L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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raccolto_pomodoriWhere is the core?

Spazio pubblico lineare nel quartiere Tuscolano a Roma

Tesi di laurea di Federica Fava
Relatore Luca Reale
Tutor Manuela Raitano

favaI pedoni hanno diritto di essere padroni dei luoghi più rappresentativi e identitari della città. Tale diritto, rispettato nel passato, è oggi praticamente cancellato dalla congestione del traffico veicolare urbano. Sono sempre più rari ed isolati i luoghi di incontro e di socializzazione delle nostre città, in periferia come nella città consolidata ed è necessario, affrontando un progetto urbano, tentare di riacquisire questo fondamentale diritto perduto.


Il core è una sottounità dell’organismo urbano, nucleo centrale del quartiere, “espressione del pensiero collettivo e dello spirito della comunità che umanizza e attribuisce senso e forma alla città rendendo comunità un semplice agglomerato di individui”, così il gruppo MARS riprendeva – nell’VIII congresso CIAM The Heart of the City (Hoddeston, 1951) – le teorie di Patrick Geddes secondo cui una comunità nasce dal core, ciò che incoraggia la trasformazione degli abitanti da individui passivi a cittadini attivi. In questa esplicita critica alla cultura moderna meccanicista e funzionalista si individua nel core l’elemento identitario e distintivo di ciascun settore urbano e si indica nella prevalenza pedonale la natura predominante di questi spazi. Parallelamente i primi studi sulla riappropriazione dello spazio pubblico (dai woonerf olandesi ai playgrounds inglesi, alle strade pedonali del piano urbanistico di Stoccolma 1945-60) affrontano il tema della coesistenza tra automobile, ciclisti e pedoni. Si comincia a superare attraverso questi studi la separazione tra flussi, assioma indiscusso della Carta d’Atene e problema cogente della città contemporanea, non a caso ancora oggi continuamente impegnata nella ricerca di connessioni, ricuciture, densificazioni.
Il lavoro di tesi presentato si sviluppa su due binari distinti e paralleli: da un lato emerge la necessità di una soluzione alla sistematica occupazione dello spazio pubblico da parte delle automobili parcheggiate in superficie (a Roma la percentuale è del 70%, nel nord Europa, ma anche a Londra, Parigi o Barcellona è considerato insuperabile il 30%); dall’altro si propone la trasformazione di una sede stradale sovradimensionata in una sequenza di spazi pubblici tra loro connessi, a ricomporre un sistema unitario. La risposta a queste due istanze viene data attraverso un lavoro di analisi ed un progetto urbano. La proposta dimostra che anche solo trasformando la natura, l’uso e la gerarchia della mobilità carrabile è possibile modificare e valorizzare uno spazio urbano che ne abbia la potenzialità. Scaricando quasi completamente l’asse di via Nocera Umbra, le auto in sosta sono ricollocate parte in parcheggi sotterranei, parte in silos puntuali di parcheggi meccanizzati realizzati nell’intorno. Le strade adiacenti all’asse principale sono trasformate in woonerf (strade a priorità pedonale e ciclabile in cui gli automobilisti coesistono con playgrounds e spazi pubblici anche di sosta) attraverso traffic calm, dossi, chicanes, segnaletiche evidenti. In altri tratti la velocità è stata ridotta ai 30 km/h in modo da garantire maggiori condizioni di sicurezza per la circolazione pedonale (Zone 30).
A partire da una previsione urbanistica ereditata dal PRG del 1931 che individuava in via Nocera Umbra un tratto di un collegamento anulare tra le consolari (circonvallazione Ostiense, via Cesare Baronio, via Furio Camillo, ecc.) e preso atto dell’impossibilità del completamento di questo programma, si propone dunque di trasformare un frammentodi strada ad alto scorrimento – inutilizzato come tale – in una risorsa sorprendente per il quartiere, luogo di passaggio ma anche di sosta e di incontro. Il modello proposto non è tanto la rambla o il boulevard ma piuttosto un nuovo core “dilatato” per il quartiere, una sequenza lineare di spazi pubblici dalla via Tuscolana all’Acquedotto Felice.
Luca Reale
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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