L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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ri logo smallLettera ai Dottorandi

Orazio Carpenzano

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo.
Su questi cinque Temi abbiamo organizzato nel 2011 il seminario di studi che ha visto coinvolti i dottorandi del ventiseiesimo ciclo, allora coordinato da Giorgio Di Giorgio. Su questi temi i dottorandi hanno individuato cinque architetti/gruppi italiani che a loro avviso potevano essere considerati "interessanti" per le risposte che sulle singole questioni avevano dato attraverso alcuni dei loro progetti selezionati. Ed ecco che veniva individuato il team (Aymonino, Vargas, GAP studio, Ma0, OBR) che avrebbe svolto cinque conferenze organizzate da coppie di dottorandi che avevano il compito di istruire il tema e presentare gli illustri ospiti all'interno di conferenze pubbliche aperte anche agli studenti della Facoltà. Questo il format del seminario. Dei personaggi intervenuti e dei singoli argomenti affrontati attraverso i progetti da questi elaborati, parleranno perciò gli architetti/corsisti del mio seminario. Nel merito della scelta dei temi potrei dire, avendone la responsabilità, che sono quelli di sempre ma che mi sembrano ancora importanti da esplorare, perché ognuno ha una variante da proporre, una differenza, una precisazione da aggiungere. Parole (temi) che vanno sempre mantenute vive nel vocabolario degli architetti attraverso un'attualizzazione continua. Da qui l'esigenza di questa pubblicazione.
Abbiamo chiamato l'iniziativa Rassegna Italiana - 5 temi 5 progetti anche se la cultura architettonica italiana presenta oggi una variabilità non sempre riconducibile a ricerche specifiche, ma forse invece un'identità molteplice che è pensabile ricondurre entro il perimetro del "modello delle opportunità" cui fa riferimento Manuela Raitano nel suo libro Dentro e fuori la crisi sulla scia luminosa di Ponti, Libera, Mollino, Moretti, ecc., per ripensare in profondità, ri-progettare alla luce di nuovi valori, vincoli e possibilità. È come ri-comprendere il DNA delle Cose della nostra architettura, il loro processo di mutazione formale e sostanziale, che si muove nelle traiettorie complesse delle differenti identità autoriali e tematiche. Chi può dire oggi cos'è una casa, un giardino o una piazza, cos'è la tecnologia, una catastrofe o cos'è il patrimonio nella nostra società, dove le conoscenze crescono poco rispetto alle complessità e ancor meno le idee e i mezzi per fronteggiare queste forme di cambiamento che investono le Cose dell'Architettura? I temi proposti avrebbero atteso testi forse più coerenti fra loro e fornire informazioni e dati più interconnessi, rispettando le regole di una argomentazione anche trasversale. Ci abbiamo provato in una modalità "additiva", cercando però di allontanarci da quella mania di "aggettivare" l'architettura e la città, tipica delle trattazioni critiche contemporanee, dove ai singoli temi si conferisce un'essenza talvolta troppo tendenziosa e alla fine depredante la loro stessa identità. La perdita di significato di casa o di spazio esterno o di tecnologia, deve far riflettere... se non sia arrivata l'ora di un nuovo corredo teorico in grado di spostare su un piano di maggiore chiarezza e "semplicità" le descrizioni delle singole entità concettuali. Nell'odierna fase di dissesto dell'idea di misure di riferimento per ogni tema affrontato, nel dissolvimento generalizzato delle coppie dialettiche tipiche del discorso architettonico, le riflessioni intraprese con gli architetti invitati al seminario, hanno evidenziato alcune interessanti questioni, proprie del progetto di architettura.
Il primo elemento di riflessione, oltre quello anticipato sul carattere italiano delle ricerche, molto difficile da rintracciare se non in rari casi, è che certamente il senso del tema in architettura che, in quanto contenuto dotato di forma, non può prescindere da aspetti figurali.
Per cui occorre ribadire nel nostro tempo che il tema architettonico è motivo centrale di senso e forma insieme. Il tema è strumento dunque di un'idea di casa, spazio esterno, tecnologia, catastrofe, patrimonio che, nel famoso binomio vitruviano sta tra il quod significat e il quod significatur, che vive e anima il processo generativo nel suo carattere di totalità, senza cadere nella trappola del contenutismo (che tende a porre l'accento nella validità di un tessuto narrativo) o del formalismo (che invece tende a rimarcare la forma espressiva per mascherare una certa povertà tematica).
Abbiamo inteso i temi trattati come una sorta di visione spirituale che anima un contenuto progettuale e pertanto abbiamo dato spazio più ai processi che ai singoli prodotti architettonici. I temi guardano alle loro funzioni come variabili che mutano il loro significato nell'idea e nel tempo per tentare di dimostrare, rispondere ed esprimere una questione. Ovviamente il tipo (che è sempre sotteso) qui non era al centro della riflessione. È invece apparsa di fondamentale importanza la dimensione umanistica dell'azione architettonica. Lo studio sull'uomo è sempre il punto! Ritornare a capire come l'esperienza umana metabolizza le forme dello spazio costruite per la sua esistenza e le ri-esprime in ulteriori trasfigurazioni.
Ai dottorandi Maria Teresa Cutrì, Chadi El Khoury, Marzia Fiume Garelli, Marta Gallo, Paolo Marcoaldi, Maria Luigia Micalella, Valerio Ottavino, Elvira Reggiani, Valeria Sansoni, che hanno partecipato con competenza e abilità in questa piccola impresa vorrei infine rivolgere un ringraziamento e una riflessione: il cuore dei problemi affrontati (ma questo forse vale in generale) risiede nella possibilità di pensare e valorizzare ciò che è in grado di connettere il metodo agli strumenti, un ponte qui rappresentato da "piccole esperienze diverse", che devono restare per voi le principali fonti di un giudizio critico affidabile, anche se l'esperienza del costruire Architettura è merce rarissima nei tempi che viviamo. Ma non è detto che questa sia una condizione destinata a perdurare, ve lo auguro di cuore.

 

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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