L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Tradizione e contemporaneità nel dettaglio (aprile 1985)

(…) A ogni cosa noi diamo una nostra colorazione interpretativa: ognuno di noi tende a capire cose, pensieri altrui, fatti, accadimenti nel senso che più gli è congeniale in modo da rafforzare, confermandole, le proprie opinioni. “Il dettaglio non è dettaglio” per me significa che il dettaglio è essenziale per la definizione del tutto; il dettaglio può determinare il progetto, certamente lo caratterizza. L'insieme globale dell'opera architettonica è strettamente integrato ai dettagli, al loro disegno ed alla loro qualità. Il dettaglio incide sui valori spaziali e volumetrici dell'insieme.
Il mio punto di vista al di fuori da scuole e teorie si fonda sull'esperienza dei realizzare concretamente idee e proposte. Il mio modo di pensare è quello dell'artigiano che propone oggetti concreti, architetture che possano essere realizzate. Per ottenere queste cose concrete occorre un lavoro di progettazione assiduo che procede attraverso una continua reiterativa verifica sulle proposte progettuale che si vanno facendo. Ogni problema deve venir affrontato senza preconcetti e senza prefigurazioni, analizzato in profondità ed obiettivamente.
Si debbono considerare i parametri cui riferirsi nella complessità delle loro interrelazioni. Il modo dell'analisi sia pure in una logica serrata - deve essere sperimentale e valersi sopratutto del disegno: il disegno è lo strumento specifico, lo strumento principe del fare architettura: sopratutto il disegno è un modo di pensare. Il disegno esprime già il primo barlume di un'idea, ma poi, via via il pensiero si precisa. si definisce. si sostanzia. si affina proprio attraverso il disegno.
Non è essenziale “disegnar bene “, occorre invece che il disegno sia chiaro ed utile a sviluppare il pensiero architettonico, occorre usarlo con scioltezza, nelle diverse tecniche, secondo le diverse opportunità, alle diverse scale. Non fine a sé stesso, ma intenzionato a ciò che serve di volta in volta. Diverso se vuole comunicare un'idea, o se vuole specificare la questione costruttiva. Mediante il disegno si precisa il proprio pensiero, si trasmettono agli altri le proprie intenzioni, si controlla l'aspetto formale, si verifica l'eseguibilità.
Il disegno comprende l'insieme ed il dettaglio. Anche un primo schizzo deve essere in scala: se il disegno noti è in scala anche se è un bel disegno non serve alla specifica disciplina dell'architettura poiché la dimensione è fondamento della forma. Il disegno architettonico deve considerare la misura; e la misura è un dettaglio, o un coacervo di dettagli, che costituiscono l'insieme.
Progettando ci si pongono continue domande: come si esegue? come si vede? che effetto si ottiene? corrisponde alle richieste ed allo spirito del tema? si raggiungono le proprie aspirazioni espressive?
Quando la maturazione dell'idea procede, quando l'idea prende corpo per diventare cosa realizzabile, si aggiungono le preoccupazioni sui modi e sulle alternative di come si potrà eseguire, e il disegno si arricchisce anche talvolta sul medesimo foglio del progetto generale di tanti schizzarelli, di dettaglio strutturali e formali, che ripiombano nel disegno d'insieme e lo modificano intervenendo nell'interpretazione delle proporzioni, degli spazi, dei volumi, nel trattamento delle superfici, definendo l'espressività, caratterizzando il linguaggio.
Il disegno progettuale è continuamente altalenante tra la scala d'insieme e quella di dettaglio: la definizione della scala maggiore è biunivocamente legata allo studio della scala più minuta. Nel nostro Studio, con Marco Albini e Antonio Piva, lavoriamo cose, individuando l'idea generale, saltando alla scala dei dettaglio. tornando all'insieme che dal dettaglio assume la propria espressività architettonica.
(…) La nostra cultura architettonica, la nostra forza progettuale si fondano anche sulla osservazione condotta con penetrante curiosità delle cose, antiche e contemporanee, realizzate da altri. La nostra capacità espressiva si forma in parte su esperienze già compiute da chi ci ha preceduto. La lettura di opere realizzate ci insegna come sono raggiunti determinati effetti, come sono risolte talune necessità funzionali e costruttive, come il dettaglio caratterizzi il complesso e conte a sua volta il complesso prenda vigore da determinati elementi di dettaglio.
Ad esempio, l'emozionante possanza della Basilica a Paestum è raggiunta dalle proporzioni, dal rituro delle colonne, sta anche in particolare dal modo come le colonne sorreggono la trabeazione, dalla loro entasi dalla fitta rigatura d'ombre del collarino che sottolinea la gonfia rotondità dell'echino. In particolare il contrasto tra le ombre incise e sottili con la superficie a larga curva, in cui l'ombra sfuma, esprime, evidente come un gesto, la fatica del sostenere e dà al contempo il senso della forza del monumento.
La percezione, lo studio, l'esame dell'architettura di ogni tempo, in ogni civilizzazione avviene su più binari continuamente interrelati: i volumi. gli spazi, le forme, le proporzioni dell'insieme e dei singoli elementi, le partizioni strutturali, i chiaroscuri, le vibrazioni cromatiche e materiche dei diversi materiali, le ragioni funzionali, quelle estetiche, quelle espressive, le invarianti istanze umane. le esigenze del contesto ambientale e storico appaiono chiaramente in ogni opera architettonica. In questa nozione dell'architettura, tanto complessa, costruita sulla storia, si formano due poli distinti ed in contrasto dialettico: la tradizione e la contemporaneità.
La tradizione è la coscienza collettiva della continuità tra passato e presente: è la continua integrazione tra costume. etica, cultura di ogni tempo ed una sorta di riconoscimento collettivo dei valori culturali permanenti. La contemporaneità considera le esigenze del nostro modo di vivere, di produrre, di esprimerci, in sintonia con il nostro momento. storico. Tra gli insegnamenti che ci sono stasi trasmessi dai nostri maestri, in cui noi crediamo, vi è anche quello del tentare di risolvere la dialettica tra questi due poli.
La tradizione è carica di valori da riprendere e da tramandare: la perizia costruttiva dei maggiori, la saggezza e l'equilibrio di certe soluzione dell'architettura spontanea, i valori complessi degli spazi e della loro geometria - legati nel loro modificarsi al divenire della storia, del costume, delle possibilità tecnologiche, il comportamento nel tempo dei materiali, l'espressione e la creatività delle susseguenti civilizzazioni, il valore semantico di determinati elementi, tutto ciò è presente nella coscienza di un architetto moderno. D'altro canto, l'architetto contemporaneo opererà secondo modalità e linguaggio del suo tempo senza tradire la società di cui è partecipe. attento alle complesse istanze contemporanee, ma consapevole dei contenuti della tradizione e attento a che “la regola dell'arte” che nella buona tradizione è fondamentale - sia mantenuta anche nelle opere contemporanee.



 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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