate nella città si illuminano sulle pareti della galleria, invitando il visitatore a scrutare e curiosare. Ciascuna opera è il sintomo delle passeggiate di Echigo nei territori urbani, del suo modo di avvicinarsi alle persone, ma soprattutto del viaggio di pura esplorazione nell’interiorità nascosta dell’artista.
L’archivio dinamico di oggetti raccolti, di momenti condivisi, non è forse una sorta di iniziazione per tappe al mondo che lo circonda? I fogli scarabocchiati appartenuti a persone mai incontrate, il gradino in pezzi che sconvolge la perfezione artigiana della lavorazione del marmo, sono i momenti di un percorso simbolico che non è altro che l’unica possibilità per guardare, quasi con voyeurismo, un ambiente totalmente estraneo che l’artista fatica ad avvicinare.
Le opere, in equilibrio costante tra arte e architettura, tracciano una cronaca di tensioni, contraddizioni e sinergie tra materiale e immateriale, tra visibile e invisibile, tra letterale e ciò che è solo suggerito. Una serie di elementi appartenenti a un mondo sull’orlo del precipizio, dall’apparenza perfetta, dove un nulla può far scoppiare isteria e violenza.
La città di Roma, attraverso le sue ambiguità non risolte, entra così nelle sale della galleria e x t r a s p a z i o, passando per gli occhi distaccati di Echigo, per coinvolgere l’immaginazione di chi guarda.
L’installazione Immanence invece, pensata per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e curata da Angelandreina Rorro, gioca a rovescio. Qui le viscere dell’istituzione, i suoi aspetti più nascosti, vengono presentati alla città dalla maestosa scalinata d’accesso. Echigo ha deciso per quest’opera di rovistare nei magazzini del museo e concedere allo sguardo dei passanti gli oggetti simbolo dell’attività dietro le quinte della Galleria, dai mobili per gli archivi ai cassetti, dagli schedari alle targhette informative. Cose solitamente invisibili al pubblico lasciano trapelare i lati più intimi dell’istituzione.
Stories e Immanence non sono altro che le nuove scene di un film liminale, alle prese con la pesantezza dei luoghi, con i loro passati nobili o sconvenienti, raccontato da un giovane artista che - forse traendo piacere dai sottili disagi di uno choc culturale perpetuo - ha scelto le vesti del flâneur contemporaneo, apparentemente non coinvolto ma perspicace.

Masashi Echigo è nato a Toyama, Giappone nel 1982; vive e lavora attualmente a Ghent.
Tra le sue mostre personali ricordiamo: nel 2010 The absence, Lokaal 01, Antwerp, Belgio;
nel 2009 Masashi Echigo, De Overslag, Eindhoven, Olanda; Appearance, Factory Kunsthalle Krems, Austria; Encounter, Kusthuise SYB, Beeterzwaag, Olanda; nel 2008 Lost Space, Cacaofabriek, Helmond, Olanda. Il suo lavoro è stato esposto nelle seguenti mostre collettive: nel 2010 Otherwise, NAKED STATE gallery, Bruxelles; The Fifth Element, Gdansk, Polonia; Terminal Beauty, NAKED STATE gallery, Bruxelles; Watou kunst en Poezie Zomer: Past in Present, Watou, Belgio; BAT 10: Beeldenroute Anti-tankgracht, Antwerp, Belgio; Guest ROOM #10, Museum Het Domein Sittard, Olanda; The Morning News, BE- PART Platform voor actuele kunst, Waregem, Belgio; One little Indian, And Then There Were None, La Generale en Manufacture.6, Parigi; nel 2009 Onder Spanning, Zwevegem, Belgio; Watou kunst en Poezie Zomer: Polyphonie, Grenslandhal, Watou, Belgio; nel 2008 Light Project, Foundation B.a.d, Rotterdam.

Fino al 6 novembre
La galleria  e x t r a s p a z i o  è aperta dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 19.30 e su appuntamento

Ricordiamo che l’installazione Immanence di Masashi Echigo è esposta dalle ore 11 di sabato
25 settembre alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Viale delle Belle Arti 131, Roma

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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