L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

ri logo smallTecnologie

Innovazione tecnologica e problematiche ambientali. Note sul rapporto tra forma e processo costruttivo

Marta Gallo

Il legame tra i processi tecnologici e costruttivi e gli aspetti climatici e ambientali nella composizione architettonica, sebbene con diverse declinazioni nel corso degli anni, è uno dei maggiori campi di ricerca per l’architettura e influenza, attraverso l’affermazione e la negazione di tale binomio, le relazioni tra le caratteristiche funzionali, formali e tecnologiche dell’oggetto architettonico e il luogo in cui esso è inserito.
Già Vitruvio definendo la scienza dell’architetto quell’attività che nascitur ex fabrica et ratiocinatione (1) dimostra come l’architettura sia frutto della capacità fabbricativa congiunta alla consapevolezza teorica. Tale consapevolezza, seguendo le riflessioni portate avanti da Christian Norberg-Schulz, nel suo libro Genius loci: paesaggio, ambiente, architettura (2) ha come momento basilare la comprensione della vocazione del luogo.
Conseguenza diretta della comprensione delle condizioni dell’ambiente circostante è l’attenzione continua, nella storia dell’architettura, al rapporto tra gli elementi tecnologici e costruttivi e gli aspetti del controllo climatico-ambientale.
Il Movimento moderno, a partire dal Razionalismo fino a tutta la fase dell’International Style, grazie alla sperimentazione di forme architettoniche innovative, ha delineato un’interpretazione nuova dello stretto rapporto tra edificio e clima locale.
La ricerca di leggerezza e di trasparenza, dovuta all’introduzione dei “nuovi” materiali, quali acciaio, vetro e cemento armato, con la conseguente distinzione tra struttura portante e involucro, ha aperto infinite possibilità di interazione energetica tra ambiente interno ed esterno (3). Le Corbusier, attraverso l’utilizzo del metodo progettuale della “griglia climatica”, si dimostra sensibile al controllo passivo degli agenti ambientali, adattando le proprie soluzioni architettoniche alle condizioni climatiche locali. In varie occasioni, a cominciare da Villa Savoye, per proseguire con l’Unità d’Abitazione a Marsiglia, fino ai progetti in Africa e in India, manifesta costantemente questo spiccato interesse per lo sviluppo di componenti tecnico-costruttivi con funzione di controllo degli agenti atmosferici, in particolare della radiazione solare e della ventilazione (Fig. 1).
Wright, reinterpretando in chiave organica il principio di Sullivan “la forma segue la funzione” (4), scriveva: «L’architettura proviene dalla terra e dal luogo, le condizioni dell’ambiente, la natura dei materiali e lo scopo della costruzione, determinano la forma dell’edificio» (5). Tale affermazione dimostra come Wright sia stato tra gli architetti più sensibili al rapporto tra edificio e ambiente e alle condizioni di benessere fisico e psicologiche dell’uomo e molti dei suoi edifici ne sono la testimonianza. Nell’edificio per uffici Larkin a Buffalo, ad esempio, le torri agli angoli non solo costituiscono un importante elemento figurativo, ma risolvono il problema dei canali dell’impianto di riscaldamento ad aria (Fig. 2).
Dagli anni Settanta, la crisi energetica e la successiva consapevolezza del cambiamento climatico, hanno progressivamente indotto una nuova fase di ricerca e sviluppo del rapporto tra innovazione formale e tecnologica e problematiche energetico-ambientali.
A partire dagli studi dei fratelli Olgyay (6) sul rapporto tra architettura e clima, passando per la proposta di isolare la città di New York in uno spazio climatico artificiale creato attraverso la cupola geodetica di Buckminster Fuller (Fig. 3), fino alle sperimentazioni avanzate dell’high-tech, il panorama architettonico si è arricchito di nuovi e spettacolari esempi.
La complessa struttura dell’edificio dei Lloyd’s di Londra (1978-86, Richard Rogers Partnership) in grado accumulare il freddo delle ore notturne e il calore delle ore diurne da usare rispettivamente per il raffreddamento ed il riscaldamento dell’edificio (Fig. 4), la capacità della forma del Centro Culturale della Nuova Caledonia (1991-98, Renzo Piano) di sfruttare la ventilazione naturale per combattere il clima caldo ed umido del sito (Fig. 5), fino ad arrivare al progetto della Torre Turbina a Tokyo (1993, Richard Rogers Partnership) in cui le pale eoliche sistemate tra l’edificio e la colonna dell’ascensore producono elettricità, sono solo alcuni degli esempi che testimoniano tale tendenza (Fig. 6).
Il protocollo di Kyoto del 2005 ha creato le condizioni per un superamento definitivo della fase speculativo-sperimentale della ricerca architettonica stabilendo, di fatto, una natura più specificatamente tecnico-economica e gestionale della progettazione orientata alle tecnologie ad alto rendimento energetico.
Affrancati dalla necessità di definire o giustificare un’attenzione speciale agli aspetti climatici alcuni architetti hanno potuto, finalmente, manifestare autonomia formale e linguistica anche in progetti di edifici ecosostenibili e nel rispetto delle più restrittive normative.
Alcuni casi tra i più noti: il nuovo Tribunale Civile di Madrid di Zaha Hadid (2008), mostra un design radicale in un edificio a zero emissioni (Fig. 7). Il Municipio di Rotterdam di Rem Koolhaas (2009) concentra sulla copertura le soluzioni high-tech per la riduzione dei consumi (Fig. 8). La new town di Masdar (Dubai, 2007) di Norman Foster allarga lo spettro delle soluzioni innovative oltre l’efficienza energetica, alla mobilità e la gestione dei rifiuti (Fig. 9).

Note
(1) MARCO VITRUVIO POLLIONE, De architectura, trad.it. di L. Migotto, Pordenone, Studio Tesi, 1990, p. 6.
(2) NORBERG-SCHULZ C., Genius Loci. Paesaggio Ambiente Architettura, Milano, Electa, 1979.
(3) BANHAM R., The Architecture of the Well-Tempered Environment, Londra, Architectural Press, 1969.
(4) SULLIVAN L., Considerazione sull’arte degli edifici alti per uffici, articolo pubblicato sul “Lippincott’s Magazine”, marzo 1896, trad. it. in “Casabella”, n. 204, 1954, p. 14.
(5) WRIGHT F.L., Un’autobiografia, Milano, Jaca Book, 1985, p. 133.
(6) OLGYAY V., Design with climate. Bioclimatic approach to architectural regionalism, Princeton, Princeton University Press, 1963.

 

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack