L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Verso l'involucro architettonico interattivo

Katia Gasparini

Intorno alla seconda metà dell’ottocento si è verificata, nel mondo della comunicazione, una nuova e profonda rivoluzione che si è concretizzata lentamente ma inesorabilmente nel passaggio dalla cultura tipografica alla cultura dei media elettrici e  successivamente elettronici. Fino a quel momento le notizie si erano mosse alla velocità del messaggero, cioè delle gambe dell’uomo e del cavallo o al massimo della locomotiva dei primi treni. Si potrebbe sostenere che con il 1875 ha veramente inizio quel processo che si può chiamare l’industrializzazione della cultura di massa (cfr. Ortoleva, P., p.76). Nel mondo della comunicazione accade ciò che solitamente si verifica anche in natura, vale a dire che un cambiamento importante provoca un mutamento totale, significa che anche in questo ambito una nuova tecnologia non aggiunge e non sottrae nulla: cambia tutto. Questo è ciò che è accaduto quando fra ottocento e novecento sono apparsi i mass-media: strumenti comunicativi che hanno permesso di far giungere lo stesso messaggio simultaneamente a un gran numero di persone. I mass-media hanno cambiato le modalità di lettura e scrittura, hanno cambiato i tempi e le caratteristiche del divertimento e del lavoro, rimodellato i sensi, modificato i processi educativi che erano stati adottati dagli uomini nei secoli precedenti. Infatti, mentre il mondo della parola punta sulla logica, sui rapporti di successione, la storia, l’esposizione e l’obiettività, il mondo dei mass-media è imperniato sulla fantasia, la contemporaneità, la simultaneità e la rapida risposta emotiva (Baldini, M., pp.71-79).

Quali ripercussioni può avere apportato tale svolta sul progetto e sull'architettura?
In realtà l’architettura sembra essere cambiata ben poco, perché metafore quali casa e dimora, rifugio, mattoni e malta, fondazioni, tutt’ora testimoniano solidamente il ruolo dell’architettura nella definizione di ciò che consideriamo reale. Da sempre l’architettura è stata la manifestazione del superamento meccanico delle forze naturali come la gravità o il tempo atmosferico. Il paradigma elettronico propone una sfida difficile, perchè definisce la realtà attraverso i media e la simulazione, privilegiando l’apparenza rispetto all’esistenza e ciò che si vede rispetto a ciò che è. Tutto questo non più in un modo a noi familiare, ma secondo un punto di vista che non può essere interpretato così agevolmente, perché i media mettono in forse il “come” e il “cosa” noi vediamo.

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Fig. 1 Ex Gasometro di Vienna: intervento di Coop Himmelblau rispecchiato sulla superficie colorata traslucida dell’edificio prospiciente (Rudiger Lainer)

Bruno Zevi già nel 1973 sosteneva che “il divario fondamentale fra età meccanica ed elettronica consiste in questo: nella prima, azione e reazione non erano strettamente coordinate nel tempo, la risposta era lenta e dilazionata, le implicazioni limitate, le conseguenze incerte; nella seconda, invece, azione e reazione sono simultanee, gli effetti sono subito evidenti, tempo e spazio aboliti” (Zevi, B., p.221).

Cioè più di trent’anni orsono descriveva le immagini del mondo elettronico che sono continue, sincrone, non classificate e codificate. Rappresentano un flusso ininterrotto di dati, non misurabili, un mosaico di impressioni che compongono un intendimento totale. Zevi affermava che in questo panorama “lo spettatore diviene parte del sistema e deve fornire le connessioni; è lo schermo su cui le immagini  vengono proiettate (…) la facciata, nel senso tradizionale del termine, scomparirà per dare luogo ad una trama di cellule abitabili librate nello spazio; un mosaico di facciate, un bombardamento di immagini; un’aggregazione di elementi in flusso continuo e senza specifica sequenza” (Zevi, B., p.222).
L’attuale era dell’elettronica in cui siamo immersi ci induce a non pensare più alla costruzione come arte astratta e ai muri come componenti di una composizione formale strutturata sui canoni della geometria euclidea. Il muro sta assumendo il ruolo di filtro che riceve e trasmette molte informazioni, alla stregua del televisore.

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Fig. 2 Cloud Gate sculpture, Anish Kapoor, Millenium Park, Chicago.

Contemporaneamente lo spazio diventa un medium attraverso il quale si può passare captandone le informazioni che lo strutturano (Prestinenza P., L., 1998). Mentre la massa muraria tradizionale agisce come una barriera all’informazione bloccando tutto ciò che tenta di attraversarla, la parete sensibile è assimilabile a un trasmettitore che comunica per attivare strategie adeguate. E’ la differenza che intercorre fra un edificio costruito con tecnologie e materiali tradizionali e uno tecnologicamente avanzato1. Il primo trova il suo equilibrio nell’interagire il meno possibile con l’ambiente, il secondo vive di contatti con l’esterno, funzionando come una membrana avente funzione di interfaccia.
Nel senso generale del termine, un’interfaccia può essere intesa come uno spazio entro il quale due entità qualitativamente differenti si incontrano. Il termine deriva da discipline tecniche e scientifiche in cui assume il significato e la funzione di dispositivo fisico o virtuale che permette la comunicazione fra due o più entità di tipo diverso; ogni entità espone una sua faccia, con il suo particolare protocollo di comunicazione e il dispositivo viene interposto fra di esse.
La superficie-limite in architettura diventa perciò una membrana, una carta assorbente che riceve e trasmette informazioni, e la delimitazione dello spazio diviene commutazione: cioè la separazione radicale diviene un passaggio obbligato, transito di scambi incessanti o transfert fra due ambienti o fra due sostanze.
Virilio afferma che: “Ogni superficie è un’interfaccia fra due ambienti in cui regna un’attività costante sotto forma di scambio fra le due sostanze poste a contatto” (Virilio, P., p.14).
Nell’interfaccia dello schermo tutto è già presente, dato a vedere dall’immediatezza di una trasmissione istantanea. La facciata-interfaccia del Kunsthaus Graz, progettato da Peter Cook e Colin Fournier (Spacelab), ha un nome insolito, breve come l'estensione di un file: BIX.

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Fig. 3 Peter Cook. Kunsthaus Museum Graz.

In questo progetto si fondono l’architettura di Cook, ex Achigram, che finalmente vede qui realizzato ciò che negli anni settanta del secolo scorso era considerata pura utopia e le sperimentazioni elettroniche di due giovani architetti berlinesi, Jan e Tim Edler, fondatori dello studio realities:united. Quest’ultimi  hanno ideato uno schermo multimediale stereometrico, che si immerge simbioticamente nelle forme tondeggianti della Kunsthaus e da essa ne riemerge animato da infinite immagini in movimento (cfr: Cornaro, A, 2004).

L’installazione si sviluppa su una superficie di 900m², è composta da 930 tubi circolari fluorescenti da 40 watt ciascuno, integrati nell’intercapedine esterna. BIX muta il colore di questa membrana in un megaschermo a bassa risoluzione capace di proiettare semplici sequenze di immagini pulsanti e flussi di testo. Ogni anello di luce funge da pixel e può essere controllato da un elaboratore. Sembra quasi assimilabile a una pellicola osmotica: di giorno è ricettore di eventi che la circondano riflessi sui pannelli traslucidi, di notte diviene divulgatore di prodotti dell’arte. I realities:united in questa installazione riescono apparentemente a sottrarsi alla corsa irrefrenabile verso il continuo aggiornamento tecnologico, scegliendo di usare lampade circolari dalla semplice reperibilità, e dall'aspetto domestico. Parallelamente, però, elaborano due diversi sofisticati software in grado di controllare il BIX: BIX-director, installato nella Kunsthaus che consente di programmare l'intensità luminosa di ciascuna lampada e BIX-simulator, disponibile sul web, che permette agli artisti di simulare la trasmissione dei filmati sulla superficie esterna dell’involucro e di verificare la visibilità delle immagini da diversi punti della città, dando origine così a quella che potrebbe essere assimilata a un’interfaccia comunicativa, un’epidermide sensibile e mutevole nel tempo.

 



 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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