L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Archiprix 2008

I progetti di Valle Giulia

Menzionati e selezionati:

Nella sezione "Architettura" è stato menzionato il progetto della candidata Federica Lovato (relatore Prof. Benedetto Todaro): sito web

Nella sezione "Restauro architettonico" è stato selezionato il progetto della candidata Ambra Troiani (relatore Prof. Giancarlo Palmerio): sito web ; è stato menzionato il progetto della candidata Tamara Tossici (relatore Prof. Spiridione Alessandro Curuni): sito web.

Si presentano qui alcuni dei progetti presentati dagli studenti della Facoltà di Architettura "Valle Giulia" per il concorso "Archiprix" 2008.

Progetto di un teatro e di un centro culturale nell’area dell’ex consorzio agrario di Pomezia.

Relatore: Prof. M. Petreschi
Correlatore: Arch. M. Pascucci
Candidata: Alessandra Gentili

Ci troviamo a Pomezia. Nell’area d’intervento c’è la preesistenza del consorzio agrario,realizzato nel 1954 dallo studio Passarelli per la federazione italiana consorzi agrari.
Nel 2003 il consorzio è oggetto  di un concorso bandito dall’amministrazione comunale per la realizzazione del nuovo teatro cittadino di 550 posti,prevedendo il riuso del granaio,un museo e una scuola di recitazione. La tesi sviluppa lo stesso tema.
L’idea progettuale è ridurre il granaio a sola struttura,trasformarlo in piazza,e dalle direttrici principali della piazza far nascere nuovi volumi “puri”,trasparenti e leggeri,che si relazionano direttamente con essa. Come nella città di fondazione,alla piazza si affiancano gli edifici importanti:teatro,museo e scuola di recitazione,ai quali è possibile accedere attraverso altri tre volumi,puri e trasparenti,di dimensioni più piccole,pensati vuoti,semplici promenade architettoniche. La piazza fa da legante tra i vari edifici,è di poco rialzata rispetto alla linea di terra,l’accesso ad essa è pedonale ed avviene attraverso una scalinata(gradini-gradoni) che gira tutto intorno;l‘accesso principale avviene attraverso il lato est. Il granaio ridotto a struttura dà ritmicità e permeabilità alla piazza,intesa come spazio aperto multifunzionale,dove poter realizzare performance teatrali,mostre,installazioni.
Nel posizionare i vari volumi si è tenuto conto della morfologia del terreno
Tutti i volumi del progetto sono trasparenti,per avere permeabilità tra interno ed esterno,tra il nuovo e la preesistenza.

Nuovo Pit Building autodromo “Enzo e Dino Ferrari” di Imola.

Relatore: Prof. Eugenio Mancuso
Candidato: Alessandro Berioli

Il tema della tesi che il candidato intende presentare riguarda la demolizione e la ricostruzione del complesso sito all’interno dell’autodromo “Enzo e Dino Ferrari” di Imola costituente quello che comunemente viene chiamata “Corsia Box”.
L’intervento mira a fornire l’autodromo, nell’espletamento delle sue manifestazioni internazionali, di una struttura efficiente sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista tecnologico. Ne deriverà quindi un approccio esigenziale-prestazionale di tutto il sistema edilizio volto alla ricerca dell’innovazione tecnologica.
Lo spazio derivante da questa nuova localizzazione ha inoltre permesso di inserire nuove funzioni a contorno del PIT BUILDING che fanno dell’autodromo “Enzo e Dino Ferrari” una struttura polivalente e fruibile in tutto il periodo dell’anno potendo anche svincolarsi dagli eventi motoristici che ne hanno fatto la storia. Tutto questo è stato possibile grazie ad una attenta analisi economica del progetto  simulando inoltre il BREACK EVEN POINT di ritorno economico nei 3 scenari possibili di utilizzazione della struttura.

Housing e servizi nella centralità di Pietralata

Relatore: Prof. Maurizio Costa
Candidata: Annamaria Cocchiara

La mia indagine sociale ha evidenziato l'importanza dello spazio collettivo proprio perché è nel “vuoto” la ricchezza della città.
Effettuando una riflessione sul territorio circostante l'area di intervento, la progettazione del complesso si è indirizzata verso un edificio a corte, minando quella che ne è l'idea tradizionale. La proposta è stata quella di un luogo aperto alla collettività, ma in qualche modo intimo. Un luogo permeabile alla vista e al passaggio pedonale che proponesse un'evoluzione in termini funzionali e spaziali della corte classica. Lo spazio pubblico funziona da luogo di interscambio, di incontro, di passaggio, riesce con le sue peculiarità polivalenti a interessare fasce di età diverse in maniera simile. Risulta essere un luogo vivo perché offre una serie di servizi e di comfort che riescono a mantenere elevato l'interesse della collettività.
In realtà questa corte, se così può essere definita, è a servizio di tutto il quartiere e non ad uso esclusivo del complesso residenziale che la ospita; essa mira a riqualificare un territorio privo di spazi sociali progettati. E anche da questo punto di vista cambia l'immagine della corte, la quale è sempre stata un luogo chiuso e privato, a disposizione dei residenti e non della collettività. L'intero complesso residenziale  si articola  nel suo interno secondo schemi tipologici differenti: si alternano trance di edificio organizzate secondo le tipologie residenziali classiche: casa in linea, a ballatoio, a torre e a schiera.
La volontà è quella di uniformare visivamente il complesso ma di diversificarlo formalmente così da ottenere una identificazione ma non una standardizzazione.

Analisi e proposte d'intervento per la riqualificazione degli spazi aperti del Foro Italico e di Piazzale Maresciallo Giardino, Roma

Relatore: Prof. Giovanni Carbonara, Prof. R. D'Aquino
Candidata: Chiara Maria Sassu

Il tema da me scelto e proposto è l’analisi e l’elaborazione di una proposta d’intervento per la riqualificazione degli spazi aperti del Foro Italico e di piazzale Maresciallo Giardino, a Roma.
A fronte di un’analisi accurata della situazione attuale, in linea con le indicazioni fornite dal Piano Regolatore, sono stati fissati alcuni obiettivi circa piazzale Maresciallo Giardino:
- riconfigurazione del nodo urbano con l’obiettivo di una riconnessione morfologico-funzionale tra la sponda del Tevere, la riserva di Monte Mario, il Foro Italico, la testata del quartiere Delle Vittorie e il tessuto residenziale di via di Prato Falcone;
- riorganizzazione del sistema della mobilità, anche attraverso l’eventuale interramento di parte della viabilità di scorrimento finalizzata a ristabilire una migliore fruibilità degli spazi aperti;
- creazione di una nuova piazza pedonale di attestamento dell’asse di via Guido Reni - Ponte della Musica con accesso diretto al complesso del Foro Italico;
- risanamento idro-geologico dell’area insediativi di via di Prato Falcone;
- ridefinizione del sistema della continuità ambientale Tevere - riserva di Monte Mario mediante la riconfigurazione delle aree verdi di piazzale Maresciallo Giardino;
- connessione e valorizzazione delle architetture del  Novecento.
Tutto il lavoro di tesi è stato impostato sulla base di alcuni principi, stabiliti fin dall’inizio, che hanno permesso di non perdere mai di vista gli obiettivi finali:
- il disegno di un accesso monumentale da sud al Foro Italico,
- la creazione di un asse pedonale ‘attrezzato’, ricco di momenti architettonici diversi, che accompagni il viaggiatore urbano da piazzale Maresciallo Giardino, fino al cuore del complesso,
- la valorizzazione del gruppo insediativo di Prato Falcone, affinché gli abitanti non si sentano più isolati, ma facenti parte di Roma, a tutti gli effetti, e addirittura in una posizione strategica, fulcro di un asse culturale che parte dall’Auditorium, prosegue per via Guido reni, attraversa il Tevere per mezzo del Ponte della Musica e ha il suo punto di arrivo qui, con il magnifico scenario di Monte Mario e dell’architettura bianca e monumentale del Foro Italico.

 

Centro culturale e dello spettacolo sul Lungomare di Ostia

Relatore: Prof. Marina Pia Arredi
Candidata: Daniela Montalto

Il progetto è situato sul lungomare di Ostia nell'area verde adiacente il canale dei Pescatori, all'altezza dello storico stabilimento "Tibidabo", quest' area, nonostante le grandi peculiarità, ad oggi rimane completamente desolata senza una destinazione precisa ed evidenzia una problematica diffusa in questo territorio che, per vocazione, dovrebbe essere tra i più attraenti e curati all'interno del Comune di Roma e che attualmente si presenta in molti punti degradato e casuale ma, soprattutto, privo d’interesse.
Il progetto parte dal presupposto di creare una nuova identità morfologica ed ambientale capace di generare nuovi interessi.
L'idea è quella di predisporre un polo culturale e dello spettacolo, non solo riservato alla rappresentazione, ma allo studio dell'arte attraverso una scuola per la danza, la musica e la recitazione. Oltre a ciò, una zona commerciale finalizzata a soddisfare, invece, le esigenze quotidiane di quartiere.
Il progetto può essere quindi diviso in quattro aree funzionali autonome, ma, è importante affermare che all’interno di ogni area funzionale è possibile raggiungere gli spazi adiacenti
Alla base del progetto è l’idea di rimarcare l’andamento lineare del lotto molto stretto e lungo e, contemporaneamente, abbracciare visivamente e materialmente l’accesso al mare. Da qui la nascita di un rapporto dialettico tra il segno curvo e quello retto che articolerà tutto il progetto.
Importanti sono anche le tre piazze che scandiscono il progetto:la prima è una piccola collina artificiale intesa sia come luogo di relax ma anche d’accesso al grande pontile, la seconda la copertura del parcheggio coperto, e la terza consente l’attraversamento trasversale del progetto.
Altri elementi sicuramente importanti nelle scelte adottate è stato il rapporto con il mare e la particolare esposizione.

Biblioteca di quartiere a basso consumo energetico a Roma

Relatore: Prof. Richard Vincent Moore
Correlatori: Arch. Daniela Faraglia, Arch. Laura Calcagnini
Candidato: Kyong Ho Choe

La tesi si è posta l’obiettivo di dare con il progetto una risposta alle problematiche della sostenibilità e della riduzione dell’impatto ambientale in un contesto metropolitano caratterizzato da una forte criticità tipica della città contemporanea.
Il progetto sviluppato prevede l’inserimento della biblioteca nel quartiere Parioli in Roma in sostituzione di un mercato coperto, in una zona caratterizzata dalla presenza di edifici realizzati nel XX secolo e le cui facciate sono scandite attraverso l’alternanza ritmica rigorosa dei pieni e dei vuoti che è stata rispettata, mantenuta e reinterpretata in fase di progetto.
I prospetti progettati reinterpretano, attraverso l’utilizzo di linguaggi e tecnologie proprie dell’architettura contemporanea, la composizione tradizionale dei fronti edilizi urbani coniugando gli aspetti morfologici e formali alle attenzioni volte al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto ambientale.
Tra le strategie energetiche adottate l’uso di pannelli solari fotovoltaici, e di lucernai per l’illuminazione e la ventilazione naturale, di rivestimento a doppio involucro realizzato con pannelli microforati che consente di filtrare la radiazione solare ottenendo un’illuminazione naturale diffusa, il confort acustico e termico invernale ed estivo.

I Sassi di Matera: Un'ipotesi di restauro urbano

Relatore: Prof. Giovanni Carbonara
Correlatore: Arch. I. Pecoraro
Candidata: Mario Dubla

Matera sorge lungo il fianco della fenditura della “gravina” omonima nel punto in cui due canali digradanti verso il torrente individuano uno sperone roccioso affiancato a Nord e a Sud da due ampie conche su cui si sono sviluppati nel tempo i rioni dei Sassi: la Civita, sullo sperone, il Sasso Barisano a Nord e quello Caveoso a Sud. In quest’ultimo ricade l’area oggetto di questa tesi
Individuata la destinazione d’uso generale dell’area in Museo Demo-antropologico, si è reso necessario inquadrare gli interventi di conservazione nell’ottica della musealizzazione dei centri storici: la musealizzazione sarà intesa come momento attivo del processo conservativo volto alla valorizzazione delle caratteristiche originarie delle preesistenze, ammettendo, per queste, una riattivazione socio-economica che avverrà attraverso la restituzione ad una funzione attiva e ad una agibilità che consenta, però, una chiara lettura storico-critica del complesso urbano.
Si passerà quindi alla definizione delle destinazioni d’uso dei locali all’interno dell’area dove alle sale espositive, permanenti e temporanee, si affiancheranno le strutture amministrative e ricettive del Museo, nonchè i servizi, le aree ricreative e commerciali, quelle didattiche e quelle residenziali, distribuite lungo un percorso principale su due livelli.
Gli interventi di adeguamento funzionale e di arredo dei locali saranno il più possibile condizionati dalle necessità legate alla reversibilità, compatibilità con l’ambiente urbano e con i materiali originari, accessibilità e sicurezza, garantendo una “discrezione” morfologica e sostanziale dei nuovi elementi necessaria per la valorizzazione delle proprietà originarie delle preesistenze. 

La docta spes, la speranza concettualizzata, dissociazioni sinestetiche per la scrittura della città

Relatore: Prof. Maurizio Costa
Candidata: Sara Bellacima

Senza che la gente se ne renda conto,per rispondere alla convulsa evoluzione della societa' e delle sue esigenze,la città sta cambiando in modo drammatico.
Il mio intervento vuole essere un sistema concepito per rispondere alle molteplici e mutevoli esigenze dei cittadini. Non più vincolarsi ne al tempo ne allo spazio,ma neppure una concezione statica delle funzioni.
Dalla poetica dell'imitazione si passa alla poetica dell'artificio. Ciò che è frutto di artifici e di giochi mimetici appare più seducente del semplice oggetto raffigurato,la realtà cede il posto alla finzione.
L'idea è quella di penetrare, interpretare attraverso una sorta di scavo personalizzato che da vita a diversi percorsi,i quali intersecandosi a più livelli esplorano aspetti differenti. In questo modo ogni percorso creato risulta singolo e soggettivo determinando la nascita di vari livelli di approfondimento. I percorsi in quota simili a una promenade architetturale e le compenetrazioni apparentemente casuali fra i volumi, derivano da una vera e propria sceneggiatura destinata a capovolgere ruoli codificati in chiave di spettacolo,ottenuto attraverso il flusso di persone che trasla da uno spazio all'altro. Il progetto è scandito da camminamenti,dalla possibilità di incontrare tanti luoghi diversi,per riconquistare un paesaggio armonico interiore. Le unità abitative,formate da cellule ricombinabili,offrono differenti possibilità distributive,a secondo del posizionamento. Hanno cicli di vita,così i nuovi arrivati possono decidere se vivere in abitazioni di nuova edificazione o meno, favorendo maggiori personificazioni che evidenziano l'evolversi degli stili di vita e delle tecnologie e i differenti background etnici e culturali.

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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