L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Un nuovo corso per Hortus. Editoriale Ottobre 2009 PDF

Un nuovo corso per Hortus

Questo di ottobre sarà un editoriale anomalo perché non recherà la firma di Michele Costanzo che da questo mese, come avrete potuto leggere, ha lasciato la direzione della rivista ai sottoscritti.

A lui in primo luogo va il nostro affettuoso ringraziamento per la qualità (e la mole) del lavoro svolto e ancor più per l’onore del lascito della direzione della rivista. Ci auguriamo naturalmente di poter essere altrettanto efficaci e incisivi.
A soli due anni dalla nascita, Hortus ha sorprendentemente (almeno per noi) incrementato il proprio volume di visitatori e la propria visibilità oltre il territorio nazionale. 
Avevamo pensato, allora, di affidare a questo primo editoriale il compito di stendere un bilancio di questo biennio di attività ma il nostro direttore (ex da qualche ora) ci ha dissuaso invitandoci a fornire le linee guida che la nuova direzione si propone di perseguire.
E allora proveremo a farlo, anche se questo comporterà comunque il guardarsi indietro. Se non desideriamo presentare quanto di buono siamo orgogliosi di aver fatto, ci corre l’onere di parlare dei temi in rapporto ai quali la rivista si propone di migliorare. 
Il primo ambito è quello della pubblicazione dei progetti. In virtù della visibilità che Michele Costanzo ricopre come critico di architettura la rivista ha avuto la felice opportunità di pubblicare, molto spesso in anteprima assoluta, opere di architetti di chiara fama internazionale. Pur nella volontà di continuare a testimoniare la produzione architettonica contemporanea degli architetti maggiormente rappresentativi del panorama contemporaneo, grazie anche all’operato di Michele stesso, che continuerà a scrivere per la nostra rivista, pensiamo di dover implementare il fronte della ricerca dei progetti e delle opere di architetti meno presenti nel circuito internazionale. 
Appare necessario avviare un dibattito che ponga in relazione le attese di una generazione che, per quanto ritenuta giovane, assume sulle proprie spalle oltre un decennio di attività progettuale e professionale tanto con quella che l’ha preceduta quanto con quella che la segue, in rapporto alla quale le distanze sembrano profondamente più ampie in figure distanti, per formazione, anche poco più di qualche anno. 
Nicolas Bourriaud, in occasione della quarta edizione della Tate Triennial, che si è svolta nella sede londinese di Bankside, tra febbraio e aprile 2009, ha definito l’attuale periodo storico come “Altermodern”. 
Gli argomenti trattati da questo evento, che ha fornito peraltro lo spunto per l’editoriale del mese di giugno 2009,  appaiono di estremo interesse per un approfondimento nell’immediato futuro.
La comprensione della posizione che generazioni vicine assumono in rapporto al rapido modificarsi della velocità e dell’accessibilità dei sistemi di comunicazione, alla tendenza “…a ricorrere a forme già prodotte dimostrando così la volontà di inscrivere l’opera d’arte all’interno di una rete di segni e significati, invece che considerarla forma autonoma o originale…” per prendere a prestito le parole di Bourriaud stesso, dovrà costituire tema di indagine da coltivare all’interno della rivista. In forza di questo ci siamo proposti di avviare una fitta rete di giovani collaboratori con l’obiettivo di analizzare il terreno della progettazione contemporanea. In questa prospettiva diventa sempre più complesso il lavoro di un’istituzione scientifica che considera, come da suo statuto, l’originalità della ricerca come un valore fondante: in un’epoca collagista, nella quale la condizione di chi fa ricerca rischia continuamente di entrare in collisione con uno smisurato – quanto incontrollabile – corpus di esperienze precedenti. A tale riflessione non potrà sfuggire anche lo spazio che la rivista dedica ai lavori e ai progetti che emergono dalla didattica svolta a Valle Giulia. 
In questo senso lo sforzo che ci proponiamo è quello di rafforzare il significato di Hortus come espressione delle differenti identità e dei differenti percorsi di ricerca che si intraprendono a Valle Giulia, per il cui esito è necessaria la partecipazione dei docenti della facoltà, ai quali speriamo l’accreditamento culturale e scientifico che la rivista ha ottenuto possa costituire da stimolo per arricchirla di nuovi contenuti. 
Il raggiungimento di questi obiettivi è senz’altro ambizioso e inattuabile senza l’avvio di un processo partecipativo che parta dalla consapevolezza di come la rivista possa rappresentare uno strumento di crescita per la comunità di Valle Giulia, specie per i più giovani.

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Inaugurando la nuova direzione, nonché anche il secondo anniversario della nascita di Hortus, sono imminenti alcuni cambiamenti nel modo stesso in cui la rivista è concepita, strutturata, animata. Il primo segnale consisterà nel nuovo formato grafico, attualmente in fase di conclusione, che risponderà più agevolmente alle esigenze di uno strumento comunicazione via web, raccogliendo l’esperienza maturata nel primo biennio di vita. 
Cambiare immagine non significa tuttavia una rottura radicale, bensì piuttosto la ferma volontà di operare nel segno della continuità, rivedendo in parte la struttura per favorire e facilitare la qualità di informazioni che la rivista si è proposta di raggiungere. 
A tutti i visitatori abbiamo il piacere di comunicare l’imminente pubblicazione di HortusLiber, una piccola collana che raccoglierà, con frequenza quadrimestrale, i contributi più significativi della rivista, insieme ad una collana di scritti e saggi, HortusBooks, che darà spazio alla produzione scientifica e didattica dei giovani studiosi di Valle Giulia attraverso uno strumento agile e flessibile.

Augurando a tutti i lettori di Hortus una buona continuazione,


Federico De Matteis, Alfonso Giancotti

Ottobre 2009
 

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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