L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

PDF

Dalla descrizione  analitica  dello stato attuale alle proposte progettuali

Oretta Lisi, Patrizia Sterpone

Nell'affrontare il tema progettuale del Giardino dei Cedrati ci siamo posti la domanda a quale riferimento estetico-storico ci si doveva rapportare e relazionare per poter effettuare un adeguato restauro e una valorizzazione del giardino nonché una sua futura gestione.
Tenendo  presenti i principi della Carta di Firenze si è proceduto all'analisi storica dei luoghi.
L'analisi storica effettuata ci ha portato a considerare con  particolare attenzione la pianta prospettica del Giardino dei Cedrati di Francesco Bettini datata 1803 e conservata nell'Archivio Doria Pamphilj (cartella 18 A-11); in base ad essa sono state formulate delle ipotesi progettuali per la rivalutazione, qualificazione estetica e utilizzazione del giardino.
In tale pianta le strutture settecentesce si articolano nel seguente modo:
si accede al giardino mediante tre cancelli presenti nella bella recinzione muraria progettata da Gabriele Valvassori (XVIII secolo) e delimitante il Giardino degli Agrumi, costituita da due accessi presenti sul Viale Vittoria Nenni e da un altro su Largo del Casale Vigna Vecchia.
Entrando all'interno del Giardino dal cancello che si affaccia sul piazzale antistante la Villa Vecchia (Largo del Casale Vigna Vecchia), posizionato alla destra della Fontana del Tevere, sul percorso di accesso è presente un filare di agrumi.
Questo filare viene accompagnato lungo l'acquedotto dell'acqua Paola, che costeggia la via Aurelia, da altri agrumi, questa volta disposti a spalliera.
La disposizione a spalliera prosegue in un continuum lungo  l'edificio ubicato all'interno del Giardino "Casale dei Cedrati" e lungo parte dei muri perimetrali limitrofi all'edificio suddetto.

vdp_5_07
Fig. 25 - Pianta prospettica del Giardino dei Cedrati (da Benocci C., 1988, modificata)

Alle spalle della fontana del Tevere, internamente al giardino, ed in simmetria ad essa, è situata la fontana di Venere.
La simbologia classica e l'immaginario figurativo della dea Venere, legata agli agrumi, ci spiega la sua presenza all'interno del Giardino dei Cedrati.
Oggi di questa fontana vi è solo una traccia costituita dall'ingombro della base dell'antica struttura.
Dalla fontana ed in asse centrale con essa parte e si articola una pergola di agrumi. La struttura, denominata anche  "cocchio" di agrumi, è illustrata in dettaglio dal Bettini nella cartella 18A-11 ed int. 29 presente nell'Archivio Doria Pamphilj. Inoltre risulta che i cocchi presenti nella Villa Vecchia e nel Giardino del Teatro furono eseguiti nel 1733 dal falegname Carlo Montefiori (1).
Due file di vasi, sempre di agrumi, accompagnano simmetricamente la struttura lignea della pergola. In questo modo viene ancora marcata ed esaltata la forte componente assiale dell'insieme.
Una fontana ellittica interrompe la continuità della struttura del cocchio a circa un terzo del percorso ed in corrispondenza di un cancello di accesso presente sul Viale Vittoria Nenni, viale interno di  Villa Doria Pamphilj.
Un secondo cocchio presente nell'area limitrofa al "Casale dei Cedrati" si articola, in parte, perimetralmente ad una fontana (la corrispondente interna della fontana della Palomba, la quale si sviluppa sul Viale  Vittoria Nenni). Da qui si delinea un altro asse che termina in corrispondenza di una nicchia.
Attraverso l'utilizzo dei cocchi si viene a creare un articolato movimento spaziale dato da assi, prospettive, punti di fuga e sfondi quali le fontane e gli accessi al giardino. Questo luogo diventa un Giardino Paradisiaco, il Giardino delle Delizie.
L'analisi prosegue con lo studio dello stato dei luoghi, qui di seguito descritto.
Il giardino appare in evidente stato di abbandono e degrado.
Attualmente nel Giardino dei Cedrati rimangono tracce dei filari di agrumi e di agrumi disposti a spalliera.
Le strutture lignee dei cocchi disegnate dal Bettini sono completamente assenti ma sono presenti elementi in muratura quali serre semi-interrate, fontanili o similari e serre ottocentesche a livello della quota di campagna di struttura mista (evidenziate nelle planimetrie di rilievo).
Da ricerche effettuate presso l'Archivio Doria Pamphilj si ipotizza che nelle serre semi-interrate probabilmente venissero coltivati ananas (2).
Il giardino mostra tracce dell'evoluzione estetica-economica avvenuta nel corso dei secoli: dalla vocazione iniziale del giardino utilizzato come il giardino delle stalle, alla fase del ‘600-‘700, nella quale é inteso come "Giardino di Delizie" dal Valvassori, fino a divenire giardino d'agrumi agli inizi dell'800 con il Bettini,  che formula una proposta economica per il suo utilizzo; il cilco si concluse con la fase ottocentesca delle serre.
La fase del giardino d'agrumi per la sua particolarità ha determinato la scelta e sostenuto le ipotesi progettuali finali.

Immagini dello stato attuale del Giardino dei Cedrati

Alla luce dell'indagine storica effettuata e del rilievo dello stato di fatto sono state ideate alcune ipotesi progettuali nel tentativo di ricreare un giardino con la capacità di rievocare lo spirito di un tempo ormai perduto del paesaggio antropico-naturale ma ancora vivo nell'architettura del Valvassori, che lo definisce spazialmente ed idealmente in un ambito chiuso.
Sono stati analizzati gli elementi estetici e compositivi, presenti nella Pianta del Bettini, che utilizzano l'illusionismo scenografico e le quinte arboree e murarie e si è deciso, in base a questi elementi, di formulare alcune proposte progettuali.

Note
(1) in Benocci C., 1996
(2) Archivio Doria Pamphilj, cartella 344 int. 17 ‘stufa in polvere concia per le giovani piante degli ananas’.



 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack