L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

PDF

Nuove chiese per le periferie.

Massimo Zammerini


Concorso di idee per studi di progettazione di nuovi complessi parrocchiali in Roma: procedura ristretta per inviti.
Complesso parrocchiale di “San Carlo Borromeo”.
Roma. Località Tor Pagnotta. Via Amaldi.

Le recenti e rapide espansioni urbane nella periferia di Roma pongono il problema di assicurare un’adeguata assistenza religiosa su un territorio in continua crescita. La costruzione di chiese e centri parrocchiali delineano un nuovo impegno del Vicariato “Nuove chiese per Roma nel Terzo Millennio”, che integra ed espande il programma “50 chiese per Roma”. La progettazione delle nuove strutture ecclesiastiche è un’occasione per intervenire in contesti urbani talvolta privi di una significativa centralità, carenti di quei luoghi di aggregazione sociale, che non siano soltanto i centri commerciali, e che definiscano il senso di un insediamento urbano assieme ad altre istituzioni di carattere culturale come scuole, biblioteche, musei e attrezzature per lo sport. L’idea del radicamento delle nuove strutture nei tessuti esistenti di recente costruzione apre un orizzonte di ricerca particolarmente complesso, sia per la concezione dello spazio liturgico, sia per la formalizzazione degli aspetti simbolici nel rapporto tra istituzione e comunità insediata.
Nella storia passata l’edificio della chiesa aveva una rilevanza simbolica sottolineata da un’adeguata ubicazione: sia che fronteggiasse una piazza, uno slargo, piuttosto che un vicolo o una strada, la chiesa esprimeva attraverso il disegno dalla facciata il suo valore di emergenza architettonica, mediante un salto di scala che anticipava il volume dell’aula spesso inglobato nel complesso dell’isolato. La funzione comunicativa dell’istituzione era affidata in gran parte alla facciata, caratterizzata dall’ordine architettonico e dall’apparato decorativo, che introduceva allo spazio sacro interno. Nelle diverse epoche il rapporto tra la facciata e l’interno si declina in ragione delle evoluzioni del pensiero. Roma, città barocca, restituisce l’effetto sorpresa come una cifra ben precisa del rapporto esterno/interno. Il sagrato sul quale si affacciano anche i fronti degli altri edifici, definisce un’area che appartiene sia alla chiesa sia al continuum urbano. Lo stupore e la meraviglia segnano il varcare della soglia, al di là della quale lo spazio sacro esplode nella sua magnificenza. Una volta entrati, non vi è più nessuna percezione diretta dell’ambiente esterno. L’altezza notevole e il gioco delle prospettive verso l’alto fanno sì che si realizzi una spazialità allusiva ai temi dell’infinito e dell’incommensurabile, uno spazio in accordo e in armonia con il desiderio di elevare lo spirito verso la dimensione della sacralità.
Se queste relazioni caratterizzano il rapporto tra edificio sacro e contesto nella città consolidata, e in particolare nella città storica, nelle nuove espansioni è assai difficile che ciò si realizzi, poiché il modello di città che si propone non è quasi mai supportato da un disegno urbano significativo. Permane l’idea della chiesa come elemento emergente rispetto al tessuto del quale fa parte, ma le aree ad essa destinate spesso non sono definite e disegnate in modo da istituire relazioni significative con l’intorno, piuttosto appaiono quasi come spazi di risulta. Inoltre le chiese sono pensate e costruite dopo l’edificazione degli edifici residenziali. Il problema è di dimensioni molto vaste: le periferie che sono sorte e che continuano a sorgere intorno al raccordo anulare appaiono come satelliti slegati l’uno dall’altro, serviti da una viabilità inadeguata, edificati con soluzioni tipologiche e architettoniche quasi sempre insensibili alle suggestioni che possono provenire dalla bellezza dei luoghi naturali dove sorgeranno e, osservati dall’alto, rivelano impianti urbani deboli e insensati, incapaci di produrre il benché minimo effetto città, e anche nelle soluzioni architettoniche appaiono molto lontani da ogni forma di ricerca tipologica e linguistica allineata alle sperimentazioni sul tema della residenza portate avanti nel resto dell’Europa. Tanto meno vi si ritrova alcun legame con la grande tradizione mediterranea che ha ispirato le migliori interpretazioni del Moderno in area romana fino agli anni cinquanta.

 



 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack