L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Alcune delle pareti cieche affrescate degli edifici sono state trasformate in un museo all’aperto sulla storia dell’insediamento (foto 11). Il risultato è fortemente positivo: un’area degradata tanto da essere stata negli anni ‘80 teatro di scontri si è trasformata in uno spazio a servizio degli abitanti, in particolare giovani, anziani e bambini restituendole, con un intervento contemporaneo, la originaria caratteristica di quartiere operaio modello.

Sul grande asse del boulevard des Etats Unies che connette il quartiere al centro urbano è stata realizzata su progetto di Francoise Jourda  place 8 Mai 1945. Per la sua precedente funzione di terreno libero dedicato sia a mercato temporaneo che permanente e dove spesso trovavamo posto le istallazioni del circo, nonché per la sua collocazione strategica in una zona fortemente residenziale, lo spazio ha molteplici funzioni: piazza, giardino, parco, mercato.
Il progetto si articola seguendo le quattro funzioni: una vasta superficie a prato completamente libera, una copertura multifunzionale (foto 12), un giardino ed un’area per il mercato. Il grande prato ad una quota leggermente inferiore rispetto alla quota circostante ha funzione di piazza verde dove possono essere svolte molteplici attività e costituisce il cuore dell’intervento.

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Foto 11
Foto 12

Tra il boulevard e la grande piazza verde è collocata una grande copertura attrezzata con allacci e servizi – questi ultimi racchiusi in grandi sculture di bronzo (foto 13) - per il mercato e per attività temporanee; la sua localizzazione separa e protegge la piazza verde dal rumore del traffico.

Sul lato opposto della grande hall coperta, tra la piazza verde e le case, è collocato un giardino ombreggiato attrezzato con sedute, giuochi per bambini, giuochi di bocce e spazi intimi e  raccolti (foto 14).

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Foto 13
Foto 14

Il dislivello tra il giardino e lo spazio della piazza verde è risolto con una lunga fontana con getti a tempo che riprende il tema principale dell’acqua in movimento. I getti cadono in uno specchio d’acqua basso che termina dolcemente verso un percorso (foto 15) e ne consente l’accessibilità ai bambini.

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Il quarto elemento consiste in un’area, scandita da alberature di alto fusto, per il mercato temoraneo e per il parcheggio. Grandi torri di illuminazione, poste tra la hall e la piazza verde, costituiscono un segnale urbano e consentono l’uso di quest’ultima anche per eventi serali. Il progetto ha restituito una continuità tra i due lati del boulevard prima interrotta dall’accavallarsi di funzioni e di usi diversi e promiscui, ma contemporaneamente la localizzazione della grande copertura ha ricucito la continuità del fronte strada. Lo spazio garantisce una molteplicità di usi alle diverse ore del giorno senza interferenze reciproche raggiungendo lo scopo richiesto dalla comunità locale e dalla amministrazione nel lungo processo partecipativo.
In prossimità delle piazza, in un altro vuoto urbano circondato da residenze in posizione più discosta dal boulevard, è invece stato realizzato il parco Rene et Marie Caille. In contrasto con la rigidità dei programmi hausmanniani che separavano nettamente le strade, le piazze e i giardini l’intervento si propone come un luogo promiscuo: giardino, piazza e strada allo stesso tempo.  La procedura è stata semplificata dal fatto che è stato realizzato un’unico assessorato al verde e agli spazi pubblici. Il disegno del giardino prosegue ed interpreta il tracciato delle strade che confluiscono nell’area (fig. 16).

15-cailleplan.jpg  Figura 16

La sua struttura è definita da una serie di tracciati orizzontali paralleli tra di loro e ordinati dalla trama delle strade circostanti e da una serie di piani paralleli al terreno. Lo spazio è diviso in due fasce maggiori: una più aperta al transito, in continuità con la l’asse principale di percorrenza del quartiere, l’altra destinata al verde, è protetta dagli edifici. Ambedue sono divise in ulteriori fasce che ordinano e diversificano funzionalmente lo spazio (foto 17): sedute, zone d’ombra, vasche di verde, linee luminose. I piani orizzontali paralleli al suolo sono definiti dalle diverse altezze della vegetazione, delle vasche e delle sedute. I materiali sono quelli consueti ed utilizzati anche nella Citè: pietra, ciottoli, macadam, cemento.

Il programma spazi pubblici della grande Lione appare ben avviato ed è ancora in corso. E’ da sottolineare come anche il mutare delle amministrazioni ed il cambio di colore politico che le ha caratterizzate non hanno costituito un ostacolo alla sua continuazione. E’ evidente, nell’intervenire sullo spazio pubblico con programmi a lungo periodo e di consistenza, l’importanza di un programma chiaro e condiviso dalla comunità, elemento che coinvolge sia la parte politica che viene valutata anche per la sua capacità di portarlo avanti (essendo anche attivamente presente nella commissione di pilotaggio dei programmi), che quella amministrativa sollecitata a mettere in atto le semplificazioni burocratiche utili alla sua realizzazione. È fondamentale infatti ciò che aveva intuito il giovane sindaco all’inizio del suo mandato: “lo spazio pubblico è per definizione il luogo degli interessi divergenti. E’ necessario mettere tutti intorno ad un tavolo per decidere in funzione dell’interesse pubblico e non dei gruppi di pressione….. si tratta di un atto importante nel quale gli eletti locali devono investirsi senza delegare”.

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Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
FERRETTI Laura Valeria 2008-09-30 n. 12 Settembre 2008


 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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