L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Didattica continua e sperimentale

Un'idea diversa del Paese e del suo avvenire

Alessandro Camiz

Fuori dalla città ! «Inviate i giovani intellettuali alle unità rurali di base»

"E’ investendo sulla conoscenza e sul capitale umano che i grandi paesi hanno offerto ai loro cittadini maggiori opportunità. E sempre di più il futuro di ogni società risiede nella capacità di investire in cultura, ricerca, formazione." (1) 

L'Università è un elemento fondativo della cultura medievale, nasce nel medioevo come forma di solidarietà tra liberi ed uguali, per opera dei liberi comuni mutuando le forme associative di popolo del periodo (cfr. Università dei carpentieri) e si radica nella società mediante la partecipazione di larghe masse di cittadini ai suoi studi. In un periodo in cui la cultura era monopolio del clero e dei monasteri, l'Università nasce laica, senza però contrapporsi al clero (2). Oggi si vuole proporre la trasformazione dell'Università in fondazione privata: No alle fondazioni nelle Università; privatizzate le imprese, ma lasciate che l'Università pubblica sia effettivamente pubblica (3). Stiamo realizzando uno sforzo straordinario di coerenza e lo slancio culturale capace di veicolare i contenuti alti della formazione universitaria, basata su adesione oggettiva alla realtà e sulla volontà di trasformare la società rappresentando il carattere avanzato delle forze sociali produttive, l'orientamento della cultura progressista e gli interessi fondamentali della maggioranza degli italiani. Benedetto Todaro, preside della Facoltà di Architettura Valle Giulia, ha partecipato il 24 ottobre alla Assemblea straordinaria di Facoltà indetta dal Senato accademico di Ateneo, dove è emersa le ferma volontà di formulare una proposta innovativa di protesta basata su: attività didattica straordinaria, apertura della Facoltà 24 ore su 24. A "Valle Giulia" invece di bloccare la didattica è stata avviata una formidabile mobilitazione, con workshop, laboratori, lezioni in piazza, seminari ed altre attività dove la partecipazione unitaria di docenti, ricercatori, dottori di ricerca e studenti costituisce uno degli elementi di novità rispetto ai precedenti movimenti studenteschi, con il superamento in volo di ogni conflitto generazionale Tra le iniziative da segnalare la lezione del Prof. Todaro, Dell'utilità o del danno della progettazione per l'uomo, che si terrà in orario serale prossimamente nella Facoltà di Architettura "Valle Giulia". Ho rivolto alcune domande al prof. Benedetto Todaro, preside della Facoltà di Architettura "Valle Giulia".
Camiz: Per quale motivo una Facoltà di Architettura autorevole come "Valle Giulia" decide di dotarsi di un orario straordinario di apertura 24 ore su 24, consentendo attività didattiche e di ricerca, iniziative culturali e sperimentazioni progettuali?
Todaro: Quando ci sono questi momenti difficili c'è una circolazione di adrenalina che può essere incanalata: siccome il fine ultimo dell'Università è la diffusione del sapere, siamo studiosi e manifestiamo il nostro dissenso intensificando l'attività che abbiamo scelto: studiare, cercare di capire, formarsi.
Camiz: Quali sono le ragioni della protesta: si tratta solamente della legge 133 o c'è dell'altro?
Todaro: La legge 133 è la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo; una società civile dovrebbe mostrare nei confronti della struttura preposta alla formazione della futura classe dirigente maggiore attenzione. E' come se in un momento di ristrettezze una struttura sanitaria decidesse di togliere alimento alla nursery per darlo alle banche.
Camiz: Se dovesse chiedere a un Ministro della Università una riforma del sistema universitario, cosa chiederebbe?
Todaro: Di riformare il Ministero, di scegliere con più oculatezza i suoi consulenti, di non farsi dirigere passivamente dal Ministero dell'economia.
Tra le altre iniziative in corso la lezione sull'Effimero e la notte tenuta da Renato Nicolini, il 27 ottobre alle ore 23.00, e la lezione che il prof. Giuseppe Strappa professore ordinario di Progettazione architettonica e urbana, titolare del laboratorio di progettazione II, ha tenuto venerdì 31 ottobre alle 9,00 di mattina a Piazza Farnese, dal titolo Dentro la città. L'architettura che nasce dalla vita (4).
Fare una lezione sui tessuti urbani stando accanto ai tessuti stessi, è innanzitutto un salto di qualità per la cultura universitaria, d'altra parte per la cultura scientifica è consuetudine consolidata discutere i fenomeni sperimentalmente verificabili, mostrandone alcuni campioni significativi. Se allora un corso di progettazione parla di cose (tessuti urbani) visibili, oggettivamente misurabili e interpretabili secondo una precisa metodologia, siamo molto vicini alla dizione di "disciplina scientifica". Ho rivolto al prof. Strappa alcune domande sulla sua proposta di svolgere una lezione in piazza.
Camiz: Venerdì 31 ottobre si è tenuta una lezione del laboratorio da lei diretto in Piazza Farnese, quali sono le ragioni di questa iniziativa?
Strappa: Almeno due. La prima è quella di contribuire a dare un segnale al Governo: non si può, un tassello dopo l’altro, ultimo i tagli dei fondi, dismettere l’Università pubblica. Tanto maggiore sarà il numero dei docenti che escono dai recinti accademici e invadono, con gli studenti, la città, tanto più forte sarà il segnale. Il secondo è legato alla materia che insegno, l’architettura. Gli studenti hanno posto, con la mobilitazione di questi giorni, l’istanza di nuove forme di didattica. Spiegare la formazione della città non in un’aula universitaria, ma nella città (e dentro Roma poi) mi pare una buona idea. Vedremo…
Camiz: Le nostra città storiche, e in particolare Roma, si basano sulla evoluzione dei tessuti urbani: come nascono i tessuti della città?
Strappa: I tessuti nascono dalla vita della città. E’ una cosa che non traspare dalla storiografia ufficiale, interessata agli episodi straordinari ed ai monumenti. Ma il tessuto, l’aggregazione di case che mostrano tra loro solidarietà, che condividono la stessa strada (la quale forma e lega la contrada, cioè un’aggregazione anche sociale) esprime l’immagine più autentica della cultura dei nostri centri storici.
Camiz: Come si trasformano questi tessuti nel trascorrere delle varie fasi storiche?
Strappa: A Roma la casa a schiera, elemento su cui si basano i tessuti, si forma alla fine del XIII secolo. Gli atti notarili cominciano ad indicare, allora, diritti e doveri che riguardano il muro comune, condiviso, il quale deve essere costruito col contributo delle due unità che lo utilizzano. Inizia così a formarsi, anche dal punto di vista giuridico, la nozione di tessuto come solidarietà organica tra unità. L’abitante di Roma non è più solo, smarrito tra le rovine della città antica, ma esprime, attraverso la costruzione, il bisogno di nuove forme di socializzazione.
Camiz: Come è avvenuto che i tessuti urbani sono stati trasformati in merce?
Strappa :Sono le conseguenze di un fenomeno generale di volgarizzazione e mercificazione del patrimonio storico. All’architettura, anche quella storica, si chiedono ormai due sole cose: di produrre spettacolo e di generare reddito. Per i tessuti storici questo ha due conseguenze: interessa ormai tutelare le sole facciate, utili per il consumo turistico del “colore locale”; poi interessa la trasformazione di tutti i piani terra in spazi per il divertimento: pub, ristoranti ecc. E’ evidente che i nostri tessuti storici, proprio perché vivi, non possono non trasformarsi, ma quello che avviene a Roma (nella forma e nella quantità) va nella direzione del peggiore consumismo.
Sul sito della Facoltà di Architettura "Valle Giulia" verranno pubblicizzati giorno per giorno, ora per ora, luogo per luogo, le lezioni in piazza e le altre iniziative culturali.

 

Note

(1) P. Fassino, Per vincere. La sinistra che unisce, Mozione per il III Congresso Nazionale dei Democratici di Sinistra, Roma, 9 ottobre 2004, tesi 10, Investire sulla conoscenza, p. 21.
(2) A. Camiz, La Cultura del dubbio. Universitas vs. multiversitas, Forum "Università e ricerca" dei Democratici di Sinistra, 9 Gennaio 2006.
(3) A. Camiz, Dal modello Roma al modello Italia: l'Università democratica come motore dello sviluppo, Forum "Università e ricerca" dei Democratici di Sinistra, 28 Giugno 2006.
(4) G. Strappa, Una lezione tra il cielo e la piazza, “Corriere della Sera”, Cronaca di Roma, 1 novembre 2008, p. 1, vedi anche w3.uniroma1.it/strappa

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
CAMIZ Alessandro
2008-11-17 n. 14 Novembre 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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